Gira in rete un video che sta mettendo in ansia diverse mamme rispetto alle corrette manovre di disostruzione pediatrica. Vediamo insieme cosa dicono le linee guida e perché – soprattutto – è necessario essere aggiornati e seguire persone formate, certificate e affidabili.

Mamme italiane, vi hanno insegnato davvero una manovra sbagliata nei corsi di primo soccorso e disotruzione? Per anni (chissà quanti!) avete ricevuto una formazione errata e solo oggi (ovviamente pagando) potete scoprire la verità? Sono questi i commenti che ci sono arrivati da diverse fonti, dopo aver ascoltato il reel del canale S.O.S. M’Anna sulla disostruzione. I messaggi che ci sono arrivati in redazione ci hanno fatto molto pensare. Neo mamme con la paura di fare manovre sbagliate nel momento del bisogno, forse è il caso di leggere questo articolo. Formatori imbufaliti per un video che discredita almeno il 70% degli istruttori italiani, non arrabbiatevi troppo. Ecco la verità sulle “pacche nella schiena”.

Il reel che accusa le manovre di disostruzione “degli altri”

“Quanti di voi hanno imparato questo?” dice Anna Volpiana nel suo video, in cui mostra una parte delle manovre di disostruzione del lattante, applicando 5 pacche interscapolari con “fuga laterale”. “7 persone su 10 che hanno fatto il corso di primo soccorso conoscono una manovra di primo soccorso completamente sbagliata” dice la titolare del centro di formazione S.O.S. M’Anna. Secondo la puericultrice “la fuga laterale che vi è stata insegnata per tantissimi anni in realtà nelle linee guida non c’è ma stata”. Subito dopo Anna mostra la manovra corretta. Ovvero: 5 pacche interscapolari fisse, senza via di fuga laterale. Che grande differenza ci sarà fra queste due azioni?

La realtà che viene specificata dalle linee guida

Il video di questa ragazza – che lodevolmente fa corsi di formazione da anni accreditata dalla Regione Veneto – lancia un’accusa forte e destabilizzante. La “pacca con uscita laterale” sbagliata prende spunto da una interpretazione delle linee guida. Che, ricordiamolo, vengono emanate da ILCOR, interpretate dalle società scientifiche internazionali e nazionali, per poi essere portare fra la gente dai formatori. Bene: le linee guida 2021 dicono che bisogna dare 5 pacche sulle spalle del lattante/bambino. Quindi perché e dove nasce il tema della via di fuga laterale?

Primo, ridurre la paura nell’astante che deve fare la manovra

15 anni fa le linee guida erano diverse da come le vediamo oggi. Dal 2010 al 2021 sono passati tre aggiornamenti. E a breve uscirà un nuovo update. Questo perché medici, infermieri e soccorritori studiano ogni caso e migliorano giorno per giorno la loro pratica. Pensate che nel 2010 il protocollo di valutazione si chiamava CAB, le compressioni dovevano essere attorno alle 100 al minuto, ed era stato rimosso il GAS (guarda-ascolta-senti). Ma perché le pacche laterali? L’idea è venuta nella traduzione delle linee guida ai primi medici che hanno fatto la storia del BLSD in Italia. Parliamo di Marco Squicciarini, che nel 2009 tradusse le prime linee guida sul massaggio cardiaco e la disostruzione. Il lavoro venne fatto dalla Croce Rossa Italiana di Bologna, con alla guida Maurizio Menarini, oggi direttore del 118 Romagna. E venne diffuso con lo storico progetto “Trenta Ore per la Vita”.

Evidenze scientifche cambiate negli anni? Le pacche funzionano sempre

Proprio grazie a Croce Rossa passò il messaggio delle compressioni e della pacca sulla schiena per la disostruzione: “Ma c’era un motivo chiaro. All’epoca avevamo segnalazione di danni iatrogeni per colpa di pacche date nel posto sbagliato – spiega Squicciarini – e per ridurre la possibilità di rischio è stata inserita l’indicazione laterale. L’obiettivo era capire il punto esatto dove colpire, senza correre il rischio di avere schiaffi sulla nuca”. Parlare con Squicciarini significa ricostruire gran parte degli sforzi fatti da medici, volontari, infermieri, tecnici e cittadini affinché la formazione sia chiara e le capacità efficaci nel momento del pericolo. Un momento in cui i dubbi fanno solo danni. “Dare indicazioni non chiare, lasciare dubbi nella persona che deve fare le manovre è estremamente deleterio. Abbiamo tante testimonianze di persone che grazie a indicazioni chiare, sicure ed efficaci sono state capaci di intervenire, e di salvare la vita ai propri figli”.

Cosa fare oggi, sul serio, per imparare la disostruzione pediatrica?

A questo punto il dubbio è risolto: le pacche sulla schiena sono fondamentali. Bisogna darle con forza. Non importa se la via di fuga è laterale o se si fanno dirette con il palmo della mano. Perché siano efficaci devono essere forti, senza paura, decise. Bisogna stare sempre attenti a non colpire la testa? Si, ma non bisogna fermarsi ed eseguire tutto il protocollo di manovre che portano alla disostruzione. “Soprattutto, mantenendo la calma in quei momenti terribili, bisogna ricordarsi di aspettare il momento in cui le vie aeree sono ostruite. Fino a quando il bambino tossisce, il suo corpo sta gestendo la cosa. Quando smette, è il momento di agire”.

Perché è sbagliato accusare il prossimo di fare male?

Agire è la parola chiave. Qui chiudiamo il caso di cronaca, aprendo uno spazio di opinione. E’ giusto – per vendere un corso da 129 euro – lanciare un’accusa contro migliaia di volontari che fanno corsi di disotruzione e BLSD in tutta Italia, o contro chi ha sempre seguito protocolli e linee guida internazionali? E’ giusto instillare il dubbio di una manovra sbagliata a persone che non hanno confidenza con la rianimazione cardiopolmonare e la disostruzione? Fare i corsi di formazione è giusto e sacrosanto. Farli in modo certificato seguendo linee guida e percorsi condivisi è fondamentale per dare a tutti le stesse possibilità di salvare la vita. Per fortuna, chi ci crede, lo fa diventare il proprio lavoro. E’ giusto. Ma tra fare della formazione la propria professione e dire che tutti gli altri non sanno fare il proprio lavoro c’è una grossa differenza. Per questo motivo saremmo felici che S.O.S.M’Anna oltre alla certificazione di Regione Veneto scelga un percorso condiviso per certificare i propri docenti. IRC, IRC COM, AHA o di altre società scientifiche. Perché è buona cosa far passare informazioni di pubblica utilità, ma non per vendere corsi. Perché tutte le vite dei bambini devono essere al riparo da morte cardiaca improvvisa e ostruzione delle vie aeree.

 

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