Autori: Giorgetti L., Galmonte A., Segulin N. – S.O.G.IT Soccorso dell’Ordine di San Giovanni in Italia, Sezione Grado Psicologi.
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Ph. Cristina Pasqua

Un’emergenza rappresenta un evento inaspettato e traumatico che influisce in modo significativo sulla psiche delle persone coinvolte. Difatti, l’impatto psicologico dell’esperienza traumatica e la sua metabolizzazione varia in base a diversi fattori individuali, tra cui la personalità, la storia personale, le relazioni e le circostanze specifiche dell’evento. 

La psicologia delle emergenze tra certezze e variabili

“Il trauma attuale è sempre vissuto in funzione alla storia individuale del soggetto, alla sua capacità di fiducia in sé stesso e nel prossimo, alle sue capacità di autocura e di ripresa” (Di Iorio & Biondo, 2009). 

La gravità del trauma, dunque, non può essere misurata sulla base dell’apparente gravità dell’evento traumatico, in quanto non esiste un’oggettiva traumaticità degli eventi. La caratteristica psicologica saliente dell’evento traumatico è il suo potere di ispirare un’esperienza soggettiva di impotenza e terrore. Questo spiega perché le risposte a uno stesso evento da parte di soggetti diversi possano essere le più svariate.

Quindi, ogni evento potenzialmente traumatico, come un incidente, un lutto, un suicidio, una patologia invalidante, può portare ad uno sconvolgimento di portata eccezionale, ponendo pazienti, familiari e operatori dell’emergenza (soccorritori, vigili del fuoco, forze dell’ordine, etc.) davanti ad una emergenza psicologica intesa come “un’improvvisa caduta dell’equilibrio psicologico ed emotivo di una persona dovuta a un improvviso evento esterno che richiede l’immediata attivazione di nuove strategie per la sopravvivenza psichica.” (Di Iorio & Biondo, 2009).

Gli operatori dei servizi di emergenza e il rischio di burnout e PTSD

È necessario sottolineare come sia le vittime sia gli operatori che le soccorrono, esperiscano l’avvenimento e sperimentino sentimenti di impotenza, angoscia, ansia, disperazione, venendo travolti dalla stessa emergenza. Infatti, per quanto riguarda gli esperti del settore emergenziale, è stato riscontrato che gli operatori dei servizi di emergenza presentano un rischio elevato di sviluppare problemi di salute mentale, con tassi di suicidio e burnout superiori alla media della popolazione generale (Lawn et al., 2020).

Più nello specifico, i fattori che aumentano tale rischio sono sia organizzativi (come gli elevati carichi e lunghi orari di lavoro, la mancanza di supporto, la leadership inefficace, la bassa autonomia), sia individuali, come tratti di personalità (ad esempio, il perfezionismo), una scarsa regolazione emotiva, una mancanza di equilibrio vita-lavoro (Kinman et al., 2023).

Inoltre, negli anni è stata riscontrata una correlazione tra il burnout* e l’aumentato rischio di sviluppare il Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD)*, soprattutto in professioni ad alta esposizione a eventi stressanti o traumatici come quelli sanitari (Ghio et Al., 2021).

Il Primo Soccorso Psicologico

Ad oggi, uno degli interventi più promettenti per la gestione dello stress post-traumatico è il Primo Soccorso Psicologico (PFA – Psychological First Aid), un approccio strutturato che mira a fornire supporto immediato alle persone esposte a eventi traumatici, riducendo lo stigma e incoraggiando la richiesta d’aiuto (Tessier et al., 2022). Per quanto riguarda quest’ultimo punto, è necessario evidenziare come “l’integrazione degli psicologi nei team di emergenza possa ridurre significativamente i livelli di stress e migliorare la resilienza degli operatori” (Marshall et al., 2024). Inoltre, la presenza di un supporto psicologico costante contribuisce a migliorare la qualità del lavoro e a prevenire fenomeni di isolamento e stigmatizzazione (Razakarivony et al., 2021).

*“Una sindrome concettualizzata come risultante da stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo. È caratterizzato da tre dimensioni: 1) sentimenti di esaurimento o esaurimento energetico; 2) aumento della distanza mentale dal proprio lavoro o sentimenti di negativismo o cinismo relativi al proprio lavoro; e 3) ridotta efficacia professionale.” (OMS, 2019)

*“Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) può svilupparsi in seguito all’esposizione a un evento o a una serie di eventi estremamente minacciosi o orribili. È caratterizzato da tutti i seguenti: 1) rivivere l’evento o gli eventi traumatici nel presente sotto forma di vividi ricordi intrusivi, flashback o incubi. La rivivenza può avvenire tramite una o più modalità sensoriali ed è in genere accompagnata da emozioni forti o travolgenti, in particolare paura o orrore, e forti sensazioni fisiche; 2) evitamento di pensieri e ricordi dell’evento o degli eventi, o evitamento di attività, situazioni o persone che ricordano l’evento/gli eventi; e 3) percezioni persistenti di una minaccia attuale elevata, ad esempio come indicato da ipevigilanza o da una reazione di sussulto aumentata a stimoli come rumori inaspettati. I sintomi persistono per almeno diverse settimane e causano una significativa compromissione nelle aree personali, familiari, sociali, educative, occupazionali o altre aree importanti del funzionamento.” (OMS, 2024)

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Autore: Giorgetti L., Galmonte A., Segulin N.
Un sentito ringraziamento a S.O.G.IT. – Soccorso dell’Ordine di San Giovanni in Italia, e in particolare alle sezioni di Trieste e Grado, per la sensibilità, il supporto, il sostegno e la fiducia, che hanno dato l’opportunità e consentito il realizzarsi dei progetti e delle proposte operative della sezione psicologi.