Il Ministero della Salute con decreto del 5 aprile ha emanato linee guida a validità nazionale per la rianimazione cardio-polmonare e l’abilitazione all’uso del defibrillatore BLSD. Cosa significa questa novità e perché si fa riferimento a ILCOR?
La morte improvvisa da arresto cardiaco – va sempre tenuto a mente – è una patologia fatale che si combatte solo tramite educazione, buone pratiche messe in campo rapidamente e defibrillatori. Ce lo ricorda la storia di Mattia Giani, il ragazzo deceduto a 12 anni per arresto cardiaco su un campo da calcio un anno fa. Una drammatica tragedia dopo quella di Piermario Morosini che impose una riflessione sul tema del soccorso alle vittime di arresto cardiaco. Ogni decesso per ACC ci ricorda cosa si debba fare in caso ci si trovi a fianco di una persona che abbia perso coscienza e smesso di respirare: valutare segni e sintomi dell’arresto, chiamare il 112, iniziare le compressioni toraciche e applicare il defibrillatore. Cose che si possono imparare in mezza giornata di formazione. Cose che possono imparare tutti: volontari, sportivi, bambini, disabili. Nessuno escluso.
Si muove il Ministero della Salute in autonomia
Ma mettere tutti d’accordo in medicina è impossibile. Spesso ci sono dei distinguo che creano solo confusione e diffidenza. Anche sul tema dell’arresto cardiaco non c’è uniformità e l’unione è un fattore importante. Seguire un percorso di linee guida riconosciute a tutto tondo dalla comunità scientifica significa evitare contrapposizioni che creano incomprensione nel cittadino finale. Ne abbiamo già parlato tempo fa sul tema della “pacca sulla schiena“. E’ naturale quindi che anche su questo punto il decreto del 5 aprile del Ministero della Salute abbia messo in moto alcune precisazioni scientifiche. Nel nostro Paese ci sono normative molto avanzate capaci di sensibilizzare e contrastare i decessi per arresto cardiaco. Esistono e sono attive sul territorio italiano diverse società scientifiche che propongono e spingono la formazione di soccorritori laici e di persone comuni che – nel momento del bisogno – possono effettuare manovre salvavita.
Una normativa già avanzata, ma con poca applicazione pratica. Perché?
Oggi l’Italia obbliga le società sportive a dotarsi di defibrillatore, ed è un caso unico in Europa. Ma il percorso formativo sta andando a rilento. Per esempio, tante Regioni non hanno un documento o un pacchetto di formazione uniformato e condiviso. Questo decreto ministeriale sta cercando di forzare il passaggio, creando materiale gratuito a disposizione di tutti. Parliamo di slide didattiche validate e messe a disposizione dal Ministero alle Centrali 118 e ai Centri di formazione che vorranno utilizzarli. Ma… c’è un ma. Mettere a disposizione materiale gratuito per la formazione non vuol dire avere formatori preparati che gratuitamente spenderanno ore per formare le persone che non conoscono le manovre. Nè significa avere uniformato la formazione di personale che – come avviene oggi – è riconosciuto come operatore BLSD in una Croce ma non è riconosciuto nella Croce del comune successivo. Ecco perché questo decreto è semplice ma importante: è del Ministero, quindi è valido su tutto il territorio Nazionale. Senza più distinguo. Ma sul come funzionerà, ancora c’è riserbo. Quello che sappiamo è semplice:
- Sono emanate le linee guida per la rianimazione cardiopolmonare e l’abilitazione all’uso del defibrillatore (BLSD) in linea con le ultime raccomandazioni ILCOR (International Liaison Committee on Resuscitation).
- Le line guida e il materiale didattico indicato in premessa saranno resi accessibili ai centri di formazione accreditati presso le centrali operative regionali «118».
- Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il riferimento a ILCOR è corretto?
C’è una incongruenza scientifica evidente per le persone del settore. Le società scientifiche di tutto il mondo sul tema dell’arresto cardiaco hanno infatti scelto di fare una Liaison, ovvero un’unione d’intenti. Questa scelta si è tradotta nella ILCOR: un comitato internazionale che raccoglie tutte le indicazioni dalle varie società scientifiche ed emana documenti migliorativi, che permettono di scrivere delle linee guida sulla gestione dell’arresto cardiaco. Questa scelta cade “a cascata” sulle realtà locali. Sono otto i raggruppamenti che ricevono e lavorano sui miglioramenti delle linee guida. Per l’Europa c’è la European Resuscitation Council. Per gli Stati Uniti, per esempio, c’è la American Heart Association. Sono queste società che decidono di implementare i suggerimenti ILCOR nelle linee guida operative per i corsi avanzati e per i corsi di base. Ma – alla fine della cascata – c’è il sistema locale. E qui non esiste una esclusiva: in Italia operano Italian Resuscitation Counci, American Heart Association, IRCOMUNITA’, Salvamento Academy, Squicciarini Rescue e tantissime altre associazioni. Ma tutte si devono rifare alle linee guida riconosciute. Linee guida che partono da ILCOR per passare attraverso European Resuscitation Council, in Europa. ILCOR quindi è un riferimento superiore che non fa da società scientifica. Appare quindi evidente che il Ministero della Salute abbia scelto di superare potenziali enpasse rifacendosi a un ente superiore. Ma questo percorso può creare malumori, poiché in questo documento è coinvolta principalmente la SIS118, che ha collaborato con il Ministero nell’attività e ha interpretato le linee guida ILCOR.
Un obiettivo nobile che andrebbe messo in atto rapidissimamente
- Chi farà i corsi?
- Come si porteranno “a terra” i documenti?
- La conoscenza del BLSD fra le persone comuni che qualità avrà?
- Come sarà incentivata la diffusione dei defibrillatori sul territorio?
Innovazione vuol dire vantaggio per tutti
Oggi quindi dobbiamo capire come informare nel migliore dei modi tutti i cittadini. Tutte le persone che subiscono un rischio di arresto cardiaco. Questa iniziativa del Ministero della Salute – anche se non è organizzata in concerto con tutte le società scientifiche del settore che si occupano di arresto cardiaco – è una buona iniziativa. Deve essere sostenuta andando al di là delle diatribe e delle divergenze. E deve spingere ad una riflessione attiva e aperta: le persone, i singoli cittadini, fanno un corso BLSD o un corso di primo soccorso pediatrico quando percepiscono una paura o una necessità. Far diventare questa attività un momento di condivisione e di comunicazione, farla diventare un evento, è importante. Oppure, farlo diventare obbligatorio a scuola. E – perché no – non bisogna disdegnare di inserire una formazione BLSD negli eventi di marketing o negli eventi di raccolta fondi. Londra, per esempio, è la più grande città del mondo ad avere un elisoccorso pagato e acquistato solo esclusivamente grazie alla raccolta fondi. A volte sognare può portare a risultati efficaci.







