Di fronte a un veicolo ribaltato su un fianco, sul tettuccio, con pazienti incastrati, o situazioni di incidente non del tutto chiari, la collaborazione con i Vigili del Fuoco è vitale, per paziente ed equipaggio. Come si può estricare o estrinsecare una vittima correttamente? Dai DPI alle regole base, la proposta di Domenico Milano.
Facciamo già tanti corsi su come salvare una vita. Sulla parte sanitaria siamo sempre formati nella maniera più adeguata. Ma su tutto quello che bisogna valutare prima, forse, ci mancano molti step. Valutare la sicurezza e la fattibilità di un intervento è davvero complesso. Ecco perché Domenico Milano vorrebbe proporre ai volontari del soccorso ma anche ai tecnici specializzati nella creazione di varchi nei veicoli per estricare i pazienti, un corso congiunto con i Vigili del Fuoco. Un corso completo, con una parte teorica e una parte pratica. Magari progettato in collaborazione con il 118. L’idea nasce dall’infermiere Domenico Milano, che fa parte del 118 di Modena. Una proposta che sarà discussa anche durante il CEU2025 a Rimini dall’8 al 10 maggio.
“Serve uno strettissimo rapporto tra 118 e 115″
Oggi la collaborazione interforze si basa sullo scambio di contenuti legati alla sicurezza, analizzando le dinamiche di collaborazione fra i due enti. In caso di necessità di estrinsecazione, ci si ferma però ancora un passo prima rispetto alle esigenze del paziente. I soccorritori a volte scherzano, raccontando quello che possono fare i Vigili del Fuoco: si possono osservare auto aperte come scatolette di tonno. Spesso questa apertura è necessaria per garantire sicurezza a tutti. In un incidente con ribaltamento, piegamento su un lato o addirittura perdita di pezzi del veicolo lungo la strada, la dinamica già chiarisce i potenziali traumi che il paziente ha riportato. Si ipotizza già la drammaticità delle ferite da trattare. Spesso si può ipotizzare fin da subito che il paziente sia incastrato all’interno del veicolo. Allora cosa fare? I protocolli fanno tanto ma a volte è necessaria l’improvvisazione. Muoversi per evitare di peggiorare le lesioni, per bloccare il prima possibile le emorragie massive (basandosi sul famoso xABCDE). Sappiamo che tempi, modalità e metodi per effettuare un soccorso possono portare a dei danni, se si lavora male e senza conoscenze. Ma allo stesso tempo, c’è il fattore tempo-dipendente. Che fare?
Chi si forma non si ferma: nel 118 si può capire come funziona l’estrinsecazione?
Il corso proposto da Milano si dividerebbe in due parti: una parte teorica e una parte pratica. La parte teorica prevede l’epidemiologia degli incidenti stradali e l’analisi della mortalità del paziente traumatizzato, aspetti legali dell’intervento, e una parte di “anatomia” del veicolo stradale. Si parlerebbe dei sistemi di sicurezza, dei grossi rischi che si corrono con veicoli ibridi, alimentazioni alternative, cambi automatici e chiavi wireless. La valutazione della scena negli incidenti stradali deve includere questi aspetti. Poi si parlerebbe dei D.P.I. necessari per avvicinarsi e intervenire. Infine delle possibili attrezzature per l’accesso al paziente e la sicurezza. Valutare se la posizione del veicolo incidentato è stabile, capire se è fattibile una stabilizzazione e un accesso proprio per evitare di mettersi in pericolo. Il corso dopo una parte teorica molto dettagliata avrebbe una parte pratica. Diverse situazioni a veicolo su quattro ruote, su un fianco, ribaltato su tettuccio, con cristalli auto liberi, con portiere da forzare o accesso dal tettuccio. Oppure con simulazioni di problemi dal vano motore, da componenti elettrici, da materiali rischiosi sul terreno. La gestione e la sicurezza dei presenti, oltre che del paziente, sarebbero i temi principali di questa districazione.
Dove fare corsi simili? Traversetolo è l’esempio-guida!
Prima di tutto per fare questi corsi è indispensabile una collaborazione con i Vigili del Fuoco. L’operatore del 118 non può fare nulla senza avere al suo fianco il tecnico dell’azione fuori sicurezza per eccellenza. Ma si può creare qualche situazione: per esempio, nel campo estricazione della Croce Azzurra di Traversetolo è stato reso possibile fare questa attività. E’ bastato trovare materiale, automobili destinate alla demolizione, kit per l’estricazione sanitaria, estintori, materiale di forzatura e tanta, tantissima passione. Sarà possibile individuare anche delle aziende che supportino questo tipo di formazione, azzerando i costi a carico dei soccorritori, in particolare volontari?







