In Italia, ogni giorno muoiono circa 180 persone per arresto cardiaco – una ogni otto minuti. Bisogna assolutamente fare qualcosa, subito. La soluzione proposta da IRC, SIAARTI, SIMEY,GISE, SIN e Cardiosecurity Italia prevede il corso BLS-D come formazione propedeutica per ottenere la patente di guida. Si può fare?

In Italia, ogni otto minuti una persona muore per arresto cardiaco. Nella maggior parte dei casi, le manovre di rianimazione eseguite nei primissimi minuti – prima dell’arrivo dei soccorsi – possono fare la differenza tra la vita e la morte. Secondo le società scientifiche SIAARTI, SIMEU, GISE, SIN e Cardiosecurity Italia (a cui si aggiunge AIES con un position statement) è tempo di coinvolgere attivamente i cittadini: la proposta è rendere il corso BLS-D obbligatorio per chi richiede o rinnova la patente di guida. 

Progetto Cardiosecurity Italia: BLS-D nei corsi per la patente di guida

Il progetto “Cardiosecurity Italia”, presentato dal cardiologo Fabio Costantino durante la rubrica Medicina 33 del Tg2, mira a introdurre un requisito formativo concreto e diffuso. La formazione BLS-D, che include RCP e uso del defibrillatore, dovrebbe diventare propedeutica al conseguimento della patente B, con aggiornamenti biennali fino ai 60 anni di età. L’iniziativa è sostenuta da Italian Resuscitation Council, SIAARTI, SIMEU, GISE e SIN, le principali società italiane dell’ambito emergenza, rianimazione, cardiologia interventistica e neurologia. Questa misura coinvolgerebbe circa 16 milioni di automobilisti, su un totale di 38,7 milioni di titolari di patente in Italia. Il principio è semplice: più formi, più salvi.

Cos’è il corso BLS-D e perché serve

Il BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) è un corso teorico-pratico di 4-6 ore che fornisce le competenze per affrontare situazioni di emergenza con arresto cardiaco. Comprende lezioni su RCP, uso del defibrillatore, simulazioni pratiche e una valutazione finale. L’attestato ha validità biennale. I corsi sono erogati da decine di enti differenti, seguendo le linee guida internazionali della European Resuscitation Council o dell’American Heart Association: linee guida armonizzate da un ente internazionale che si chiama ILCOR.

Formare chi guida, per cambiare la cultura del soccorso

Oltre a migliorare la capacità di intervento in strada, la proposta punta a diffondere una cultura del primo soccorso più ampia e strutturata. Troppo spesso, segnalano gli operatori del 118, le chiamate d’emergenza sono confuse o incomplete: mancano informazioni fondamentali per attivare un intervento efficace. A volte è invece la paura che impedisce alle persone presenti sul posto – i cosiddetti astanti – di iniziare delle manovre di rianimazione guidati dagli infermieri del 118. Questi corsi permetterebbero di ridurre i tempi di azione e aumentare le chances di sopravvivenza.

Anche AIES sostiene il progetto Cardiosecurity Italia

Oggi anche l’Accademia Italiana Emergenza Sanitaria (AIES) ha deciso di sostenere il progetto come primo passo verso una strategia nazionale che includa percorsi scolastici, formazione civica nei luoghi di lavoro e strumenti digitali per localizzare i DAE e allertare soccorritori laici. Formare chi guida significa formare chi può trovarsi, anche per caso, a essere il primo testimone di un’emergenza. E sapere cosa fare, riduce la paura di intervenire.

Va ricordato con forza che chiunque può fare azioni di primo soccorso efficaci per aumentare le possibilità di sopravvivenza di un ferito, soprattutto nei casi di arresto cardiaco o emorragia massiva. Aspettare inermi l’arrivo dell’ambulanza è un errore che possiamo evitare, ascoltando le indicazioni pre-arrivo degli operataori di centrale, o facendo formazione BLSD e di primissimo soccorso.

 

NOTA DELLA REDAZIONE: Ci è stato segnalato che nell’articolo mancava la citazione dell’Italian Resuscitation Council. Dato che il comunicato non ci è arrivato dall’associazione con sede a Bologna, abbiamo effettuato un’errata corrige e inserito il dato. Come sempre, preghiamo tutti voi di aiutarci ad essere il più fedeli e corretti possibile. Il nostro intento è sempre e solo quello dell’unità di intenti e di sviluppo. Chi vuole unirsi in questa battaglia per la buona comunicazione in emergenza-urgenza, può farlo inviandoci comunicati, notizie e case report all’indirizzo info@rescue.press oppure tramite questo link.