Oltre 512mila le chiamate registrate lo scorso anno, più di 527mila i pazienti assistiti con tre minuti sotto la media nazionale. Il coordinatore regionale 118, Antonio Pastori, spiega numericamente l’attività di emergenza da Piacenza a Rimini

«Il sistema di emergenza territoriale dell’Emilia-Romagna è uno dei migliori nel Paese» un’introduzione che ha già detto tutto: la regione dell’App DaeRespondER, ha proprio come obiettivo quello dell’intervento in tempi immediati in termini di prestazione erogata e di connessione con la rete ospedaliera.

Le parole del Coordinatore Antonio Pastori

«Lo certifica anche il ministero della Salute sulla base dei Lea, i livelli essenziali d’assistenza, per quanto riguarda i tempi di risposta, che considerano come allarme-target – cioè il tempo dal primo squillo della telefonata all’arrivo del mezzo – un tempo di 18 minuti in tutto il territorio provinciale. L’Emilia-Romagna è tra le Regioni più rapide: lo scorso anno contro una media italiana di 19 minuti per la risposta, il tempo di intervento medio da noi è stato di 15 minuti, tre minuti sotto il target nazionale. Considerando che la vera attività salvavita nella maggioranza dei casi è il primo intervento, tre minuti in meno vuol dire più vite salvate» queste le parole del coordinatore regionale del 118, Antonio Pastori, che interviene sull’allarme lanciato nei giorni scorsi riguardo l’attività del sistema di emergenza dell’Emilia-Romagna, spiegando con numeri e dati la qualità e la tempestività delle prestazioni.

Tempi più rapidi più qualità

«Sottolineo che la valutazione della capacità di risposta all’emergenza, come da direttive del Ministero della Salute, deve considerare giustamente l’intero territorio, non i Comuni o parti di esso. In poco più di un’ora riusciamo, nel 75% dei casi, a trasportare e intervenire sul paziente negli ospedali già preallertati. E questo fa la differenza in caso di arresto cardiaco, trauma grave, ictus e insufficienza respiratoria grave».

In conclusione: i dati

Nel 2024 sono state oltre 512mila le chiamate registrate dal 118 che hanno generato almeno l’invio di un mezzo e 527.310 i pazienti assistiti. 84mila i codici rossi (16%) in invio dell’ambulanza e solo il 2,5% (12.524 su 527.310) dei servizi è stato classificato come grave nel momento in cui il mezzo di soccorso è giunto sul posto. I codici verdi (200mila, 39%) e gialli (223mila, 44%) di gravità presunta in chiamata rappresentano l’83% del totale delle chiamate registrate. Negli ultimi dieci anni il numero di codici gravi (12.524) è stabile, mentre sono aumentati i codici lievi rilevati al momento dell’arrivo del mezzo (303.141).