Dalle prime missioni con l’A109 del 1986 all’attuale Airbus H145 T2: quattro decenni di innovazione tecnologica, integrazione con il CNSAS e progetti ad alta complessità come ELI-ECMO e Blood on Board.

L’1 agosto 1986 segnava l’inizio dell’operatività dell’Elisoccorso di Milano, una tappa fondativa per il sistema di emergenza-urgenza lombardo che ha recentemente celebrato i suoi primi quarant’anni di attività presso la base elicotteri di Bresso. Alla presenza dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, del Direttore dell’AAT 118 Milano Riccardo Stucchi, del Direttore Generale di AREU Massimo Lombardo e del Commissario Straordinario dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Alberto Zoli, la ricorrenza ha ripercorso una storia di continua crescita clinica e tecnologica, testimoniata dai protagonisti che hanno guidato la nascita del servizio e lo sviluppo della Centrale Operativa 118.
La parabola dell’Elisoccorso milanese rispecchia fedelmente la trasformazione dell’assistenza pre-ospedaliera italiana. Nel 1986 il servizio prese il via con un elicottero Agusta A109 posizionato nei pressi del Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda, con attivazioni inoltrate via radio dai Vigili Urbani e un equipaggio composto da pilota, medico, infermiere e un operatore volontario. Nel 1990 l’introduzione del BK 117 segnò un primo salto prestazionale, seguito nel 1993 dal definitivo confluire di tutte le chiamate di soccorso nella Centrale Operativa 118 Milano. Il 2001 rappresentò un punto di svolta metodologico con l’entrata in servizio dell’AgustaBell AB 412 dotato di verricello, l’avvio degli addestramenti per operazioni speciali HEMS-SAR e il consolidamento della figura del Tecnico di Elisoccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico all’interno dell’equipaggio di bordo.
Il trasferimento della base presso l’aeroporto di Bresso nel 2006 e l’adozione del vettore AgustaWestland AW139 aprirono la strada all’operatività H24, ufficialmente avviata il primo maggio 2007. Con la nascita dell’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza nel 2008, l’elisoccorso si è inserito in un assetto di rete integrato, dando vita a progetti ad altissima specializzazione come ELI_STEN per il trasporto neonatale critico in termoculla con équipe specialistica. Successivamente, nel 2013, la collaborazione con la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia ha portato all’attivazione del progetto ELI-ECMO, dedicato al supporto cardiocircolatorio e respiratorio extracorporeo nei pazienti in shock cardiogeno o insufficienza respiratoria acuta grave, poi integrato nella rete nazionale ministeriale Respira.
Oggi l’Elisoccorso di Milano opera con un moderno Airbus H145 T2, entrato in servizio nel 2022 a coronamento dell’inaugurazione della nuova struttura operativa di Bresso. L’equipaggio tipo combina competenze di condotta aeronautica, sanitarie e tecniche grazie alla presenza di pilota, tecnico specialista, medico anestesista-rianimatore, infermiere d’area critica e tecnico del Soccorso Alpino. A questo assetto si aggiunge dal 2025 il progetto Blood On Board, sviluppato in sinergia con l’Ospedale Niguarda, che consente di portare e somministrare emazie concentrate e plasma direttamente sulla scena dell’evento nei casi di shock emorragico grave. Nel corso del solo 2025, la base milanese ha effettuato circa 800 missioni in configurazione H12 ed eseguito 42 procedure trasfusionali sul campo, all’interno di un sistema AREU che conta cinque basi elisoccorso regionali capaci di erogare complessivamente circa 6.000 interventi all’anno.
L’evoluzione dell’elisoccorso dimostra come il mezzo aereo abbia progressivamente superato la logica del semplice trasporto rapido per trasformarsi in un vero e proprio prolungamento dell’area critica ospedaliera. Come evidenziato dai vertici istituzionali e sanitari durante la celebrazione, il valore fondamentale del servizio risiede nell’anticipare le cure specialistiche sul luogo dell’evento e nell’assicurare una governance clinica rigorosa anche durante il volo, dove la prontezza decisionale del team e l’integrazione multidisciplinare rappresentano la vera garanzia per la sopravvivenza del paziente critico.