Violenza contro i soccorritori: arresto in flagranza differita per chi aggredisce medici e infermieri

Il Ministero della Salute ha annunciato l’introduzione dell’arresto in flagranza differita per chi aggredisce operatori sanitari come medici, infermieri e personale del 118. Questa decisione arriva in seguito a una serie di episodi di violenza che hanno colpito il personale di Pronto Soccorso, Guardie Mediche e reparti come le Psichiatrie durante l’estate[1].

Cosa significa arresto in flagranza differita?

L’arresto in flagranza differita permette di arrestare qualcuno che non è stato colto sul fatto, ma la cui identità è stata accertata grazie a riprese video o fotografiche entro 48 ore dal momento in cui si è verificato il delitto[1]. Questa misura è già utilizzata in caso di reati commessi durante manifestazioni sportive.

Le richieste dei medici

I medici, attraverso la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), hanno accolto con favore questa decisione del Governo, ringraziando i Ministri Schillaci e Nordio[1]. Tuttavia, chiedono che questa attenzione si traduca in un decreto-legge che definisca una serie di iniziative operative e normative urgenti, tra cui:

– Sistemi di videosorveglianza negli ospedali
– Procedure di controllo e regolazione degli accessi alle strutture sanitarie
– Sistemi a garanzia della tutela personale degli operatori
– Corsi di formazione per gli operatori sanitari sulle tecniche di de-escalation e gestione dell’aggressività
– Installazione di scanner e metal detector agli ingressi degli ospedali
– Accorpamento delle sedi di Guardia Medica in strutture più sicure, soprattutto durante le ore notturne[1]

Verso un cambio culturale

Il Ministro Schillaci ha sottolineato la necessità di un “cambio culturale” per contrastare questo fenomeno inaccettabile, oltre all’introduzione di nuovi strumenti normativi[1]. La violenza contro i soccorritori rappresenta un’emergenza di sanità pubblica che sta portando molti operatori sanitari a dimettersi, esasperati dal clima di insicurezza in cui sono costretti a lavorare[1].