La morte di una persona merita rispetto, non semplificazioni: il Position Paper congiunto delle Società Scientifiche dell’Emergenza-Urgenza

“La sicurezza delle cure nasce dall’integrazione delle competenze, dal rispetto delle persone e dalla capacità di imparare dagli eventi avversi.”

Le Società Scientifiche dell’Emergenza-Urgenza e dell’Area Critica hanno diffuso un Position Paper congiunto per promuovere un dibattito libero, rigoroso e fondato sulle evidenze scientifiche a seguito della tragica scomparsa di Abderrahim Fakir.

Rispetto per la vittima e rigore negli accertamenti

La tragica morte di Abderrahim Fakir impone innanzitutto rispetto per la vittima, per la sua famiglia e per tutte le persone coinvolte: dagli operatori del sistema di emergenza-urgenza territoriale ai volontari, fino agli operatori sanitari e alle Forze dell’Ordine intervenuti in uno scenario di estrema complessità.

In questa fase, il dibattito pubblico deve svolgersi con prudenza e rigore. È fondamentale evitare conclusioni affrettate mentre sono ancora in corso gli accertamenti della magistratura e le verifiche tecnico-sanitarie. A tutti i soggetti coinvolti deve essere garantito il diritto di vedere i fatti accertati con obiettività, per individuare eventuali responsabilità e comprendere quali insegnamenti possano migliorare il sistema.

Affermare che la presenza di un medico fin dall’inizio dell’intervento avrebbe evitato il decesso non costituisce, allo stato attuale, una conclusione scientificamente fondata. Per stabilire l’evitabilità di un evento è indispensabile un’analisi completa della documentazione clinica, delle registrazioni della Centrale Operativa, degli esiti autoptici e della sequenza temporale degli eventi. Anticipare tali valutazioni significa sostituire le opinioni alle evidenze.

La complessità della grave agitazione psicomotoria

La gestione di un paziente con grave agitazione psicomotoria rappresenta uno degli scenari più complessi per il sistema dell’emergenza-urgenza. Si tratta di interventi che vedono la sinergia di molteplici attori:

  • La Centrale Operativa

  • Gli equipaggi territoriali e i volontari del soccorso

  • I Pronto Soccorso e gli specialisti consulenti

  • Le Forze dell’Ordine

Ridurre la complessità di questi eventi alla presenza o assenza di una singola figura professionale offre una visione parziale della realtà organizzativa. La letteratura scientifica internazionale dimostra infatti che modelli organizzativi differenti — medicalizzati, infermieristici o misti — garantiscono elevata efficacia se sostenuti da Centrali Operative efficienti, protocolli condivisi, formazione continua e monitoraggio degli esiti.

La qualità del sistema non risiede nella prevalenza di una professione sulle altre, ma nella capacità di attivare tempestivamente la risorsa più appropriata.

Imparare dagli eventi avversi per la sicurezza delle cure

Quando si verificano simili tragedie, il dovere delle istituzioni e della comunità scientifica è duplice: accertare con rigore le responsabilità e imparare dagli errori per prevenire eventi analoghi.

L’analisi degli eventi complessi non deve trasformarsi nella ricerca di un colpevole da indicare all’opinione pubblica, ma deve guidare interventi organizzativi, formativi e professionali per rafforzare l’intera rete. Una tragedia non può e non deve diventare lo strumento per sostenere interessi di categoria o modelli precostituiti.

Verso una rete dell’emergenza sempre più integrata

La vera sfida per il futuro dell’Emergenza-Urgenza consiste nel costruire una rete integrata in cui Centrali Operative, personale sanitario, volontari, Forze dell’Ordine e ospedali condividano:

  • Formazione continua e multidisciplinare

  • Protocolli operativi e linguaggi comuni

  • Responsabilità operative trasparenti

Da questa vicenda devono nascere confronto, responsabilità e miglioramento, non contrapposizioni tra professioni che rischiano di dividere il sistema sanitario anziché renderlo più sicuro per i cittadini.

📋 Società Scientifiche Firmatarie

  • AIES (Accademia Italiana Emergenza Sanitaria) – Presidente Dr. Roberto Romano

  • COSMEU (Coordinamento Specializzandi Medicina d’Emergenza-Urgenza) – Presidente Dr.ssa Valentina Angeli

  • HEMS AssociationPresidente Dr. Angelo Giupponi

  • SIAARTI (Società Italiana Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva) – Presidente Prof.ssa Elena Bignami

  • ANIARTI (Associazione Nazionale Infermieri Area Critica) – Presidente Dr.ssa Silvia Scelsi

  • GFT (Gruppo Formazione Triage) – Presidente Dr. Daniele Marchisio

  • IRC (Italian Resuscitation Council) – Presidente Dr.ssa Katya Ranzato

  • SIEMS (Società Italiana Emergenza Sanitaria) – Presidente Dr. Piero Paolini

  • SIMEU (Società Italiana Medicina d’Emergenza-Urgenza) – Presidente Dr. Alessandro Riccardi

SIAARTI: «Evitare giudizi anticipati e soluzioni semplicistiche. Necessario un confronto nazionale tra professionisti sanitari, Forze dell’Ordine e Istituzioni»

 

Roma, 27 luglio 2026 – La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (SIAARTI) esprime profondo cordoglio per la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta a Bologna, e manifesta vicinanza ai suoi familiari.

Quanto accaduto richiama tuttavia l’attenzione su un problema clinico, organizzativo, giuridico ed etico che non può essere affrontato attraverso dichiarazioni semplificative o individuando una singola manovra come soluzione valida in ogni circostanza.

Alcune condizioni psichiatriche acute, gli stati confusionali e deliranti e l’intossicazione da sostanze possono determinare alterazioni profonde della coscienza e del comportamento, associate a grave agitazione e a un rischio immediato per la persona, per i soccorritori e per chi si trova nelle vicinanze. In questi contesti il confine tra intervento sanitario, tutela della sicurezza e azione delle Forze dell’Ordine è particolarmente complesso.

Le Forze dell’Ordine possono essere chiamate a garantire la sicurezza della scena e a utilizzare strumenti di contenimento proporzionati alla situazione. Parallelamente, il personale sanitario deve identificare rapidamente le possibili cause cliniche dell’agitazione, valutare le condizioni vitali e stabilire se sia necessario un trattamento farmacologico urgente.

La sedazione può rappresentare, in circostanze selezionate, una componente essenziale del trattamento. Non costituisce tuttavia una procedura semplice né priva di rischi. La somministrazione di farmaci sedativi a una persona fortemente agitata richiede una valutazione clinica immediata, la scelta appropriata del farmaco e della via di somministrazione, il monitoraggio continuo e la capacità di riconoscere e trattare tempestivamente depressione respiratoria, ostruzione delle vie aeree, instabilità emodinamica e altre complicanze.

Per ottenere un controllo rapido ed efficace dell’agitazione possono essere necessarie dosi e associazioni farmacologiche capaci di determinare una sedazione profonda, fino alla perdita dei riflessi protettivi delle vie aeree. Tale trattamento deve quindi essere effettuato da professionisti adeguatamente formati e all’interno di un sistema in grado di garantire immediatamente competenze avanzate nella gestione delle vie aeree, della ventilazione e delle funzioni vitali. In questo ambito, la formazione e le competenze dell’anestesista-rianimatore assumono un ruolo fondamentale.

Anche il quadro giuridico richiede particolare attenzione. La sedazione è un trattamento sanitario e, come tale, è normalmente subordinata al consenso della persona. Nelle condizioni di emergenza e urgenza, quando il paziente non sia in grado di esprimere validamente la propria volontà, il medico deve assicurare le cure necessarie secondo appropriatezza, proporzionalità e tutela della persona. Diversa e più problematica è la situazione in cui il trattamento farmacologico venga proposto principalmente per contenere una persona che lo rifiuta o che non sia ancora stata compiutamente valutata dal punto di vista clinico.

Il quadro normativo e applicativo non offre indicazioni sufficientemente uniformi e specifiche in merito ai presupposti, alle responsabilità, alle procedure e alle garanzie della sedazione farmacologica urgente nei contesti extraospedalieri caratterizzati da grave agitazione e pericolo immediato. Tale incertezza non può essere colmata affidandosi esclusivamente a iniziative locali o alla responsabilità dei singoli operatori.

A ciò si aggiungono rilevanti differenze regionali nella composizione degli equipaggi di emergenza territoriale, nella presenza del medico, nella formazione del personale, nella disponibilità dei farmaci e nelle procedure di collaborazione con le Forze dell’Ordine.

«Di fronte a eventi così drammatici – dichiara la Prof.ssa Elena Bignami, Presidente SIAARTI – è comprensibile cercare risposte immediate, ma attribuire a una singola procedura o un unico elemento organizzativo la capacità di evitare sempre conseguenze tragiche rischia di restituire una rappresentazione incompleta. Occorrono rigore, prudenza e rispetto per la complessità clinica e operativa di questi interventi».

«La gestione di una persona in stato di grave agitazione – sottolinea il Dott. Davide Colombo, Referente SIAARTI per la Medicina Critica dell’Emergenza – richiede sicurezza della scena, valutazione medica precoce, competenze avanzate, disponibilità di farmaci e dispositivi adeguati e una chiara definizione dei ruoli. La sedazione non può essere considerata una manovra automatica: è un trattamento potenzialmente salvavita, ma anche capace di produrre conseguenze gravissime quando effettuato senza preparazione, monitoraggio e capacità di gestione delle complicanze».

SIAARTI ritiene pertanto necessario avviare rapidamente un confronto nazionale che coinvolga tutti i soggetti interessati al fine di promuovere una gestione comune, efficace e supportata interventi normativi, organizzativi e formativi per definire il miglior approccio alla gestione di persone che, in condizioni di grave agitazione, vivono un’emergenza e che, anche quando la situazione richiede misure di sicurezza, restano in primo luogo pazienti da assistere e tutelare.

Solo un approccio interdisciplinare, fondato sulle evidenze, sulla formazione e su regole chiare può tutelare contemporaneamente la persona assistita, i cittadini, gli operatori sanitari e gli appartenenti alle Forze dell’Ordine.

SIAARTI conferma la propria disponibilità a contribuire fin da subito a un confronto nazionale tra professionisti sanitari, servizi di emergenza territoriale, Forze dell’Ordine, giuristi e Istituzioni, affinché un evento così drammatico possa trasformarsi in un’occasione concreta di miglioramento del sistema, attraverso la definizione di protocolli condivisi, standard formativi e indicazioni normative uniformi.