Articolo di: Giacomo Canova

Nel 2030 l’infermiere che formazione avrà? Ne ha parlato durante il congresso ANIARTI il professor Loreto Lancia: “l’attrattività si sviluppa con competenze avanzate, certificate e riconosciute”.

BOLOGNA – Quale sarà il percorso dell’infermiere del futuro? In un momento storico che porta verso l’internazionalizzazione delle competenze cliniche infermieristiche, la domanda se la pongono in tanti. Ma la risposta non è ancora così chiara. A dipanare dubbi ci ha pensato il Prof. Loreto Lancia, Presidente della Commissione Nazionale dei Corsi di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Il suo intervento nella sessione plenaria al 42° Congresso Nazionale di ANIARTI ha spiegato meglio il percorso dell’infermiere che verrà, a una nutrita platea interessata.

Corso di Laurea Magistrale in scienze infermieristiche nelle cure intensive e nell’emergenza

In particolare, Lancia ha presentato il progetto in discussione avanzata sui tavoli istituzionali, che permetterà all’Italia di allinearsi alle diverse realtà internazionali. C’è una folta letteratura scientifica che dimostra come gli infermieri specialisti in “intensive care” and “critical care” sono in grado di migliorare gli outcome dei pazienti in termini di aumento della soddisfazione e diminuzione del ritardo nei trattamenti. Si riduce la lunghezza della degenza, la mortalità e si riducono anche i costi. Questo percorso – già intrapreso in Europa, realtà in continua evoluzione – è ben visibile in diverse nazioni. Ci sono attualmente quattro realtà avanzate (Finlandia, Olanda, Irlanda e Regno Unito) dov’è presente una certificazione nazionale. In quei paesi l’infermiere ha piena autonomia, autorità prescrittiva di presidi o, in alcuni casi, anche di continuità assistenziale.

La strada italiana: le differenze fra Regioni e il percorso di studi

In questo contesto trova posto il recente documento ministeriale “Sviluppo organizzativo e gestionale dell’area critica e PDTA nel SSN”, il quale mira a definire un meta-modello organizzativo per assicurare uniformi LEA in Area Critica. La politica sta cercando di validare un percorso che riduca la forte disomogeneità territoriale e regionale. Il problema è la dicotomia tra “terapia intensiva” e “terapia semi-intensiva”. Queste dovrebbero convergere in un’unica struttura organizzativa di Area Critica. Ma non solo: la scelta è di far acquisire competenze non esclusivamente attraverso il percorso di laurea triennale, ma con un percorso di studi post laurea. Nota più importante, gli infermieri con competenze certificate avanzate dovranno essere previsti in un rapporto 1:4 e almeno uno per turno.

Sistema sanitario sostenibile e attrattivo? Si, solo se…

All’interno del dibattito sulle competenze avanzate si è inserita anche AGENAS, la quale ha sancito nel suo rapporto 2022 che gli infermieri con competenze avanzate possono migliorare l’accesso ai servizi. Per questo rappresentano un elemento fondamentale per la sostenibilità e attrattività del Sistema Sanitario Nazionale. In questo senso, secondo Lancia “l’attrattività si sviluppa con possibilità di sviluppare competenze avanzate certificate e riconosciute”. Ma quali competenze? E con che attestati di Laurea?

Laura disciplinare: da scienze infermieristiche nell’emergenza al nursing pediatrico

In merito al percorso formativo dell’infermiere in area critica, lo scenario attuale prevede due Classi di laurea: la classe 1 comprende le lauree abilitanti in infermieristica, infermieristica pediatrica e ostetricia, mentre la classe 2 non è abilitante e prevede la Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Lo scenario presentato da Lancia è quello di far diventare la Laurea Magistrale non solo esclusivamente interdisciplinare com’è adesso, ma affiancarla da lauree magistrali disciplinari: scienze infermieristiche nell’emergenza, cure primarie, nursing pediatrico, medicina e chirurgia. Da un punto di vista clinico lo scenario attuale contempla la figura dello specialista in area critica formatosi attraverso il master. Tuttavia, questo percorso non è ancora pienamente applicato e valorizzato.

Un percorso lungo: specialisti infermieri di secondo livello e contratti da rinnovare

Durante la sua esposizione Lancia ha affermato come attraverso questa riforma si cerchi di alzare il livello, in quanto attualmente il master in area critica non può essere equiparato a quello anglosassone. Il master italiano è più vicino a un corso di perfezionamento. Per questo motivo in Italia si arriverà a uno scenario transitorio, in quanto accanto alle figure attualmente presenti comparirà lo specialista di secondo livello, ovvero con laurea magistrale. In questo senso, tuttavia, sarà necessario modificare il profilo professionale (orami diventato anacronistico in quanto risalente al 1994) e, non da ultimo, il contratto collettivo. Da questa fase provvisoria si arriverà successivamente a pieno regime, dove chi sarà in possesso della laurea magistrale verrà considerato lo specialista e chi in possesso del master sarà più vicino come figura a quella dell’infermiere senior.

Tanti piani di formazione per 5 aree maggiori di studio

Per compiere questo percorso, il gruppo di lavoro coordinato da Lancia è partito proprio dai master, analizzando i piani di studio dei 25 ateniesi presenti in 13 regioni. Successivamente, sono stati individuati 52 raggruppamenti disciplinari che sono stati inseriti in in 5 aree maggiori:

  1. Assistenza infermieristica: generale, medica, dialisi, wound care, ecc…
  2. Rianimazione: anestesia, apparato respiratorio, traumi, ustioni, trapianti, ecc..
  3. Cliniche: cardiologia, chirurgia, cardiochirurgia, neurochirurgia, ecc…
  4. Generali: ricerca, scienze umane, igiene, risk management, ecc…
  5. Laboratorio: PHTLS, ALS, ecografia, ventilazione, ecc…

Una volta individuati gli insegnamenti è stato costruito un profilo professionale e attualmente è in corso la sua condivisione con gli addetti ai lavori. In questo, Lancia ha voluto rassicurato sulla situazione. La politica sta dando segnali positivi. Il professore si è dichiarato fiducioso che nel prossimo anno si possano già portare risultati concreti in questo ambito. Chi studierà, vedrà.