Core competence dell’infermiere di Area critica: la Proposta di ANIARTI nelle parole di Francesca Angelelli

Francesca Angelelli, Editor-in-Chief della rivista Scenario, è intervenuta in sessione plenaria al 42° Congresso Nazionale di ANIARTI presentando lo stato del percorso che ANIARTI sta compiendo al fine di individuare le competenze degli infermieri che operano quotidianamente in area critica.

Un infermiere di respiro internazionale

Questo progetto, promosso da ANIARTI, persegue l’obiettivo di definire quale sia il core competence dell’infermiere di area critica in modo tale da potersi confrontare con la realtà nazionale e internazionale. In questo senso, il progetto sta coinvolgendo tutte le aree critiche, in quanto il percorso del paziente è un continuum che non si conclude nelle terapie intensive o sul territorio.

Dalla letteratura internazionale i pilastri formativi per l’infermiere

Al fine di arrivare all’individuazione delle core competence il percorso ha previsto diverse fasi. Mentre nella prima è stata definita la composizione del board scientifico, nella seconda è stata condotta una revisione della letteratura, al fine di definire le competenze richieste per l’infermiere di area critica. In questo senso, sono stati individuati quattro pilastri fondamentali: pratica clinica, formazione, leadership e ricerca.

Dal paziente al paziente: sintonizzare le competenze sulle necessità

In questo momento è in conclusione la terza fase, ovvero quella della mappatura delle competenze dell’infermiere di area critica. Per giungere a questa definizione il gruppo scientifico si è avvalso del modello Synergy, integrandolo col tunning nursing. Il modello Synergy è un modello teorico incentrato sul paziente e sul concetto di base che le caratteristiche dei pazienti e delle loro famiglie guidano le competenze degli infermieri che si prendono cura di loro. Alla luce di ciò, questo modello rispecchia in pieno l’infermiere di area critica, in quanto quando egli prende in considerazione nella cura il paziente e la sua famiglia crea un ambiente terapeutico. Questo modello evidenzia l’inevitabile accrescimento delle competenze profonde dell’infermiere di area critica, le quali sono ulteriormente raggruppate in otto caratteristiche: giudizio clinico e di ragionamento, advocacy, pratiche di assistenza, collaborazione, pensiero sistemico, risposta alle diversità, ricerca clinica/capacità formative ed educative e facilitazione all’apprendimento. Successivamente, attraverso il Tuning nursing sono state individuate tra le 47 competenze previste da questo modello quelle che sono rilevanti per il core competence dell’infermiere di area critica. Dopo questo processo sono state identificate 18 competenze, le quali sono state successivamente calate sugli esiti del paziente, dei professionisti e delle organizzazioni. Infine, sono stati utilizzati i descrittori di Dublino per identificare gli obiettivi per ciascuna singola competenza.

Validazione e formazione

Angelelli ha dunque presentato lo stato dei lavori, in quanto in questo momento è in corso il processo di validazione dello strumento grazie a un gruppo di esperti selezionati. La fase successiva sarà quella di ricercare il consenso di una platea più ampia di esperi selezionati per arrivare quindi al prossimo anno alla pubblicazione definitiva del core competence dell’infermiere di area critica. Questo documento, conclude Angelelli, sarà fondamentale per declinare i currica dei livelli formativi universitari, misurare i risultati e per guidare i professionisti che quotidianamente lavorano in area critica.