C’è bisogno di maggiore formazione salvavita per gli operatori di salvamento. Ma c’è anche bisogno di un maggiore capacità operativa sia in acqua che sulla spiaggia. Quali competenze avanzate dovrebbe avere un soccorritore in spiaggia aggiornato?

La gestione delle emergenze in spiaggia è uno degli aspetti fondamentali per garantire la sicurezza dei bagnanti. La formazione del personale di salvataggio copre diverse situazioni: il salvataggio acquatico, il primo soccorso in spiaggia, l’uso di attrezzature specifiche per affrontare il mare. Tra queste ultime, il surf e il SUP (Stand Up Paddleboard) rappresentano tecniche nuove ed efficaci per interventi di salvataggio in acqua.

Formazione dell’operatore di salvamento

La formazione del bagnino di salvataggio è regolamentata da normative specifiche e prevede un percorso formativo che abilita alla professione, preparando l’operatore alla gestione delle emergenze balneari. Questa formazione include l’apprendimento di tecniche di nuoto di salvataggio, primo soccorso, e l’utilizzo di attrezzature specifiche per il salvataggio. Mancano però alcune competenze estremamente utili in situazioni di pericolo.

Il SUP Rescue: uno strumento per operare anche in condizioni di mare più complesse

Il salvataggio con SUP rescue è una tecnica che sfrutta la tavola da SUP (Stand Up Paddleboard) come strumento di salvataggio. Questa metodologia è particolarmente utile in quanto permette al bagnino di muoversi rapidamente sull’acqua e di raggiungere la persona in difficoltà con maggiore efficienza rispetto al nuoto tradizionale. Il SUP offre inoltre una piattaforma stabile da cui effettuare il salvataggio, facilitando le operazioni di recupero del bagnante in difficoltà. Dopo il recupero, avere un SUP a disposizione migliora l’efficacia del massaggio cardiaco poiché garantisce una superficie piana e rigida per effettuare le compressioni.

Normative e Requisiti per i Bagnini

La professione del bagnino è regolamentata da specifiche normative che prevedono il possesso di un brevetto di abilitazione. Questo brevetto si ottiene al termine di un corso di formazione che include una parte teorica e una pratica, con esami finali per verificare le competenze acquisite. Le normative prevedono inoltre che i bagnini siano formati e aggiornati sulle tecniche di primo soccorso, inclusa la rianimazione cardiopolmonare (CPR) e l’uso del defibrillatore automatico esterno (DAE). Ma si può fare sempre di più: avere a disposizione una formazione specifica sul primo soccorso, la gestione delle emorragie e l’uso del tourniquet è un incremento della base che può risolvere tante situazioni critiche che “non succedono, ma se succedono” richiedono capacità e rapidità d’esecuzione.

Mancano operatori, e la Sicurezza in Spiaggia?

La presenza di operatori di salvamento qualificati e adeguatamente formati però è un problema. Si stima che per garantire la sicurezza in spiaggia in tutta Italia servano almeno 10.000 bagnini. E non si riesce a dare formazione a nemmeno la metà delle persone necessarie.  I bagnini non solo intervengono in caso di emergenze in acqua, ma svolgono anche un ruolo preventivo, monitorando le condizioni del mare e informando i bagnanti sui potenziali pericoli. In più sono il punto di riferimento in caso di infortuni in spiaggia. La formazione continua e l’aggiornamento sulle nuove tecniche di salvataggio, come il SUP Rescue, sono essenziali per migliorare l’efficacia degli interventi di salvataggio e per garantire la sicurezza dei bagnanti. Se da un lato per attirare nuovi lavoratori serve migliorare le condizioni lavorative, dall’altro è necessario promuovere una formazione che rimanga, e che dia agli operatori una certezza di futuro qualificato.

Ecco 5 punti interessanti per migliorare il lavoro dei bagnini

Grazie al confronto con Raf Torresi e Riccardo Ristori, avvenuto su Rescue Press a marzo 2022, possiamo proporre una lista di 5 punti importanti per migliorare la sicurezza delle spiagge:

1️⃣ Migliorare le condizioni lavorative offrendo salari competitivi e benefici aggiuntivi come assicurazione sanitaria e contributi previdenziali. Ad esempio, aumentare il salario base dei bagnini a almeno 1500 euro al mese e fornire un pacchetto completo di benefici;

2️⃣ Promuovere programmi di formazione e certificazione accessibili, per aumentare il numero di bagnini qualificati. E’ utile incentivare il completamento di corsi di primo soccorso, Stop-the-bleed, primo soccorso e tecniche speciali, garantendo bonus o riconoscimenti economici;

3️⃣ Favorire la collaborazione tra settori pubblico e privato per migliorare le condizioni lavorative e incentivare la professione di bagnino. Ad esempio, stabilire partenariati tra comuni e stabilimenti balneari privati per finanziare programmi di incentivazione per i bagnini.

4️⃣ Sensibilizzare il pubblico sull’importanza del ruolo del bagnino attraverso campagne nelle scuole e nei media. Questo potrebbe includere la promozione di storie positive sui bagnini e l’organizzazione di eventi educativi nelle comunità locali.

5️⃣ Introdurre incentivi fiscali per gli stabilimenti balneari che offrono migliori condizioni lavorative ai bagnini. Ad esempio, fornire detrazioni fiscali per gli stabilimenti che investono nella formazione e nel miglioramento delle condizioni di lavoro dei loro bagnini.
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