Due nuove barche attrezzate con strumenti avanzati garantiranno la sicurezza di bagnanti e natanti lungo il Lago Maggiore. L’entrata in servizio delle due nuove idroambulanze è un importante miglioramento del servizio di soccorso del Lago Maggiore, le cui isole in estate sono sovraffollate di turisti spesso anche di età avanzata e la cui vita può dipendere proprio dalla velocità e precisione di intervento dei soccorritori.

VERBANIA – Sabato 20 aprile sul lungolago di Pallanza, in Piazza Garibaldi, dalle 10:00 alle 13:00, saranno inaugurate le due nuove idroambulanze della squadra Nautica di Salvamento di Verbania. Dopo il saluto delle autorità, la benedizione e la cerimonia del taglio del nastro, sarà possibile salire a bordo e ispezionare i due nuovi natanti che si occuperanno del trasporto sanitario delle vittime di incidenti e malori sulle bellissime Isole del Lago Maggiore oppure in punti delle sponde difficilmente raggiungibili via terra. Ci sarà anche una simulazione di intervento in emergenza che metterà in risalto le attrezzature e le peculiarità dell’uso delle due nuove imbarcazioni.Tra qualche mese le nuove idroambulanze prenderanno il posto delle due barche, adattate a idroambulanza, in servizio sul lago negli ultimi 20 anni.

Un’ambulanza che “vola” a 90 km/h

Le due idroambulanze sono costate circa 400.000 euro. Saranno operative grazie alla Squadra Nautica di Salvamento o.d.v. che ha raccolto diverse donazioni, investendo sul rinnovo dei mezzi. I vecchi natanti erano adattati. Le nuove barche sono state – invece – costruite appositamente in un cantiere di Lecco. L’armatore produce mezzi militari, estremamente pratici, resistenti e tecnologici. Per partire, è stato scelto il progetto di una idroambulanza già in servizio con la Croce Rossa di Bardolino. Quindi sono stati modificati dei particolari, adattandolo alle caratteristiche del Lago Maggiore e all’esperienza dei soccorritori che le dovranno pilotare. Un esempio è il posizionamento delle bomboline di ossigeno che è stato studiato per resistere ai rollamenti tipici della navigazione del lago. Tecnicamente sono natanti moderni: lunghi 11 metri e larghi 2.70 metri, hanno un pescaggio, senza toccare il fondo, di 44 cm. Il dislocamento a pieno carico, compresi liquidi e carburante, è di 4900 kg. La velocità massima è di 45 nodi, che tradotto dal linguaggio nautico significa circa 84 km/ orari. Hanno 2 motori da 250 cavalli e un serbatoio da 450 litri che garantisce l’autonomia necessaria ad attraversare il lago Maggiore da Arona alla Svizzera e ritorno.

Teconologia per navigare e per individuare dispersi in acqua

Le due nuove barche sono dotate di termocamera. Uno strumento utile per individuare persone o animali che si trovano in acqua. C’è poi una telecamera con visore notturno che permetterà la navigazione e l’attracco in condizioni di bassa visibilità. Nell’equipaggiamento per la navigazione c’è un radar, un sistema cartografico con ecoscandaglio per il fondale e il GPS collegato al sistema informatico della centrale operativa del 118 piemontese, che permette di seguire, a schermo e da remoto, la navigazione delle due idroambulanze. Hanno la possibilità di spiaggiare, attraccando a riva, fuori dai porti, e una speciale prua abbattibile che scarica a riva una passerella che può sorreggere più di 100 kg. Serve per imbarcare i pazienti imbragati sulla taboga, la speciale barella contenitiva utilizzata anche dai vigili del fuoco, per i salvataggi.
A proposito del salvataggio in acqua, che è sempre effettuato dalla capitaneria di porto e dai vigili del fuoco, una delle due barche è dotata anche di una piccola gru, con cui si possono recuperare persone o barelle Toboga dall’acqua, o effettuare altre operazioni necessarie al soccorso.

Come un elicottero, ma con molto più comfort per il paziente

Dal punto di vista delle attrezzature per il soccorso, il piano barella ha ammortizzatori specifici che permettono il trasporto dei traumatizzati in sicurezza. Attutiscono scossoni e i rolleggi, evitando al paziente i dolori che provocherebbero ulteriori traumi. Possono trasportare fino a 6 persone ciascuna: pilota, copilota e tre fra soccorritori, infermieri e medici. L’attrezzatura da soccorso è quella tipica delle ambulanze di terra. Le due idroambulanze sono già in acqua. Il personale, sia i piloti sia i soccorritori, stanno frequentando i corsi di formazione e di addestramento necessari alla guida. A livello manovrabilità per poter pilotare le idroambulanze è necessario avere la patente nautica e frequentare il corso interno della squadra nautica di Salvamento per le manovre di carico paziente e di navigazione.
Quando saranno in servizio, le due idroambulanze saranno ormeggiate al porto di Intra. E’ il punto di rendez-vous anche per i medici dell’automedica quando arriva la chiamata dalla centrale operativa. A bordo ci sono già pilota, copilota , che sono anche essi soccorritori di tipo A, e un soccorritore. Alcune volte l’idroambulanza parte solo con loro. Medici e infermieri vengono poi verricellati sul posto dall’elicottero del 118.