Facciamo un salto indietro nel tempo

E’ il 2020 siamo in piena pandemia e molte organizzazioni si attivano per far fronte all’emergenza con raccolte fondi. Iniziamo a sentire parlare di crowdfunding: un metodo veloce, online che, con un link, ci permette di ricevere fondi da tante persone, anche da chi magari non conosce direttamente la nostra realtà. Sembra magia. Alt, il crowdfunding in realtà non è questo!

Ripartiamo

Il crowdfunding è uno strumento di raccolta fondi che permette di raccogliere donazioni online appoggiandosi a delle piattaforme. E’ una raccolta che si basa prevalentemente su piccoli contributi erogati da molte, moltissime, persone.  Ecco perché la costruzione di una campagna di crowdfunding ha numerose variabili: la nostra presenza online, il progetto e i tempi, il senso di urgenza che riusciamo a comunicare.

In primo luogo, quando valutiamo di attivare una campagna di crowdfunding dobbiamo domandarci se la nostra presenza digitale sia abbastanza sviluppata

Possiamo farlo rispondendo a queste domande:

  1. quali canali social ho? Ogni quanto li aggiorno?
  2. le persone che mi seguono online sono attive (rispondono/condividono i miei post)?
  3. ho una newsletter attiva?
  4. ho almeno dei contatti da poter coinvolgere (whatsapp/e-mail)?

Per poter procedere con un crowdfunding la risposta dev’essere sì ad almeno a 3 domande su 4.

Presenza, cura e costanza

Queste campagne si muovono, prevalentemente, sui canali online della nostra associazione e quindi devono prevedere un adeguata cura degli stessi da parte dei nostri volontari/collaboratori e un buon livello d’interazione da parte dei nostri sostenitori. Ad esempio, se l’età media dei nostri sostenitori è over 50 sarebbe opportuno essere un po’ più presenti su Facebook e WhatsApp piuttosto che su altri canali.

Per quanto riguarda i progetti, quello che inseriamo in una raccolta fondi da crowdfunding dev’essere o un obiettivo molto pratico, come ad esempio l’acquisto di un’ambulanza o di un mezzo per il trasporto pazienti, oppure legato a un momento emergenziale.

La guerra in Ucraina, l’emergenza COVID-19, l’alluvione in Emila-Romagna o la guerra in Palestina sono tutte cause sostenute prevalentemente tramite crowdfunding perché suscitano in noi un senso di emergenza/urgenza e allo stesso tempo il bisogno di attivarsi in una condizione di complessità e di pericolo. Chi non ha competenze specifiche, si riappropria del proprio ruolo di essere umano sostenendo le realtà che possono attivarsi e generare “sollievo” da una situazione emergenziale. Le croci, le organizzazioni di  protezione civile, le unità di crisi…

Lavorare pe obiettivi

Quando lavoriamo con un obiettivo specifico, il nostro progetto prevederà il raggiungimento di una cifra ben precisa (goal) in un determinato lasso di tempo, solitamente un mese. In questo periodo costruiamo una comunicazione incalzante e ben definita che ribatta sull’obiettivo almeno una volta settimana e che tenga attiva l’attenzione sulla causa in maniera costante e coerente.

Se invece la causa del crowdfunding è emergenziale lì è funzionale costruire una campagna che comunichi costantemente l’urgenza del momento e sottolinei come il sostegno di tutti sia fondamentale per garantire continuità all’assistenza fornita. Negli ultimi giorni, ha senso sottolineare che la campagna è in procinto di giungere al termine e per questo il tempo per contribuire è limitato…insomma è l’ultima occasione che le persone hanno per darci una mano.

L’efficacia del senso di urgenza

Come è facilmente intuibile, il senso di urgenza è una costante delle campagne di crowdfunding. Per questo dobbiamo essere bravi nel comunicarlo attraverso lo schermo. Per renderlo tangibile dobbiamo usare metafore ed esperienze, il nostro focus dev’essere quello di raccontare le emozioni relative all’intervento: costruire una nuova normalità, non lasciare nessuno da solo, costruire speranza, continuare a intervenire, la paura, la gioia…

Insieme alle emozioni dobbiamo essere chiari nella richiesta elaborata: inserire una sola richiesta puntuale, renderla specifica e tangibile quindi, agganciata a un esempio.

  • Con 20€ contribuirai all’acquisto del nostro mezzo attrezzato per il trasporto di pazienti dializzati
  • Con 20€ donerai un kit igienico a una donna composto da: salviette igieniche, assorbenti, shampoo secco, gel igienizzante e sapone mani

10, 100, 1000 campagne possibili

Le campagne di crowdfunding che possiamo costruire possono essere di tre tipi:

  • All or Nothing, se non si raggiunge l’obiettivo i contributi sono restituiti
  • Keep it all, tutti i contributi raccolti vengono accreditati anche se non viene raggiunto l’obiettivo della campagna
  • Fundraising, una raccolta fondi con accredito istantaneo senza un obiettivo minimo né limiti di tempo

E’ sempre consigliabile che le raccolte fondi abbiano un obiettivo, ma può accadere (soprattutto nei periodi emergenziali) che vengano portate avanti fino all’esaurimento dell’interesse verso la causa. Le campagne possono, inoltre, prevedere, la presenza di ricompense per le donazioni ed essere quindi reward-based oppure possono essere di donazione pura.

Un nuovo modo di chiedere e donare

In conclusione, il mondo online è un mondo che può generare delle grandi ondate di solidarietà e di collaborazione, non lasciandoci soli nei momenti di crisi e non abbandonandoci nei momenti complessi che affrontiamo. L’importante è conoscere e fare propri gli strumenti e i canali che scegliamo affinché siano degli alleati.

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Articolo di Isabella Lalli (formatrice ed esperta di Terzo Settore), realizzato da Rescue Press