Un grande puzzle quello della solidarietà. Ma non un puzzle qualsiasi: i tasselli avevano marca Lego. E volontariato, divertimento e inclusione hanno vinto ancora.

Foto di Francesca Bocchia

 

Il 23 marzo è stata una grande festa nella Palestra dell’Istituto Rondani a Parma dove centinaia di bambini (ma anche adulti) hanno potuto ammirare le bellezze delle creazioni della zolletta dai molteplici colori: il mattoncino Lego.

Gioia e divertimento

Il trenino che tutti sogniamo? Lo potevi vedere. E la Ferrari dei campioni? Anche. Poi camion dei pompieri, ruspe, aerei e astronavi. C’era di tutto. E tutto di Lego. Ma non solo. Vi erano anche numerosi laboratori e giochi dove si potevano impugnare i mattoncini: e il divertimento era assicurato. Bambini, genitori, uomini e donne di tutte le età hanno goduto di questa bellissima iniziativa Anmic (Associazione nazionale a tutela delle persone con disabilità). «Un mattoncino per il Giardino di Luana», il titolo, che si riferisce all’area verde accessibile della sede di via Stirone, dedicata ad una volontaria deceduta prematuramente. E che ora è in fase di ristrutturazione. Concerti, presentazioni di libri, cene e pranzi sono all’ordine del giorno lì in bella stagione. Ma ora cambia veste e deve essere messo in ordine. E tutte le offerte ricevute all’evento, ben 3780 euro, saranno devolute per la sua riqualificazione.

Il volontariato vince. Sempre

Volontari. Decine. Nessuno dei numerosissimi volontari Anmic è mancato all’evento. Tanta gioia. Tanta allegria. Nell’aiutare chi su una sedia a rotelle chi con qualche altra forma di disabilità a prendere in mano i tasselli Lego e a farne delle creazioni meravigliose: i sorrisi erano assicurati per tutti. «Volontariato è ricevere qualcosa in cambio – dicono le volontarie al banchetto dei gadget – un grazie, un sorriso, un abbraccio. Torni a casa più leggero». E tra i numerosi pezzi “rari” dei Lego, o osservando le costruzioni con i mattoncini “esagerate” tanti bambini sono stati seguiti nel divertimento proprio dai volontari. L’inclusione, la socialità e tutta la vita che si nascondeva negli occhi di quest’ultimi è stata sicuramente il tassello vincente che ha reso l’evento magico.

Emozioni e personaggi

Entusiasti tutti i volontari (non solo di Anmic ma anche di Aemilia Bricks e Nador Games) che non senza molta dedizione hanno organizzato il tutto. «Dobbiamo ringraziare tantissime persone – ha esclamato Walter Antonini, presidente Anmic Parma – i partecipanti che sono stati un numero altissimo ma non dimentichiamo gli sponsor: Usd Eia Club, Conad Centro Nord, Righi Elia ambulatori odontoiatrici e Cpo Mobility. Si vede che la solidarietà, la vita e l’inclusione hanno vinto ancora». Sono intervenuti anche Gilberto Nigri volontario Anmic, padre della volontaria Luana a cui è intitolato il Giardino che ha mantenuto viva la memoria della figlia, Daria Jacopozzi assessora alla partecipazione e associazionismo (l’evento aveva anche il patrocinio del Comune di Parma), Fabio Ghillani dell’ente Aemilia Bricks, la preside dell’istituto Rondani Laura Domiano e il docente Ferdinando De Maria che hanno espresso gratitudine a tutti i presenti. «Questo evento è stato eccezionale – hanno esclamato ad una voce le precedenti persone elencate – è bello vedere tanto entusiasmo nella città di Parma per delle cause benefiche. Ed è bello educare i più piccoli a fare del bene anche solo giocando».

Ringraziamenti

Anmic ringrazia anche Marilena Ugolotti vicepresidente Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti che ha seguito il laboratorio Lego Braille, gli studenti del Rondani che hanno aiutato a garantire l’accessibilità, Emma Manghi e Laura Boscaini nei numerosi laboratori per tutti, il Food Truck «Matti Palati», il geometra Fernando del Frate che ha verificato l’accessibilità e non ultimo, per importanza, il consigliere regionale Matteo Daffadà che ha presenziato all’evento. «La disabilità non vince a questi eventi. Vince l’inclusione. Siamo tutti uguali. Tutti speciali – hanno concluso i volontari Anmic – Si dà sempre il massimo per lottare contro ogni barriera, pregiudizio, stereotipo, cattiveria e, un mattoncino alla volta, ci siamo proprio riusciti».