Si chiama Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) ed è una nuova organizzazione della Regione Piemonte. Il commento del sindacato dei Medici Italiani ci permette di capire meglio cosa farà questo schema rispetto agli annosi problemi dell’emergenza nei Pronto Soccorso.
Si chiama AFT ed è il nuovo modello che Regione Piemonte vuole utilizzare per migliorare la medicina territoriale e il flusso delle richieste e dei pazienti che arrivano in Pronto Soccorso. Le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) sono nate per rafforzare l’assistenza sul territorio, migliorare la presa in carico e ridurre gli accessi inappropriati all’emergenza-urgenza.
Una rete di medici per una medicina di prossimità più efficace
Le AFT si basano sui principi di collaborazione, continuità e integrazione. Sono parole chiave che riorganizzano la medicina generale sul territorio, per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini in modo più strutturato, continuativo e coordinato. In Piemonte quindi le AFT riuniranno medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera scelta (PLS) che operano all’interno dello stesso territorio, pur mantenendo la propria autonomia. L’obiettivo è chiaro: rafforzare l’assistenza territoriale, alleggerire la pressione sugli ospedali e migliorare la gestione delle cronicità.
Cosa fanno nello specifico le AFT?
Nello specifico gli ambulatori AFT riuniscono MMG e PLS: lavorano nella stessa area geografica e collaborano in rete, senza perdere autonomia professionale. Facendo rete, condividono risorse: strumenti informatici, percorsi di cura e linee guida comuni per garantire uniformità e qualità dell’assistenza. Garantiscono continuità assistenziale: permettono la presa in carico anche in caso di assenza del medico curante senza lasciare l’utente alla sola scelta del PS o del 118. Migliorano la gestione dei pazienti cronici: grazie a una maggiore integrazione e coordinamento tra i professionisti. Lo scambio e la condivisione di informazioni riduce infatti l’invio al PS di pazienti con comorbilità che possono essere gestiti a casa o sul territorio, senza bisogno di ricoveri in geriatria che spesso rischiano di diventare problematici. Riducono infine gli accessi inappropriati al pronto soccorso: intervenendo prima e meglio sul territorio. Un modello che punta sulla rete per trasformare la medicina generale in un sistema più vicino, accessibile ed efficace per il cittadino.
Cosa ne pensano i medici?
I Comitato Regionale del Sindacato Medici Italiani del Piemonte ha incontrato l’Assessore Regionale alla Sanità del Piemonte, Federico Riboldi, che ha approvato e condiviso il nuovo assetto della medicina territoriale che prevede l’istituzione delle nuove forme organizzative della medicina generale con le Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) individuate dalle ASL piemontesi. Gian Massimo Gioria, Segretario Regionale SMI Piemonte e Maurizio Borgese Vicesegretario Regionale SMI al termine del meeting sindacale hanno commentato così: “C’impegneremo affinché che le Aggregazioni Funzionali Territoriali migliorino la qualità dell’assistenza sanitaria territoriale e assicurino meglio la tutela della salute della popolazione, integrando anche servizi specialistici e altre figure professionali. I medici di medicina generale nelle AFT saranno impegnati a ridurre la frammentazione dell’assistenza e migliorare l’accesso alle cure. Riteniamo che si possa realizzare una svolta per la sanità territoriale, aggiungendo un importante tassello per un’assistenza più omogenea e più qualificata per gli assistiti piemontesi. Un grande traguardo raggiunto tra molte difficoltà normative ed economiche. Ci auguriamo in una rapida applicazione sul territorio da parte delle Aziende Locali Sanitarie” hanno concluso Gioria e Borgese.







