Nella scuola di Vicofertile un bimbo è stato salvato dal soffocamento grazie alle istruzioni pre arrivo. Le maestre hanno accettato di essere guidate da un operatore a distanza: ecco come funziona la “catena della sopravvivenza”, grazie a preparazione, dedizione e allenamento costante.

PARMA – Attimi di paura, poi il sollievo: nella tarda mattinata del 3 febbraio, poco prima delle 13, un bambino di 7 anni ha rischiato il soffocamento durante le attività scolastiche alla primaria Padre Lino Maupas di Vicofertile (Parma). A gestire il soffocamento e la disostruzione sono state direttamente le maestre, gestite dall’infermiere di centrale operativa del 118 Emilia Ovest.  Il salvataggio di questo bimbo non è dipeso da un singolo “eroe”, ma da un fattore molto più concreto e ripetibile: l’attivazione rapida e coordinata della catena della sopravvivenza, oggi richiesta e rafforzata dalle Linee Guida BLSD 2025 (ERC e IRC).

In pochi minuti si sono allineati i passaggi che, nelle emergenze tempo-dipendenti, fanno davvero la differenza:

  • riconoscimento immediato del peggioramento e chiamata ai soccorsi da parte delle maestre

  • localizzazione precoce da parte della Centrale 112, che ha connesso in pochissimi secondi l’infermiere del 118 con l’astante;

  • Avvio delle manovre salvavita, con le istruzioni dettate a distanza e la tecnologia che ha permesso all’infermiere di centrale di vedere cosa succedesse e come venivano performate le manovre di rianimazione;

  • arrivo tempestivo sul posto da parte del personale sanitario, sia soccorritori di base che equipe ALS;

  • gestione rapida dell’ospedalizzazione e dei controlli di emergenza, con la dimissione del piccolo in giornata;

Tecnologia a distanza che fa la differenza

Un elemento chiave, in questo episodio, è stata la gestione “a distanza” da parte della Centrale Operativa: l’operatore ha mantenuto il controllo della scena attraverso un videocollegamento, utilizzando lo smartphone di un’insegnante per valutare la situazione e indirizzare con precisione le manovre. È un approccio coerente con l’impostazione “system-level” sottolineata nelle linee guida più recenti: la sopravvivenza aumenta quando il sistema mette in condizione i presenti di fare le cose giuste, subito, con una guida competente. 

Nel caso del soffocamento, le raccomandazioni di primo soccorso rimarcano la necessità di intervenire rapidamente con manovre appropriate e, se la persona diventa incosciente, passare senza ritardi alla rianimazione e alla gestione secondo algoritmo. Le linee guida internazionali IRC 2025 ribadiscono, per il soffocamento non risolto, la sequenza di colpi interscapolari e spinte addominali (in alternanza) fino alla risoluzione o al deterioramento dello stato di coscienza, per poi praticare il massaggio cardiaco.  

Questo evento, infine, richiama un messaggio spesso sottovalutato: la sicurezza non è solo prevenzione, ma anche prontezza organizzativa. La versione aggiornata della catena della sopravvivenza nelle linee guida 2025 include esplicitamente anche l’attenzione a sopravvivenza e recupero, ricordando che la qualità del percorso non finisce con il “riprende a respirare”, ma prosegue con assistenza, monitoraggio e presa in carico adeguata. 

Per le scuole è un promemoria operativo: la differenza la fanno formazione BLSD (quindi personale preparato con i corsi da 5 ore), procedure chiare, chiamata precoce e collaborazione disciplinata con la Centrale. La catena della sopravvivenza non è uno slogan: quando ogni anello tiene, una vita si può salvare.