Nel cuore della Toscana interna, a Tocchi, nel comune senese di Monticiano, la lotta agli incendi boschivi non si prepara soltanto nei piani e nei documenti tecnici. Si prepara sul campo: nelle aule, sui mezzi, nei percorsi fuoristrada, nelle esercitazioni operative, nei cantieri didattici e nella simulazione di scenari complessi.
È qui che il Centro regionale di addestramento AIB “La Pineta di Tocchi” è diventato uno snodo fondamentale dell’organizzazione antincendi boschivi della Regione Toscana. Un luogo in cui formazione, sicurezza, coordinamento e cultura del rischio si intrecciano per costruire una risposta efficace alle emergenze.
Un centro nato per preparare il personale AIB
La Regione Toscana ricorda che l’addestramento del personale AIB è attivo dal 1991 e risponde a tre obiettivi principali: garantire la sicurezza degli operatori, rendere efficaci gli interventi e favorire l’integrazione tra le diverse strutture operative presenti sul territorio.
Il Centro “La Pineta di Tocchi”, inaugurato nell’aprile 2007, viene definito dalla stessa Regione una vera e propria scuola dedicata al personale AIB, oltre che un’eccellenza nazionale. Non si tratta quindi di una struttura simbolica, ma di un presidio tecnico e operativo al servizio dell’intero sistema regionale.
D.R.E.AM. Italia e la gestione della formazione
All’interno di questa infrastruttura formativa si inserisce D.R.E.AM. Italia, società cooperativa con sede in Toscana, attiva da oltre quarant’anni nella gestione delle risorse naturali, nella pianificazione forestale, nel monitoraggio ambientale e nella progettazione territoriale.
La cooperativa presenta il proprio settore Antincendio Boschivo come nato nel 1991 e dedicato all’intero ciclo AIB: previsione, prevenzione, addestramento, formazione per la lotta attiva, gestione dell’emergenza e ripristino delle aree colpite.
Il punto centrale è il raccordo con il sistema regionale. Secondo D.R.E.AM. Italia, la cooperativa è stata individuata fin dalle fasi iniziali come gestore del Centro “La Pineta” e da allora organizza corsi finalizzati a migliorare l’attività operativa, l’addestramento e la sicurezza degli operatori antincendio, siano essi dipendenti pubblici o volontari.

Numeri che raccontano un sistema strutturato
La dimensione dell’attività formativa è significativa. La Regione Toscana indica che ogni anno al Centro vengono svolti tra 70 e 80 corsi, con il coinvolgimento di circa 1.300 operatori appartenenti a enti, associazioni di volontariato e Vigili del Fuoco. Non è un dato puramente amministrativo. È il cuore della capacità di risposta di un sistema che deve funzionare in condizioni estreme, dove ogni errore può trasformarsi in un rischio per chi interviene, per le comunità e per il territorio.
Un catalogo formativo ampio e specializzato
Il catalogo dei corsi conferma la complessità dell’organizzazione AIB toscana. Nel 2025, l’elenco regionale comprendeva percorsi per operatori di squadra AIB degli enti e del volontariato, addetti e coordinatori di sala operativa, direttori delle operazioni AIB, responsabili di gruppo, analisti AIB di campo e di sala, personale COP e SOUP. A questi si aggiungono corsi su guida sicura con fuoristrada, uso della motosega in ambito AIB, droni, unità di collegamento, fuoco prescritto ed esercitazioni operative.
Questa articolazione dimostra che la formazione AIB non si limita a un semplice corso abilitante. L’operatore non viene preparato soltanto a spegnere un incendio, ma a comprendere il contesto in cui opera.
Non solo spegnimento: lettura del rischio e catena di comando
La formazione mira a sviluppare competenze tecniche, operative, organizzative e relazionali. Chi interviene su un incendio deve saper leggere lo scenario, rispettare le procedure, riconoscere i ruoli, comunicare in modo corretto e lavorare dentro una catena di comando. Deve inoltre saper usare dispositivi di protezione individuale, mezzi e attrezzature, riconoscere i propri limiti operativi e prendere decisioni compatibili con la funzione ricoperta.
La Regione Toscana sottolinea che ogni figura deve essere in grado di analizzare tecnicamente le condizioni presenti su un incendio, comunicare valutazioni e assumere le decisioni di propria competenza.
La sicurezza come principio centrale
La sicurezza è il cardine dell’intero sistema formativo. Per essere considerato idoneo all’attività di spegnimento, un operatore AIB in Toscana deve avere un giudizio medico positivo, aver partecipato a specifici corsi di addestramento e disporre degli idonei dispositivi di protezione individuale.
Gli operatori devono conoscere il lavoro da svolgere, le procedure operative, i rischi della lotta antincendio, le misure di prevenzione e protezione, l’organizzazione del lavoro e il corretto utilizzo e mantenimento di mezzi, attrezzature e DPI.
In questo senso, la formazione non è un passaggio formale, ma una condizione essenziale per operare in sicurezza.
Una struttura pensata per l’addestramento operativo
Il Centro “La Pineta” è progettato come un luogo tecnico e funzionale. Dispone di tre aule, tra cui un auditorium da 100 posti, un’aula informatica da 25 postazioni per i corsi di sala operativa e un’aula tecnica per i corsi avanzati. La struttura comprende anche 35 posti letto, una mensa da oltre 100 persone, alloggi per equipaggi di elicottero, un eliporto, un laghetto AIB, magazzini per mezzi e attrezzature e oltre un chilometro di strade forestali con ostacoli per i corsi di guida. La formazione è quindi residenziale, pratica e integrata. Non si svolge solo in aula, ma in ambienti pensati per riprodurre situazioni operative reali.
Formazione, prevenzione e cultura del territorio
Il Centro ospita anche convegni, giornate tecniche, dimostrazioni, attività didattiche con le scuole e progetti nazionali e comunitari dedicati alla salvaguardia del territorio e del patrimonio boschivo.
Questo significa che l’addestramento non resta confinato alla dimensione dell’emergenza. Diventa anche prevenzione culturale, aggiornamento tecnico e trasferimento di conoscenze.
La lotta agli incendi boschivi, infatti, non comincia quando si accende il fronte di fuoco. Comincia prima, nella capacità di conoscere il territorio, prevenire i rischi e costruire consapevolezza.

L’esperienza dichiarata da D.R.E.AM. Italia
D.R.E.AM. Italia dichiara numeri rilevanti nel proprio percorso AIB: oltre 9.000 corsi realizzati e più di 75.000 addetti formati in quasi tutte le regioni italiane.
Si tratta di un dato aziendale, da attribuire correttamente alla fonte, ma coerente con il profilo della cooperativa. Nel settore AIB, D.R.E.AM. Italia afferma di rivolgere la propria attività formativa a operatori pubblici e privati di ogni livello: operai, dirigenti, tecnici comunali, sindaci, agenti e funzionari di corpi di polizia, personale di regioni, enti locali, imprese forestali, volontariato e Corpo Forestale dello Stato.
Un modello che collega formazione e operatività
Il valore del modello toscano emerge soprattutto nella capacità di collegare addestramento e sistema operativo.
La Regione Toscana evidenzia che il rapporto tra Settore Forestazione, enti competenti, Comuni, volontariato, istruttori e docenti permette di raccogliere i contributi emersi durante la didattica e gli incontri tecnici, trasformandoli in miglioramenti organizzativi, procedurali e tecnici. In altre parole, la formazione non è una fase separata dall’operatività. È un laboratorio permanente di adattamento, capace di far evolvere il sistema AIB sulla base dell’esperienza concreta.
Il fuoco prescritto come strumento di prevenzione
Anche il fuoco prescritto conferma questa impostazione. D.R.E.AM. Italia descrive questa tecnica come l’uso controllato del fuoco da parte di personale esperto per ridurre il materiale vegetale infiammabile e rendere le foreste più resistenti agli incendi.
La cooperativa precisa che la formazione del personale addetto a queste operazioni avviene al Centro AIB della Regione Toscana “La Pineta”. La conoscenza della gestione del fuoco, infatti, prepara gli operatori ad affrontare in modo più efficace e sicuro anche gli incendi incontrollati.
Innovazione e supporto alle decisioni
La prospettiva si allarga anche all’innovazione tecnologica. Nel progetto “Fire Priority”, D.R.E.AM. Italia indica come obiettivo la progettazione di un sistema di supporto decisionale basato su reti neurali artificiali per la gestione degli incendi boschivi in Toscana. Il sistema prevede l’integrazione di archivio storico incendi, dati ambientali, dati meteorologici e modelli predittivi. Il progetto, cofinanziato dal PR FESR Toscana 2021-2027, viene descritto come uno strumento di supporto alla sala operativa regionale, senza sostituire il decisore umano.
La dimensione europea degli incendi estremi
D.R.E.AM. Italia partecipa anche a iniziative europee dedicate agli incendi estremi. Il progetto ODET, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito UCPM 2025 KAPP, punta a rafforzare la capacità europea di anticipare e rispondere al comportamento estremo degli incendi boschivi.
La cooperativa figura nel consorzio insieme a Fondazione Pau Costa, Servizio catalano AIB e soccorso, Università di Wageningen e Istituto olandese per la sicurezza pubblica. Tra i risultati attesi sono previsti strumenti di supporto decisionale, linee guida operative e formazione per decisori, meteorologi, analisti e consulenti coinvolti nelle operazioni sugli incendi boschivi.
Una filiera formativa su tre livelli
Il quadro che emerge è quello di una filiera formativa capace di tenere insieme tre livelli: l’operatore sul campo, la sala operativa e la strategia regionale.
L’operatore deve muoversi in sicurezza, leggere il fronte di fuoco e usare correttamente DPI, mezzi e attrezzature.
La sala operativa deve coordinare informazioni, risorse e priorità.
La strategia regionale deve aggiornare procedure, piani, tecnologie e competenze in funzione di incendi sempre più complessi.
La formazione come infrastruttura di protezione civile
È in questo passaggio che la formazione diventa una vera infrastruttura di protezione civile. Non è un adempimento burocratico, ma la condizione che permette a volontari, tecnici, enti, sale operative, direttori delle operazioni e strutture regionali di agire come parti di un unico sistema. La Regione Toscana lo esplicita: tutto il personale impegnato nella lotta attiva deve conoscere l’organizzazione regionale nelle sue componenti strutturali e tecniche, rafforzando la consapevolezza di appartenere a un sistema unico con l’obiettivo comune di salvaguardare i boschi toscani dagli incendi.
D.R.E.AM. Italia nel punto d’incontro tra ambiente, sicurezza e organizzazione
In questo scenario, D.R.E.AM. Italia occupa una posizione rilevante perché opera nel punto in cui competenza forestale, formazione, sicurezza e organizzazione dell’emergenza si incontrano.
La sua attività al Centro “La Pineta”, letta insieme ai dati ufficiali della Regione Toscana, racconta una realtà che non si limita a parlare di ambiente. Prepara le persone che, nei giorni più difficili, dovranno difenderlo.







