Tragedia ad Sulmona: Indagini in corso sulla morte di Alba Michelina Orsini dopo una caduta dal presidio di trasporto utilizzato in ambulanza. La procura ha aperto un’indagine.

SULMONA – Si può morire a seguito di una caduta dalla barella? E’ quello che sta cercando di scoprire la Procura della Repubblica di Sulmona, dopo il decesso di Alba Michelina Orsini, una donna di 93 anni, che ha perso la vita in ospedale diverse ore dopo essere caduta dal sistema di trasporto presente sull’ambulanza che la stava trasportando verso l’ospedale locale. La donna era stata presa in carico da soccorritori volontari di un’associazione locale. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, attualmente contro ignoti, e ha disposto il trasferimento della salma nell’obitorio dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

I fatti sotto indagine da parte della Procura

Il magistrato di turno –  secondo. quanto riporta il quotidiano “Il Centro” – deciderà se eseguire un’autopsia o un’ispezione cadaverica per fare luce sulla morte sospetta. L’attività investigativa, affidata alla polizia, è stata avviata su iniziativa della Procura, che ha bloccato i funerali fissati dalla famiglia dell’anziana. La vicenda ha suscitato molta attenzione e preoccupazione, poiché si cerca di comprendere se esista un nesso di causalità tra l’incidente durante il trasporto e la successiva morte in pronto soccorso.

La sicurezza nel trasporto del paziente

In ogni tipo di servizio sanitario, sia primario che secondario, è fondamentale mettere correttamente in sicurezza il paziente durante il trasporto. Purtroppo, non è raro che il personale in servizio non rispetti le disposizioni indicate nei manuali d’uso delle barelle e degli altri presidi di sicurezza. La corretta messa in sicurezza del paziente richiede la considerazione di vari fattori spesso trascurati. Uno di questi è l’età e il peso del paziente. Nel caso di pazienti pediatrici, è essenziale utilizzare presidi adeguati e adattati alle loro dimensioni per evitare proiezioni contro le pareti dell’abitacolo sanitario in caso di brusche frenate. Ma anche per il trasporto di pazienti anziani o agitati la valutazione deve essere correttamente effettuata, per evitare scomodità, pericoli e problemi durante la movimentazione.

Negligenza, imperizia e imprudenza: i tre nemici giurati di ogni soccorritore

Il rispetto rigoroso di queste precauzioni è essenziale per prevenire incidenti e garantire la sicurezza dei pazienti durante il trasporto sanitario. La formazione continua del personale e la consapevolezza dell’importanza delle cinture di sicurezza sono fondamentali per evitare tragedie simili a quella che ha colpito la comunità di Sulmona. Ma soprattutto sono fondamentali per ridurre al minimo le cause che portano alla definizione di un reato colposo a carico dei soccorritori. Nell’accudire una persona – qualsiasi sia la sua condizione – l’operatore sanitario svolge un incarico di pubblico servizio. Per questo – che il suo lavoro sia prestato gratuitamente o sotto contratto – ci sono dei profili giuridici che ne definiscono responsabilità e potenziali colpe. Saranno quindi gli inquirenti e le forze dell’ordine a verificare se il trasporto dell’anziana Michelina Orsini è stato effettuato con tutte le cautele del caso, e se i soccorritori si sono comportanti per ridurre al massimo negligenze, imperizie e imprudenze che potrebbero causare danni al paziente.