L’attuale dibattito sul fine vita è stato nuovamente catalizzato dalla recente votazione della legge nella Regione Veneto. Ma gli interrogativi etici e pratici sul percorso di cura dei pazienti rimangono da risolvere nel rapporto a tre fra paziente, medico e parenti. In questo contesto, il dottor Davide Mazzon, già ospite del nostro giornale, ha offerto una prospettiva illuminante sul concetto di “nastro trasportatore” nel percorso di cura.

Il concetto di “nastro trasportatore” indica un percorso clinico-decisionale automatizzato, spesso improntato a passaggi terapeutici che si susseguono in modo automatico, portando il paziente attraverso fasi che talvolta sfociano in accanimento terapeutico. Il dottor Mazzon ha sottolineato in diversi interventi come questo approccio, sebbene evitabile, sia ancora diffuso, mettendo in discussione la ragionevolezza e la proporzionalità dei trattamenti sanitari. Le statistiche evidenziano la frequenza di morti in seguito a processi cronici, mettono in luce la necessità di rivedere il concetto di fine vita come un “evento” puntuale. La legge 219/2017 rappresenta un passo avanti nel garantire il rispetto del principio di proporzionalità nei trattamenti, basato sull’equilibrio tra benefici e volontà del paziente.

Pianificazione Condivisa delle Cure: Un Passo Avanti

Il dottor Mazzon nel suo intervento su Rescue Press ha sottolineato l’importanza della Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC) come strumento chiave nella gestione della fine vita. Questo approccio, in accordo con la legge 219/2017, consente al paziente di esprimere in anticipo le proprie volontà, garantendo così il rispetto della sua autonomia anche in situazioni di emergenza. Le sfide nell’ambito pre-ospedaliero includono la mancanza di informazioni cliniche, le aspettative dei familiari e l’incertezza prognostica. Il dottor Mazzon invita a considerare la possibilità di trattamenti “time-limited” o “event-limited”, rivisitando l’appropriatezza clinica ed etica in tempi definiti o in circostanze predefinite.

Gestione dello Stress Morale e Qualità della Relazione

Il coinvolgimento emotivo degli operatori sanitari, denominato “stress morale”, può emergere quando si percepisce che il trattamento del paziente è sproporzionato. La legge 219/2017 fornisce una base etica e giuridica per sospendere trattamenti inutili, mitigando il rischio di burnout tra gli operatori. La conclusione del dottor Mazzon è un invito a promuovere la diffusione della PCC, garantendo l’accesso alle dichiarazioni anticipate di trattamento anche in situazioni di emergenza. La qualità della relazione con pazienti e familiari è un obiettivo terapeutico essenziale, mentre la formazione continua degli operatori sanitari è cruciale per affrontare le sfide etiche e comunicative connesse alla fine vita. In sintesi, il contributo del dottor Davide Mazzon fornisce una panoramica approfondita sulla gestione della fine vita, sottolineando l’importanza della pianificazione condivisa delle cure e invitando a un cambio di prospettiva per migliorare il percorso di cura dei pazienti.

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