L’infermiere ha un ruolo lungo e complicato. Deve avere un sorriso mai solcato dai dubbi. Deve capire tante sfumature delle espressioni, dei toni di voce, dei movimenti dei propri pazienti e dei propri familiari. Il suo lavoro mentale è un’eredità che si tramanda e non può perdersi: ecco la formazione adeguata per gestire le emozioni – positive e soprattutto negative – che possono colpire pazienti e familiari.

Questo è un evento in presenza e si terrà il 24 febbraio dalle 9 alle 13 nel centro di Via Paccagnella 11 a Mestre, Venezia, nel padiglione Giovanni Rama dell’Ospedale dell’Angelo (Aula Ocra – responsabile progetto Manuel Cleva). ISCRIZIONI APERTE

Il rischio, nella comunicazione, è sempre dietro l’angolo. Una sfumatura di voce, una parola sbagliata, e una cattiva notizia può portare a conseguenze negative per i pazienti, per i familiari e per gli operatori stessi. Comunicare una bad news è uno dei compiti più ardui affrontati dal settore sanitario. Per molti operatori, queste notizie sono da condividere con pazienti che non si conoscono. Una prima impressione di pochi minuti, una conoscenza che magari dura poche ore, deve essere seguita da una notizia, da un fatto da comunicare come una diagnosi, che non è positiva. Data la natura critica delle cattive notizie, vale a dire “qualsiasi notizia che altera drasticamente e negativamente la visione del paziente riguardo al proprio futuro”, è cruciale arrivare preparati al momento della comunicazione, ossia avere una conoscenza ed esperienza pregressa in materia, per affrontare al meglio un momento così delicato. L’essere colti impreparati rispetto a ciò che si va a dire, e alla potenziale reazione, non premette un intervento efficace e appropriato, anzi: può compromettere il proseguio di una cura che – seppur fra tante difficoltà – può essere risolutiva o migliorativa della vita del paziente.

Parlare ai pazienti come Infermieri, Medici, Soccorritori, Tecnici (autisti soccorritori, o volontari) SERVE!

Nasce da qui l’esigenza di spiegare agli operatori sanitari, nella modalità più utile possibile, l’importanza di una comunicazione efficace con il paziente e la possibilità di utilizzare strumenti semplici, chiari ed idonei, affinché si crei un proficuo rapporto di collaborazione tra operatore, paziente e familiari, acquisendo coscienza delle implicazioni emotive che tale intervento comporta. Questo corso di SIIET organizzato a Venezia il 24 febbraio prossimo ha diversi obiettivi:

Ritrovare il contatto e la relazione con il paziente, mostrando: interesse e attenzione; empatia; ascolto attivo della persona e dei suoi eventuali familiari; utilizzando un linguaggio chiaro ed accessibile, coerente con la persona, il suo contesto e il suo vissuto, non dando per scontato la conoscenza di abbreviazioni, acronimi et simili generando confusione e/o spavento; rispetto e cura dei tempi del paziente, assicurandosi di trovare il ritmo adatto tra domande, dubbi, risposte, senza fretta o impazienza. Utilizzando un approccio multisensoriale, ogni persona ha un canale “privilegiato” di apprendimento (visivo, uditivo o kinestesico/propriocettivo); rendendo disponibili supporti diversificati, integrandoli, in modo da poter raggiungere la totalità delle persone.

Riuscire a verificare quello che la persona ha realmente compreso della comunicazione, mediante l’utilizzo della ripetizione o della riformulazione; rispettando e valorizzando l’unicità di ogni persona/paziente e dei loro tempi; offrendo il proprio sostegno e pazienza durante il processo di comunicazione, che è parte integrante del processo di cura.

Saper fornire supporto e sostegno emotivo, mostrando compassione e accogliendo la persona in un ambiente confortevole In cui possa sentirsi libera di esprimere il proprio sentire, le proprie emozioni; essere aperti ad un coinvolgimento attivo del paziente nell’elaborazione del piano di cura, chiedendo le sue opinioni, ascoltando le sue preferenze e includendolo nelle decisioni riguardanti la sua salute, anche se talvolta tutto questo non è semplice.

Cosa fare quando la comunicazione crea difficoltà?

In questo contesto particolare ci vorremmo occupare principalmente di quando ci ritroviamo in situazioni che ci mettono in difficoltà, quando non sappiamo cosa dire o cosa fare. Quando ad esempio ci ritroviamo a fianco al medico mentre comunica al marito 85 enne che la moglie è deceduta e questa persona risponde: “Eravamo più di 50 anni assieme”… Cosa si fa in questi casi? Come viviamo questa situazione di frustrazione e impotenza dentro di noi! La comunicazione è una capacità umana che può essere migliorata attraverso l’interazione e la formazione. Stabilire una buona ed efficace comunicazione di conseguenza riduce lo stress e aumenta la soddisfazione tra i destinatari dei servizi sanitari. Questa comunicazione efficace porta il paziente e i suoi cari a essere consapevoli dello stato attuale della malattia e dei trattamenti guidandoli verso la giusta decisione.

Pur consapevoli che in questo seminario l’argomento è quello di dare degli strumenti maggiori agli operatori aggiungiamo un elenco di temi che potrebbero essere trattati di conseguenza:

⇒ Introduzione alla comunicazione nei contesti sanitari

⇒ Importanza della comunicazione in ambito medico

⇒ Obiettivi del corso e aspettative

⇒ Elementi fondamentali della comunicazione

⇒ Modalità verbali e non verbali di comunicazione

⇒ Consapevolezza di come sto io per com-prendere meglio come sta l’altro

⇒ Ascolto attivo

⇒ Linguaggio chiaro e comprensibile per il paziente

⇒ Barriere alla comunicazione

⇒ Comunicazione con pazienti di diverse culture, tradizioni e/o lingue

⇒ Pazienti con difficoltà comunicative (sordi, non vedenti, etc.)

⇒ Comunicazione efficace durante l’anamnesi

⇒ Creazione di un ambiente rilassato, sicuro e fiducioso

⇒ Impostazione delle domande e ascolto delle risposte

⇒ I feedback e la condivisione delle informazioni

⇒ Dare informazioni in modo chiaro, semplice e comprensibile

⇒ Utilizzare esempi ed esercizi per facilitare la comprensione

⇒ Esercizi psico-corporei per migliorare consapevolezza, stato psico-fisico-emotivo e comunicazione

⇒ Rispondere alle domande dei pazienti e chiarire eventuali dubbi

⇒ Comunicazione empatica e gestione delle emozioni

⇒ Mostrare empatia e comprensione verso il paziente

⇒ Gestire emozioni e reazioni dei pazienti

⇒ Gestire al meglio le nostre emozioni

⇒ Comunicazione nelle situazioni difficili o dolorose

⇒ Comunicazione con i familiari e il team sanitari

⇒ Coinvolgere i familiari nella comunicazione

⇒ Collaborare con altri professionisti della salute

⇒ Gestire situazioni di conflitto o opinioni diverse

⇒ Comunicazione nell’ambito della prevenzione e promozione della salute

⇒ Role-play e simulazioni e focus group

⇒ Esercitazioni pratiche di comunicazione con feedback

⇒ Simulazioni di situazioni complesse o difficili

Quando gli operatori sanitari non hanno una formazione adeguata, dare cattive notizie può portare a conseguenze negative per pazienti, familiari e per gli operatori stessi. Comunicare una cattiva notizia è uno dei compiti più ardui affrontati dal settore sanitario. Corso realizzato in collaborazione con SOGIT.