L’opinione di Leonardo Ferrazzi, insegnante (in pensione) e volontario per molti anni, rispetto a un tema fondamentale quando si parla di maxi-emergenza: lo standard.

Quando comperiamo una lampadina siamo certi che possa essere utilizzata nel portalampade.

Quando comperiamo una vite in ferramenta siamo certi (se il diametro è uguale) che possa essere utilizzata con il corrispondente dado. E questo avviene in ogni ferramenta (in teoria, in tutto il mondo).

Quando utilizziamo un impianto ossigeno siamo certi che le prese permettono l’intercambiabilità degli accessori.

Quando comperiamo un cellulare siamo ormai abituati ad avere lo stesso connettore per la ricarica. Proprio per l’ultimo esempio è opportuno ricordare come si sia giunti a questa condizione dopo molti anni e solo dopo una decisione del Parlamento Europeo, che ha costretto i produttori a seguire una linea unica.

Non è solo questione di logica…

Si tratta, in tutti i casi, di esempi molto logici, quasi banali. Purtroppo così non è nel caso delle barelle utilizzate sulle ambulanze. La barella è lo strumento utilizzato con maggior frequenza eppure viene spesso trascurato. In questo caso non parliamo dell’aspetto tecnologico ma di quello logistico-funzionale: ad oggi non esistono standard comuni per i fermi barella. Fino a non molti anni fa era facile trovare gli assortimenti di barelle più disparati negli stessi enti. Ora la situazione sembra essersi evoluta ma manca ancora uno standard a livello regionale /nazionale. Se raggiungere uno standard europeo sembra ancora un obiettivo lontano, soprattutto a causa di resistenze a livello di produttori, sarebbe opportuno pensare a uno standard nazionale o quanto meno regionale.

La storia che ci insegna che l’incompatibilità costa tempo e…

Gli esempi di standardizzazione nel campo sanitario, per le ambulanze, non mancano: già negli anni ’80 i mezzi di emergenza Volkswagen originali utilizzavano due barelle con fermi a norma DIN (13024/13025) che garantivano la completa intercambiabilità delle stesse. Oggi esiste uno standard NATO (STANAG 2040) per i fermi barella per le ambulanze militari. Inoltre esiste uno standard americano (SAE J3027) per i fermi delle barelle motorizzate: uno standard che ha costretto i produttori a uniformare tutti i blocchi, per quanto riguarda gli Stati Uniti. Questo nuovo standard – se da un lato riduce i tempi di interscambio – dall’altro garantisce al gestore del servizio di ambulanza uno scambio più rapido ed efficace delle barelle.

Ma l’incompatibilità costa anche vite!

L’adozione di uno standard comune permetterebbe di ottimizzare il concetto di “sistema” di soccorso, soprattutto in caso di grandi emergenze: si pensi all’evacuazione di un ospedale a causa di eventi naturali o incidenti. La ovvia obiezione è ricorrere all’utilizzo di tavole spinali o “barelle a cucchiaio” ma, oltre a essere ben note le controindicazioni che tali sistemi di movimentazione comportano, non tutti i pazienti ospedalizzati possono essere facilmente movimentati con tali sistemi. Uno standard comune per i fermi barella permetterebbe, pur con le inevitabili difficoltà legate alle diverse altezze di caricamento, un flusso regolare e continuo dei veicoli per un’evacuazione massiva. Inoltre c’è la storia a ricordarci i problemi causati dall’incompatibilità. In occasione del tragico incidente alla manifestazione aerea di Ramstein (28/8/1988, 70 vittime e oltre 400 feriti) si evidenziò la mancanza di standard comuni tra il sistema di soccorso tedesco e quello militare americano. In modo particolare risultarono incompatibili i raccordi conici per i deflussori: da questa esperienza venne sviluppato uno standard ISO (mondiale) per tali accessori, ed evitare che le infusioni di liquidi per pazienti ustionati fossero impossibili o bloccate da un pezzetto di plastica da pochi centesimi.

Insomma: non aspettiamo eventi altrettanto tragici per iniziare un percorso che, anche se non nell’immediato, porterà solo benefici organizzativi e di assistenza. La mancanza di standard comuni, per un sistema che DEVE essere efficiente, è un punto debole del sistema che può diventare critico in qualsiasi momento.

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