Al Kilometro Rosso di Bergamo Prevor accende i riflettori sul complesso tema del rischio chimico nell’industria.

Lo scorso giovedì 4 aprile il Kilometro Rosso di Strezzano -innovation district italiano per eccellenza- ha ospitato il 2°Simposio sul Rischio Chimico nell’Industria.

Promossa da Prevor, azienda francese specializzata nella gestione del rischio chimico e la sua prima urgenza, l’iniziativa ha riunito in terra bergamasca gli RSPP delle principali aziende della provincia per parlare di prevenzione, sicurezza e consapevolezza nell’industria.

Oggi più che mai convinti che l’infortunio arrivi sempre quando l’imprevisto incontra l’impreparato, il team di Rescue Press ha approfondito questo argomento insieme a Martin Stut – Responsabile Sviluppo Italia chez Prevor.

Dott. Stut, cosa si cela dietro la volontà di Prevor di investire in eventi come il Simposio del 4 aprile scorso?

“Riferendosi alla sede centrale, iniziative come questa sono quasi una consuetudine. La frequenza con cui l’azienda progetta e realizza appuntamenti legati alla cultura della sicurezza e della prevenzione, infatti, è molto alta. Se pensiamo al mercato italiano, invece, il discorso cambia. Ci riferiamo a un target ancora relativamente giovane. Sono già passati cinque anni dalla nostra primissima esperienza di evento nel Bel Paese, ragion per cui abbiamo ritenuto doveroso replicare il format, gestire l’organizzazione in maniera diretta e trasformare questo appuntamento in una sorta di progetto pilota. Di fatto abbiamo già in cantiere tre-quattro date sul 2025, appuntamenti in cui ci impegneremo a raccontare e promuovere Prevor anche nelle province di Brescia, Lucca e Verona”.

Come è stato costruito il programma? Possiamo considerare il focus sulla prevenzione come una prima esplorazione da parte della vostra azienda in Italia?

“Assolutamente sì. Di fatto l’idea iniziale di parlare del rischio chimico nell’industria è stata potenziata e si è evoluta solo grazie al contributo di relatori ed esperti autorevoli come Francesco Bez. Prevor è riconosciuta nel mondo come un’azienda in grado di contenere il rischio chimico attraverso prodotti da utilizzare in contesti di emergenza. L’input di incentrare il nostro Simposio su concetti come prevenzione e protezione dagli incidenti piuttosto che sulla loro gestione tempestiva è stato sicuramente una prima esperienza. Un’esperienza che configura la nostra azienda come un vero e proprio volano per la cultura sul rischio chimico in Italia”.

Quali sono stati gli highlights dell’iniziativa? 

“Abbiamo gestito il convegno attraverso un format a imbuto. Grazie alla competenza e alla lunga esperienza di Francesco Bez nell’ambito dell’emergenza-urgenza abbiamo approfondito in prima istanza il delicato tema della comunicazione tra servizi di emergenza e azienda. Parlando di IPA, gestione dello stress  e comunicazione efficace. Abbiamo ascoltato una chiamata di emergenza complessa e, purtroppo, reale, permettendo ai partecipanti di comprendere l’importanza di associare sempre la competenza tecnica a buone ed efficaci competenze psicologiche. In seconda battuta il convegno ha previsto un nostro approfondimento diretto come Prevor sul tema della lesione chimica e delle sue ripercussioni a livello fisico. Come ormai facciamo da diverso tempo, abbiamo associato questo speech a un esperimento pratico sul pH per rendere ancora più chiaro ed evidente il danno che le sostanze chimiche possono provocare sul corpo umano e in che modo le soluzioni Prevor possono, associati a conoscenza e tempestività, fare la differenza. In conclusione dell’evento poi, sono intervenuti alcuni rappresentanti della multinazionale STMicroelectronics che hanno illustrato le loro statistiche aziendali nell’ambito della sicurezza e del rischio chimico argomentando anche le misure preventive messe in campo dalla multinazionale per tutelare la salute e il benessere dei suoi collaboratori”.

A chi era rivolto l’appuntamento di Bergamo nello specifico?

“I destinatari dell’incontro erano tutti gli RSPP della provincia di Bergamo e, in particolare, quelli attivi all’interno di aziende maggiormente inclini al rischio chimico. Con non poca soddisfazione abbiamo registrato la partecipazione di diversi rappresentanti dall’industria chimica, dei microprocessori, dei prodotti per i pavimenti e dell’automazione che hanno scelto il nostro Simposio prima di tutto per informarsi. La proattività di questi professionisti ci convince ancora di più che la strada della formazione e dell’informazione sia quella giusta da seguire per supportare in maniera efficace i nostri clienti di oggi e di domani”. 

E adesso? Quali saranno i prossimi step?

“A fianco di visite e sopralluoghi all’interno delle aziende che hanno partecipato al Simposio, il nostro impegno sarà quello di continuare a fare cultura rispetto al rischio chimico. Le occasioni per continuare a farlo non saranno poche: dalle fiere come Safety Expo (Bergamo) e REAS (Montichiari) agli eventi corporate che abbiamo in programma a Brescia, Lucca e Verona nel 2025, la business unit che rappresento continuerà a parlare instancabilmente ad aziende e operatori del soccorso di prevenzione, protezione e gestione efficace del rischio chimico”.