Dal 12 al 14 giugno a SAQURE ci sarà un vero confronto fra specialisti d’area critica per guardare al futuro della professione. Ma cosa bisogna mettere al centro della discussione?

L’anestesista-rianimatore, il MEU, l’infermiere o lo specializzando troveranno una strada che li valorizzi, nel futuro della sanità?

È questo il timore che i professionisti del SSN affronteranno – insieme – al SAQURE. Confrontandosi con i principali esponenti della medicina italiana d’area critica sarà possibile capire come muoversi nel prossimo futuro? Fra tanti problemi organizzativi e altrettante sfide tecnologiche e professionali, emerge dal programma di SAQURE la necessità di una strada che valorizzi il capitale umano di chi si è dedicato anima e corpo alla specializzazione più complessa della medicina.

La medicina d’area critica a misura di specialista, non di bilancio

Oggi assistiamo a polemiche continue per l’eccessivo utilizzo dei gettonisti, tramite cooperative che fungono – praticamente – da agenzie interinali. Ma di soluzioni per rimettere al centro di questo sistema i medici e gli infermieri, al momento, non se ne vedono. “Perseverare sulla strada delle cooperative è inconcepibile. I conti pubblici non lo permettono più, e l’attività lucrativa sulla paga dei medici, per noi, è inconcepibile” spiega Alessandro Vergallo, presidente nazionale di AAROI-EMAC.

Tutelare i diritti di chi cura, per migliorare la qualità di chi è curato

“Bisogna pensare a come cambiare questo sistema sanitario – continua Franco Marinangeli, responsabile scientifico del SAQURE – perché il benessere dei medici che lavorano nel pubblico non può più essere messo in secondo piano. Per questo a Roma parleremo molto di burn out in area critica, di benessere mentale, di carenza del personale. Il congresso è dedicato si al presente dell’anestesista, ma anche al futuro degli specializzandi. Loro, che sono l’unica risorsa per riconquistare qualità operativa, devono essere formati e tutelati nello stesso tempo”.

Tutelare i diritti dell’area critica e dell’emergenza

Il SAQURE – a fianco di sessioni legate alle tematiche politiche e legali – avrà diversi punti di contatto con le novità cliniche più interessanti. La seconda giornata del Congresso è interamente dedicata alle linee guida e alle buone pratiche: “Il nostro mandato è quello di aiutare il medico d’area critica a studiare e a migliorare sempre di più la propria capacità operativa – Spiega Emanuele Iacobone, responsabile scientifico del SAQURE. “Le sessioni di quest’anno coprono l’intero arco di interesse in cui l’area critica può essere coinvolta. Dai problemi clinici ai percorsi di gestione del dolore, dal Pronto Soccorso all’area critica, passando per le maxi-emergenze, i delicati sistemi di emergenza pre-ospedaliera e l’ancora acceso dibattito sul fondamentale ruolo dei sistemi organizzativi per i trapianti d’organo”.

Non perdere l’occasione per formarsi, anche come squadra

A Roma dal 12 al 14 giugno sarà possibile davvero affrontare workshop e momenti congressuali di alto livello, capaci di garantire ai professionisti coinvolti tante opportunità. Il programma è disponibile su www.saqure.it e le iscrizioni sono agevolate fino al 30 aprile 2024

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