La Scuola Nazionale Medica del Soccorso Alpino ha organizzato a Molveno (TN) la quarta edizione rinnovata del corso di soccorso SAI: la qualità della formazione e degli scenari di simulazione è di altissimo livello e rappresenta un gold standard per la formazione in ambiente. Ecco cosa è successo:

Il Trentino ha ospitato la sedicesima edizione del SAI, acronimo di Soccorso in Ambiente Impervio. Il corso, organizzato dalla Scuola nazionale medica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – quest’anno in collaborazione con il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino – ha lo scopo di trasmettere a medici e infermieri contenuti teorici e pratici aggiornati sul trattamento avanzato dei feriti in ambiente montano e impervio. L’iniziativa, aperta a tutto il personale sanitario, indipendentemente dalla loro appartenenza al Soccorso Alpino e Speleologico, ha visto la partecipazione di settanta tra medici e infermieri provenienti da tutta Italia. Di questi, circa la metà erano soccorritori appartenenti al CNSAS.

Una formazione in ambiente senza eguali in Italia

Il SAI ha una formula che – dopo il covid – ha trasformato la sua efficacia. Simona Berteletti, direttrice della Scuola nazionale medica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e responsabile del SAI 2024, ne spiega l’essenza: «Il SAI rappresenta un momento importante di formazione sanitaria dove approfondire quelle situazioni particolari che si verificano quando avvengono incidenti in ambiente montano o impervio, per i quali è richiesto l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico. La nostra peculiarità, infatti, è quella di portare un soccorso di tipo sanitario in ambiente; se è vero che tutti i soccorritori “laici” ricevono una formazione dal punto di vista sanitario, avere nella squadra medici e infermieri è un valore aggiunto che può fare la differenza. Fa piacere vedere la partecipazione al SAI anche di molte persone non socie perché può essere un modo per avvicinarle e sensibilizzarle al mondo del Soccorso Alpino».

10 scenari sulle Dolomiti, dal pediatrico all’arresto cardiaco

Nelle quattro giornate di corso si sono susseguite lezioni frontali su argomenti specifici, workshop pratici dove poter vedere i presidi sanitari per l’immobilizzazione del paziente in ambiente impervio in commercio e confrontarsi con le aziende produttrici, oltre che simulazioni di interventi in ambiente. Tra i temi trattati, il traumatizzato in ambiente impervio e la limitazione dei movimenti della colonna, la sindrome da sospensione, l’ipotermia e i congelamenti, il soccorso in valanga, la valutazione della scena, il bambino traumatizzato, la gestione delle vie aeree, l’analgesia, il ruolo del CNSAS nelle maxiemergenze.

Un approccio multi-sistemico: dal caso singolo alla maxi-emergenza

Nella giornata dedicata alle simulazioni in ambiente, sono stati preparati dieci scenari diversi e i partecipanti, divisi in piccoli gruppi, sono stati chiamati a gestire sanitariamente i diversi infortunati: un forrista caduto da un salto di roccia, un cacciatore ferito da un’arma da fuoco, un biker caduto in un bosco ripido, tre situazioni diverse di climber precipitati in parete, un operaio forestale schiacciato da un tronco, un pilota di parapendio precipitato nel bosco, un operaio di una ditta di disgaggi con gamba amputata e un bambino caduto dalle scale di una baita. «Il SAI è un corso itinerante che viene organizzato annualmente e quest’anno abbiamo avuto l’onore di ospitarlo in Trentino, a Molveno – spiega Stefano Larcher, infermiere del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino e istruttore –. È un’opportunità straordinaria per medici e infermieri che fanno parte della nostra organizzazione, ma non solo, perché consente di mettere in pratica le proprie competenze e conoscenza su più scenari e di esercitarsi su quelle che sono le peculiarità del soccorso sanitario in ambiente impervio. Ringrazio per la collaborazione il Comune di Molveno e Hems Association, che hanno patrocinato l’evento, oltre che i figuranti e Sofrapa, l’azienda che si è occupata del trucco, per aver contribuito a rendere realistiche le simulazioni. Un ringraziamento al sindaco di Molveno Matteo Sartori, al Presidente del CNSAS Maurizio Dellantonio e al Presidente del CNSAS Trentino Walter Cainelli per la partecipazione».

L’iniziativa è stata possibile grazie al supporto di: Società Incremento Turistico Molveno, Revì – Trentodoc, Medical Parma, Montura, Melinda, Ferrino, Northwall, Dolomiti Paganella Azienda per il Turismo, Flamor Srl, Kong, Ferno Srl, Valmar, Rescue Press, Trentino Marketing. Il prossimo appuntamento sarà nella primavera del 2025, quando il SAI farà tappa in Sicilia.

Foto, come sempre di altissima qualità, grazie alla presenza di Luca Tondat  che vogliamo ringraziare per il supporto e l’ottimo lavoro che svolge a supporto del mondo del soccorso!