La presentazione della FEU al Senato rappresenta il punto di partenza di una lunga corsa verso il Congresso di Emergenza-Urgenza, che si terrà a Rimini dall’8 al 10 maggio. Obiettivi: unità degli attori, per LA improrogabile riforma del sistema.

La Fondazione per l’Emergenza Urgenza (FEU) è un’organizzazione senza scopo di lucro, costituita fra aprile e maggio 2024. Si tratta di un ETS (Ente del Terzo Settore), con l’obiettivo preciso di supportare il mondo dell’emergenza-urgenza, che trova il suo momento di incontro biennale al Congresso di Emergenza Urgenza (nel 2025, a Rimini). La Fondazione – che coinvolge 15 persone – ha come missione primaria promuovere il miglioramento della sanità, in particolare nel settore dell’emergenza e urgenza ospedaliera e pre-ospedaliera.

Una missione condivisa da tutti gli operatori del soccorso

Che la missione della Fondazione FEU fosse estremamente chiara lo ha testimoniato la presentazione presso Palazzo Madama, nella sala stampa “Caduti di Nassirya”. Al Senato infatti si sono ritrovati tutti i principali soggetti che rappresentano il mondo che lavora, sostiene e dona il proprio tempo nell’ambito del soccorso sanitario. Società scientifiche, rappresentanti di categoria, reti del volontariato, federazioni e operatori hanno condiviso questo momento. Il Presidente della FEU è l’attuale direttore del 118 Romagna Maurizio Menarini, affiancato nel board da Lorenzo Ghiadoni dell’Università di Pisa, e da un consiglio di rappresentanti davvero completo. Tanto che alla presentazione hanno partecipato i rappresentanti di ANPAS, Croce Rossa Italiana, Misericordie, CIVES, SIIET, COES, Soccorso Alpino, FNOPI, e di diversi sistemi sanitari, dal Veneto alla Sicilia.

Fronte comune per il bene del paziente

FEU si pone quindi come ponte per le discussioni fra i vari rappresentanti del mondo sanitario e non, che effettua servizi pre-ospedalieri e ospedalieri inerenti all’emergenza-urgenza. “Vogliamo proporci per unire tutte le anime di questo mondo – spiega il consigliere Andrea Andreucci. “Vogliamo essere la casa di tutti gli stakeholder del sistema. Dobbiamo diffondere e applicare le migliori evidenze scientifiche presenti nel campo dell’emergenza-urgenza. Il nostro focus di interesse parte dal Pronto Soccorso e arriva alla Centrale Operativa, alla cittadinanza. Dobbiamo fare cultura, partendo dai professionisti per arrivare fino alla cittadinanza”.

Un futuro di regole e di formazione per i soccorritori

Presente e coinvolto – oltre agli specialisti medici e infermieri – anche il mondo del volontariato. Un mondo che si aspetta che “sia un’iniziativa in rete con tutti gli attori, e che abbia un ruolo propositivo” come sottolineato dal direttore sociosanitario di Croce Rossa Pasquale Morano. “Noi addetti ai lavori conosciamo le problematiche. Ora servono le soluzioni, modelli organizzativi condivisi ma risolutivi dei problemi dell’emergenza-urgenza”.