La grande domanda da cui partire è: che cos’è un grande donatore?
La risposta non è così immediata. Se guardiamo alla definizione generica trattasi di quegli individui o aziende che scelgono di contribuire alla nostra causa con una donazione cospicua. E quindi…che cosa vuol dire donazione cospicua? Partiamo dal presupposto che anche 1000€, soprattutto se la nostra media di donazioni è 35€, rappresenta una grande donazione. E poi, non parliamo di una persona o di una realtà…i grandi donatori possono avere tanti volti: certamente parliamo di aziende o persone abbienti ma non sono assolutamente da dimenticare i club service club (Rotary, Lions, Inner Wheels) o addirittura le nostre comunità.
Ma dove troviamo i grandi donatori?
Se lo abbiamo, molto spesso si nascondono nel nostro database. A volte possono non avere un’unica donazione con un importo importante, magari ne hanno effettuate diverse nel corso dello stesso anno che se sommate però arrivano a cifre a due o tre zeri.
Se non abbiamo un database possiamo fare due cose:
- chiedere alle persone vicine a noi (membri del direttivo, soci, volontari) di segnalarci quelle che sono le aziende, i club o le persone che possono essere interessate a sostenere la nostra causa e, ancor meglio, se hanno qualche contatto diretto
- mappare le opportunità sul territorio definendo quelli che sono gli interlocutori che possono essere interessati a noi e alla nostra causa
Una volta individuato l’interlocutore giusto dobbiamo studiarlo: domandiamoci quali possono essere i principali punti di contatto tra la nostra realtà e loro (magari il territorio?), quale progetto possa interessare loro, quale sia solitamente il loro impegno nel sostegno ad altre realtà non profit.
Le relazioni con grandi donatori richiedono tempo
Il tempo di conoscersi, il tempo di fidarsi l’uno dell’altro e di costruire una relazione. I grandi donatori infatti sono potenzialmente degli alleati non indifferenti per la nostra realtà e, proprio per questo, il rapporto da impostare dev’essere il più personalizzato possibile. Per ognuno dei nostri grandi donatori, potenziali o reali che siano, costruiamo dei materiali dedicati, seguendo una traccia generale, in cui raccontiamo in primo luogo noi stessi, la portate delle nostre azioni e il progetto definendo target, impatti di breve e lungo periodo e azioni. Personalizziamo la comunicazione con gli elementi comuni e non tralasciando quali possano essere i ritorni in termini d’immagine e posizionamento.
Molto spesso sulle ambulanze che circolano nelle nostre città troviamo la scritta “Donata da nomeazienda/ Acquistata con il contributo di nomeazienda”. L’acquisto di un’ambulanza è sicuramente l’elemento più facile per costruire una relazione con un’azienda o un club service – soprattutto se rappresenta il primo step – : è un qualcosa di reale e tangibile. L’ambulanza ha un impatto visibile sul territorio è quindi rintracciabile. Grazie a una targhetta o all’apposizione della scritta “Donata da XYZ” e a una cerimonia di consegna che coinvolga sia la stampa che la comunità di riferimento, l’azienda che ha scelto di sostenerci può avere un ottimo ritorno di immagine e attestarsi come filantropa sul territorio.
Altre casistiche
In alcuni casi, del quale un grande esempio è stata la guerra in Ucraina, può capitare che le persone decidano di sostenere le nostre realtà, donando anche mezzi, sullo slancio della gratitudine. In questi contesti, tutto diventa più veloce tra l’arrivo del bonifico e l’attuazione dell’azione promessa i tempi devono essere concentrati e dobbiamo tenere agganciato, laddove necessario, il nostro donatore.
In altri casi il nostro grande donatore può essere la nostra comunità. Non è raro che le comunità, soprattutto le più piccole, tendano a sostenere le realtà che offrono un servizio e quindi si attivino con raccolte fondi, eventi in favore e iniziative per sostenere le azioni di chi si spende per loro.
E dopo? Dopo cosa succede?
Una volta che il nostro grande donatore è agganciato e attivo come sostenitore delle nostre azioni, sta a noi continuare a coltivare il rapporto rendicontiamo con incontri o con report dedicati quello che stiamo facendo con i loro soldi. In questi contesti inseriamo citazioni di utenti e foto che restituiscano la dimensione umana di quanto hanno fatto. Invitiamoli a eventi, occasioni speciali o sull’operatività stessa affinché si sentano parte della nostra realtà. Ecco per costruire e mantenere duraturo nel tempo il rapporto con un grande donatore le tre parole chiave sono: pazienza, cura e collaborazione.
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