Oggi è il Blue Monday: se non è vero che il terzo lunedì di gennaio è il più brutto dell’anno, è vero però che stress, burnout e PTSD nei soccorritori sono in aumento: come riconoscere e prevenire i disturbi psicologici lavorando o facendo volontariato nel mondo dell’emergenza?
Il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) è una condizione che sempre più spesso colpisce i soccorritori, figure fondamentali nella gestione delle emergenze. Il loro lavoro, sebbene cruciale per il benessere altrui, può esporli a situazioni traumatiche che lasciano segni profondi, non solo fisici, ma anche psicologici. Analizzando i dati e le esperienze di chi opera in prima linea, emerge chiaramente l’importanza di fornire strumenti per riconoscere, affrontare e prevenire gli effetti del PTSD.
I segnali del PTSD nel soccorritore
Secondo gli esperti, i primi segni da monitorare includono stress persistente, difficoltà a gestire emozioni, insonnia e sintomi fisici come mal di testa o dolori muscolari. Come sottolineato da Silvia Musci di SIET, “prima di prenderci cura degli altri, dobbiamo prenderci cura di noi stessi”. Ignorare questi segnali può portare al burnout, rendendo difficile lavorare in sicurezza e, di conseguenza, garantire il benessere del paziente. “Il primo concetto che ognuno di noi ricorda è relativo alla sicurezza della scena: se noi non ci sentiamo sicuri, anche psicologicamente, è difficile garantire la sicurezza della scena. Bisogna avere una buona coscienza di sè anche da questo punto di vista”.
Gli effetti della pandemia da COVID-19
La pandemia ha evidenziato ulteriormente le difficoltà psicologiche dei soccorritori. Gli studi disponibili su Rescue Press Academy mostrano come molti operatori abbiano fatto fatica a reintegrare le energie dopo il periodo di massima emergenza, rimanendo vulnerabili a disturbi psicologici come il PTSD. Per questo motivo oggi siamo più affaticati, e dobbiamo cercare di individuare – con una buona autoanalisi – gli aspetti che ci possono aiutare. Defusing, debriefing e ascolto del proprio team sono spesso i primi passi di una buona strategia di lavoro sullo stress.
L’importanza del gruppo e dell’ironia
Lavorare in team rappresenta una risorsa preziosa per affrontare le difficoltà. L’ironia, se usata con rispetto, può diventare un mezzo efficace per avvicinarsi ai colleghi in difficoltà e iniziare un dialogo. La condivisione emotiva, specialmente in ambienti chiusi e solidi come i team di emergenza, aiuta a prevenire l’isolamento e favorisce il riconoscimento precoce dei problemi.
Formazione e prevenzione
Grazie a iniziative come i corsi disponibili su Rescue Press Academy, gratuitamente, i soccorritori possono apprendere tecniche per gestire lo stress, migliorare la consapevolezza situazionale e sviluppare le competenze necessarie per lavorare in sicurezza. Affrontare tempestivamente i segni dello stress emotivo non è solo un gesto di cura verso se stessi, ma una strategia fondamentale per garantire un’assistenza efficace e sicura.
Il primo testimonial di una buona gestione dello stress sei tu!
Fino al 15 febbraio, tutte le collezioni PTSD e TSO sono in offerta. Per combattere il rischio burnout, un pizzico di ironia può fare la differenza. Condividere una tisana e dichiarare che è stata una giornata “da TSO” o che si è “a un passo dal PTSD” è un modo per aprirsi con i colleghi e parlare delle difficoltà del nostro lavoro. Non abbiate paura: parliamone -e parlatene – insieme!







