Autori: Giorgetti L., Galmonte A., Segulin N. – S.O.G.IT Soccorso dell’Ordine di San Giovanni in Italia, Sezione Grado Psicologi.
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Pasqua-Carbone
La Psicologia dell’Emergenza studia e gestisce le reazioni emotive delle persone coinvolte in eventi traumatici. Grazie a enti come il S.O.G.IT. si sviluppano strategie per supportare sia le vittime che gli operatori del settore. Obiettivo: garantire il benessere psicologico ottimale e prevenire il burnout.
La Psicologia dell’Emergenza è una disciplina che si occupa dello studio, della prevenzione e del trattamento dei processi psichici e dei fenomeni sociali che si verificano nelle persone e nelle comunità colpite da eventi traumatici. Questa branca della psicologia mira a fornire supporto a coloro che affrontano situazioni d’emergenza, contribuendo alla loro stabilità fisica, emotiva e psicologica.
Le Origini della Psicologia dell’Emergenza
La Psicologia dell’Emergenza ha avuto origine negli Stati Uniti, in seguito agli studi sugli stati post-traumatici dei reduci della guerra del Vietnam. Inizialmente, l’attenzione era rivolta agli aspetti neurobiologici e neuropsicologici legati ai traumi organici. Solo in seguito emerse l’importanza delle conseguenze psicologiche dovute ai traumi da stress e i disordini connessi; questo diede il via allo studio sistematico e sperimentale dei fenomeni psicologici in emergenza ed anche alla creazione di tecniche, per gli operatori, per la gestione psicologica delle persone in tali situazioni.
Il Ruolo del S.O.G.IT. nelle Emergenze
Il S.O.G.IT. ha determinato un’accelerazione nella crescita della coscienza collettiva verso le necessità di salute della popolazione. L’evento da cui ebbe inizio l’attività della Associazione fu il terribile terremoto che scosse il Friuli la sera del 6 maggio 1976. Il sisma portò la distruzione di interi paesi, lo sconvolgimento di intere zone di territorio, la morte di migliaia di persone e feriti, oltre che lasciare le vittime senza più un tetto, acqua corrente, viveri, medicinali e vestiti. In quell’occasione il S.O.G.IT. si mobilitò con tutte le sue forze portando il suo contributo all’opera di soccorso. A 37 anni dalla nascita il S.O.G.IT. amplia i suoi orizzonti occupandosi anche della sofferenza della mente, attraverso l’istituzione di una Sezione specializzata formata da psicologi e psicoterapeuti. La sezione con base a Grado si occupa principalmente di prevenzione, di formazione e di gestione delle emergenze, sia per gli Operatori dell’Emergenza che per la popolazione.
Da cosa nasce il bisogno di aiuto?
Il servizio di Consulenza del S.O.G.IT nasce da una attenta analisi dei bisogni della popolazione, degli Operatori Sanitari, delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, etc.; quest’ultime categorie di lavoratori sono quelle che esprimono maggior difficoltà a “permettersi” la cura della propria salute psicologica ed emotiva, esprimendo proprio una difficoltà nel chiedere aiuto. Da qui la necessità di istituire il servizio di Consulenza del S.O.G.IT per fornire programmi di prevenzione, formazione, intervento e di trattamento adeguati, affinché si possa ristabilire uno stato di benessere psicofisico della persona e, più specificatamente, per tutti gli operatori delle emergenze. L’obiettivo principale della psicologia dell’emergenza è quello di far rientrare nella “normalità” e nelle tempistiche più brevi possibili, le reazioni emotive all’evento traumatico, tra cui paura, ansia, panico, disperazione. L’efficienza e la qualità degli interventi proposti da associazioni o da psicologi che siano in grado di operare con le diverse tecniche della psicologia dell’emergenza, porta un beneficio tangibile per tutto il sistema sociale interessato, e non solo per le persone che ne fruiscono direttamente.
L’impatto degli Interventi Psicologici nelle Emergenze, che soggetti possono trovare aiuto?
Per “Operatori dell’emergenze” si intendono tutte le seguenti figure: Medici, infermieri, tecnici di emergenza sanitaria (TES) / soccorritori, psicologi dell’emergenza, Forze dell’Ordine, Forze Militari, Vigili del Fuoco, volontari di Protezione Civile, coordinatori operativi, tecnici del 112 (NUE e SORES), autisti-soccorritori, operatori cinofili, del soccorso alpino e speleologico, subacquei di emergenza, piloti di elisoccorso, tecnici, volontari sanitari, personale delle ONG, assistenti sociali d’emergenza, addetti alla sicurezza negli eventi pubblici, volontari nelle emergenze comunitarie. Ci sono anche altre figure, che non si devono sentire escluse.
L’obiettivo della cura psicologica per il soccorritore
L’obiettivo principale della psicologia dell’emergenza è quello di far rientrare nella “normalità” e nelle tempistiche più brevi possibili, le reazioni emotive all’evento traumatico. Tra queste reazioni ci sono paura, ansia, panico, disperazione. L’efficienza e la qualità degli interventi proposti da associazioni o da psicologi che siano in grado di operare con le diverse tecniche della psicologia dell’emergenza, porta un beneficio tangibile per tutto il sistema sociale interessato. Non solo per le persone che ne fruiscono direttamente. L’obiettivo primario è sviluppare negli operatori la sensibilità necessaria per comprendere e affrontare gli aspetti psicologici delle emergenze; è quindi fondamentale che gli operatori siano consapevoli, sensibilizzati e adeguatamente formati.
Quali sono le principali finalità di questa formazione?
- Capire la realtà della psicologia dell’emergenze e Cogliere gli aspetti psicologici implicati negli interventi di emergenza;
- Sviluppare, potenziare e valorizzare le competenze psicologiche trasversali per operare in modo integrato e collaborativo;
- Costruire una cultura di gruppo che favorisca il supporto reciproco tra gli operatori.
L’Importanza delle Dinamiche di Gruppo
È importante sottolineare come la costruzione di un buon gruppo di operatori con alla base una buona dinamica relazionale, quindi caratterizzata da comunicazione efficace (aperta e chiara), fiducia reciproca, leadership positiva e un supporto organizzativo percepito (Venza, 2019), sia il primo fondamento di efficienza e di salvaguardia di sé, del proprio benessere psicologico e di quello degli altri. Al contrario, se le relazioni intra-gruppali fossero caratterizzate da comunicazione inefficace, mancanza di fiducia, leadership autoritaria o assente, pressione sociale eccessiva e presenza di conflitti irrisolti, il risultato di tutto questo corrisponderebbe ad un clima di insicurezza psicologica, riduzione della motivazione e aumento dello stress tra i membri del gruppo, oltre ad un più facilitato rischio di burnout (Salas et al., 2015; Leon-Perez et Al, 2016).
Il Ruolo del Supporto tra Colleghi
Tutti gli operatori, soprattutto nel campo dell’emergenza, vivono a stretto contatto diversi aspetti di vita che possono essere stressogeni. I lunghi turni lavorativi (anche di 12 ore), fanno condividere gran parte della giornata e/o delle notti, comunicando esperienze lavorative, di vita e familiari. Ciò fa sì che si creino delle dinamiche importanti come amicizie, conflitti, modalità di condivisione molto intense rispetto ad altre tipologie di lavoro. Questo rende il gruppo un elemento di fondamentale importanza, che con le sue strette relazioni diventa una vera e propria “seconda famiglia”. La conoscenza profonda dei colleghi accompagnata alla forte attenzione verso i cambiamenti (qualità che viene sviluppata e sensibilizzata in questo settore lavorativo) permette di accorgersi in tempistiche brevi di sintomi dell’insorgenza di un disagio. Disagio che, se trascurato, potrebbe portare a conseguenze di salute peggiori.
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Autore: Giorgetti L., Galmonte A., Segulin N.
Un sentito ringraziamento a S.O.G.IT. – Soccorso dell’Ordine di San Giovanni in Italia, e in particolare alle sezioni di Trieste e Grado, per la sensibilità, il supporto, il sostegno e la fiducia, che hanno dato l’opportunità e consentito il realizzarsi dei progetti e delle proposte operative della sezione psicologi.







