Crisi evidenti, segnali sfumati e tante incertezze: affrontare un’epilessia in età pediatrica in emergenza-urgenza richiede formazione, consapevolezza e un approccio mirato. Il confronto su Rescue Press con Anna Rosati e Manuel Cleva.

Epilessia nei bambini: quando la crisi non è quella “classica”

In ambito preospedaliero, riconoscere una crisi epilettica pediatrica può rivelarsi una sfida complessa. Se è vero che alcune crisi si manifestano con convulsioni, perdita di coscienza e irrigidimento muscolare, esistono altre forme più “discrete” che mettono a dura prova anche gli operatori più esperti. Per parlarne insieme Rescue Press coinvolgerà in webinar sul tema la professoressa Anna Rosati, neurologa pediatrica, Direttore presso l’Unità operativa neuropsichiatria infantile della APSS di Trento. Nell’infanzia le crisi epilettiche possono assumere aspetti clinici molto variabili. Alcuni bambini non perdono coscienza, altri presentano solo brevi interruzioni dell’attività con sguardo fisso, che possono facilmente essere scambiate per distrazioni o sogni a occhi aperti. Il 118 si trova quindi di fronte a un bivio: intervenire rapidamente senza sovradiagnosticare, ma anche non sottovalutare segnali che potrebbero essere campanelli d’allarme di un disturbo neurologico serio. Il webinar si terrà il 18 aprile alle ore 18.30.

La gestione sul territorio: il punto di vista del 118

“In emergenza tutto accade in pochi secondi, e la presentazione clinica spesso non è chiara”, racconta il dottor Manuel Cleva, infermiere di emergenza territoriale e istruttore della SIIET (Società Italiana Infermieri di Emergenza). “La collaborazione con i genitori, la raccolta di informazioni sullo stato post-critico e l’osservazione del comportamento sono fondamentali. Non sempre serve il farmaco, ma è cruciale sapere quando usarlo e quando no”. Le difficoltà operative riguardano:

  • Il riconoscimento precoce di una crisi epilettica atipica

  • La gestione farmacologica in caso di crisi prolungata (status epilepticus)

  • Il corretto uso dei benzodiazepinici in età pediatrica

  • La comunicazione con la centrale operativa e il trasporto in PS

L’importanza della formazione e dell’aggiornamento

La gestione dell’epilessia pediatrica in contesto preospedaliero non può prescindere da una formazione continua degli operatori del 118, sia sanitari che non sanitari. Sapere cosa cercare, quando intervenire e con quali strumenti è decisivo per garantire sicurezza e tempestività. Rosati sottolinea: “Un operatore formato sa distinguere una crisi epilettica vera da un episodio non epilettico, come una sincope, un episodio psicogeno o una reazione comportamentale. La differenza è sottile, ma clinicamente rilevante”.

Quando la crisi non è crisi: i falsi allarmi

Tra gli episodi “simil-epilettici” che possono trarre in inganno troviamo diverse patologie. Sincopi con movimenti mioclonici. spasmi affettivi. disturbi del movimento benigni del sonno, episodi psicogeni (PNES) o reazioni comportamentali acute. In tutti questi casi, l’intervento del 118 deve essere guidato dall’osservazione attenta, dalla raccolta dell’anamnesi e da un’adeguata comunicazione con i genitori e i testimoni.

In conclusione: il ruolo del 118 nella rete dell’epilessia

Il soccorso territoriale non è solo il primo anello della catena dell’emergenza, ma anche il primo sguardo clinico sulla complessità dell’epilessia pediatrica. Per questo è fondamentale sviluppare percorsi condivisi, aggiornamenti specifici e momenti di confronto tra professionisti. L’appuntamento con il webinar del 18 aprile alle 18:30, con la partecipazione della prof.ssa Rosati e del dott. Cleva, sarà l’occasione per approfondire questi temi e rispondere alle domande degli operatori sul campo.

Per iscriversi: academy.rescue.press

Grafica: Lega Svizzera contro l’Epilessia