Un’esercitazione interforze coinvolge i corpi di Polizia, Vigili del Fuoco e 118 per testare la risposta a un attacco incendiario nel porto. Successo per la simulazione, ma l’obiettivo è non doverla mai mettere in pratica.

Il mattino dell’8 luglio, nella banchina pesarese una protesta degenera: lanci di molotov, una nave passeggeri, il “Nautilus”, in fiamme ed una decina di feriti: è lo scenario apocalittico, ma fortunatamente solo simulato, che ha visto impegnate le forze dell’ordine e i soccorritori a Pesaro durante l’esercitazione interforze «Operazione Complessa 2025». Organizzata dalla Capitaneria di Porto sotto l’egida della Prefettura, la prova ha testato la capacità di risposta a un’emergenza reale nel cuore del porto pesarese. Obiettivo? Affinare la sinergia tra i diversi enti e garantire una risposta efficace in caso di calamità. Gli obiettivi testati sono stati il rapido isolamento dell’area interessata, contestualmente alla messa in sicurezza sia delle vittime, sia relativo al contenimento del rischio di sversamento di inquinanti in mare

Lo scenario: caos, fumo e soccorsi

La simulazione ha riprodotto un attacco incendiario durante l’attracco della nave passeggeri “Nautilus”, imbarcazione con oltre 300 persone di capacità complessiva. Le forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale e Capitaneria di Porto) hanno isolato l’area, mentre i Vigili del Fuoco e il 118 “Pesaro Soccorso” (con ambulanze AST e CRI) per il recupero ed il soccorso delle vittime sia sul molo sia in nave, tramite operazione SAR (Search and Rescue) e attivazione delle procedure di maxiemergenza. La gestione di feriti in un’area portuale, un pericolo “reale”, si interveniva per salvare i feriti, alcuni intrappolati in ambienti angusti e in condizioni critiche. A rendere tutto più realistico, i truccatori della Croce Rossa e i volontari della Protezione Civile, che hanno ricreato ferite e traumi con impressionante realismo. Anche la Centrale Operativa è stata testata con scenari ad alta difficoltà, simulando la gestione di chiamate multiple e la carenza iniziale di risorse.

 La sfida a bordo della Nautilus

Uno dei momenti più drammatici è stato la ricerca di un disperso nel ponte “-1” della nave, avvolto dal fumo. I soccorritori hanno operato con maschere e respiratori, mentre i sanitari affrontavano lesioni multiple in condizioni proibitive.

Lezioni apprese e futuro

Al termine, il debriefing ha evidenziato successi e criticità, con nuove idee per migliorare la collaborazione tra enti. «L’esercitazione dimostra che Pesaro è pronta a gestire il peggio, ma speriamo di non doverlo mai fare per davvero», ha commentato un portavoce dell’organizzazione.

L’evento, organizzato nonostante le difficoltà logistiche del periodo estivo, ha confermato l’eccellenza della risposta emergenziale locale. Un messaggio chiaro: la sicurezza non va mai in vacanza. L’iniziativa, seppur attuata in un momento difficile come il mese di luglio ha riscontrato una partecipazione notevole in termini di impegno dei differenti Comandi e Direzioni, con un coinvolgimento operativo importante che stabilisce un livello di salute ottimale della risposta all’emergenza pesarese.