La tragedia del Monte Ventasso, avvenuta 35 anni fa, è stata ricordata a Parma: fra soccorritori sempre più preparati e tecnologia, il valore del sacrificio emerge anche nei momenti bui. 


Dopo 35 anni, il dolore provocato dalla tragedia del Ventasso, continua a legare il mondo del soccorso Emiliano. Il ricordo del medico Anna Maria Giorgio, degli infermieri Corrado Dondi e Angelo Maffei e del pilota Claudio Marchini ha radunato al cippo commemorativo di via Casati Confalonieri tutti i rappresentanti del soccorso che fra Parma, Piacenza e Reggio Emilia si occupano di aiutare il prossimo.

Rinnovare un impegno verso i soccorritori, e una promessa verso la popolazione

L’incidente del 1990 rinnova il ricordo delle vittime e l’impegno quotidiano delle Aziende sanitarie per garantire sicurezza, tecnologia e tempi rapidi negli interventi di emergenza. Anche se sono passati 35 anni dall’incidente del monte Ventasso, quando l’eliambulanza Charlie Alpha si schiantò contro la montagna avvolta dalla nebbia, la forza del ricordo di Claudio Marchini, Anna Maria Giorgio, Corrado Dondi e Angelo Maffei è grandissima. Da allora tecnologia e sicurezza hanno fatto passi in avanti importantissimi. Ma è ancora una volta la grandissima forza d’animo dei soccorritori sanitari a fare la differenza. Ne sono prova le due testimonianze toccanti che hanno raccontato il lavoro degli operatori del 118. Una donna salvata con le istruzioni pre-arrivo sulla disostruzione, ma soprattutto l’abbraccio commosso agli operatori del 118 di una moglie che ha perso il marito per arresto cardiaco. Il supporto che la voce dell’operatore al telefono sa dare, nei momenti di bisogno, è testimoniato anche dalla forza che le persone traggono nonostante le tragedie vissute.

Un mondo che si evolve e che migliora i suoi standard, con l’arrivo del NUE112

Dal 1990 la ricerca della sicurezza non si è mai fermata: standard tecnologici elevati, controlli continui e formazione costante accompagnano ogni giorno il lavoro delle Aziende sanitarie locali della Regione Emilia-Romagna. Il monito del Ventasso è ricordato anche nella nuova Centrale Unica di Risposta del Numero Unico Europeo 112, con sede a Parma. Una innovazione che dal dicembre 2024 ha gestito oltre 514 mila chiamate, smistandole in media con un tempo di processo di 7 secondi. L’operatore del NUE riceve in tempo reale i dati di identificazione e localizzazione del chiamante, compilando una scheda contatto che consente l’attivazione immediata della risposta più adeguata. Barriere come la lingua o le diverse abilità diventano oggi informazioni utili grazie all’integrazione tecnologica, con un passaggio delle informazioni estremamente efficace fra i diversi enti del soccorso. Secondo Antonio Pastori, direttore della Struttura regionale per lo sviluppo del sistema emergenza-urgenza, il NUE 112 riduce i tempi complessivi di intervento soprattutto nei casi che richiedono l’azione contemporanea di 118, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine.

Un mondo dove l’elisoccorso rimane punta di diamante del soccorso

Dal primo volo del 1988 a oggi, l’elisoccorso è diventato un pilastro del 118. Nel primo semestre 2025 EliParma ha effettuato 422 missioni, in linea con le 744 del 2024. Grazie anche all’attivazione del servizio di volo notturno su Bologna, oggi l’Emilia-Romagna può vantare 4 basi di elisoccorso su tutto il territorio regionale, con oltre 300 aree di atterraggio disponibili, 37 solo nel parmense, e un elicottero dotato di verricello. Inoltre, dal 2023, sugli elicotteri HEMS sono disponibili sistemi di trasfusione del sangue 0- compatibile con tutti i gruppi: la risposta più efficace in caso di trauma grave, con perdita ematica, che necessità di una trasfusione immediata. Una scelta che permette di avviare procedure avanzatissime salvavita, rispettando non solo la golden hours ma la pratica clinica più eccellente, i 10 platinum minutes. La collaborazione con Immunoematologia e Trasfusionale del Maggiore, 118, AVIS e FIDAS ha reso questa dotazione una risorsa preziosa.

La rete su terra

Accanto all’elisoccorso, il sistema si completa con la rete del volontariato ANPAS e Croce Rossa, due strutture associative presenti al completo durante la commemorazione di Charlie Alpha. Il volontariato sanitario permette di mettere a disposizione dei cittadini di Parma 23 mezzi di soccorso medico-infermieristici e 32 ambulanze in servizio quotidiano. Una presenza capillare ed efficiente, con tempi di intervento estremamente rapidi. “Lavoriamo per consegnare il paziente alle cure nel minor tempo possibile, ovunque si trovi”, ha ricordato Adriano Furlan, direttore della Centrale 118 Emilia Ovest. “Il ricordo del Ventasso non è solo memoria, ma spinta costante al miglioramento della sicurezza e della qualità del soccorso. Ma è anche un messaggio che noi portiamo tutti i giorni, e che oggi nel mondo ha bisogno di essere ricordato con più forza che mai: il messaggi di pace, che tutti noi con determinazione portiamo avanti anche nelle zone di guerra. Il soccorritore è sempre un messaggio di pace, e oggi è più importante che mai”.

 

Si ringrazia per la gentile concessione della fotografia la fotografa Annarita Melegari.