Conclusa la tre giorni di simulazione e approfondimento sulla gestione del paziente travolto da valanga, rimangono tanti aspetti da sottolineare e che in futuro miglioreranno l’approccio sanitario a queste situazioni.
L’AQUILA – E’ stata numerosa e appassionata la partecipazione al convegno dedicato alle valanghe e all’ipotermia di Ovindoli, organizzato da Accurate e da diverse società scientifiche. Rescue Press ha seguito l’evento come supporto informativo, riscontrando fin da subito l’enorme successo di questo evento: i posti disponibili per il training sono andati esauriti in tre giorni dall’apertura del corso, e già diversi fra medici e infermieri hanno prenotato per la prossima edizione del 2025.
Ipotermia, asfissia e traumi: il mix clinico del travolto da valanga.
Le tematiche relative al paziente travolto da valanga sono molteplici e complesse. Chi si avventura in ambienti innevati e impervi, in fase di soccorso, sa quante variabili debbano essere tenute in considerazione. Il convegno organizzato a Ovindoli dal Professor Franco Marinangeli dell’Università di L’Aquila e dal Dottor Gianluca Facchetti della SNAMED (Scuola Nazionale Medica del CNSAS), è arrivato ormai alla sua tredicesima edizione, portando con se un “tradizionale” carico di neve, divertimento e approfondimento scientifico.
Tanti specialisti per uno scopo comune: salvare più vite
Il convegno ha visto la partecipazione di rinomati esperti del Soccorso Alpino, tra cui Maurizio Lutzenberger e Giacomo Strapazzon, dell’AINEVA Igor Chiambretti e dell’elisoccorso Paolo Righetti. Ma la parte più importante si è svolta all’esterno, in fase di simulazione degli interventi in valanga. Sulle pendici del Gran Sasso, a Campo Imperatore, è emersa l’importanza della formazione e della tempestività d’intervento in caso di valanghe. La realtà, simulata in ambiente innevato, grazie a tutte le migliori tecnologie ha permesso di capire meglio la complessità di un soccorso da svolgere in tempi rapidissimi per dare qualche chances di sopravvivenza ai travolti.
Il travolto da valanga: polipatologia tempo dipendente
Le statistiche dell’AINEVA indicano che in Italia si sono verificate dal 1984 circa 1800 eventi valanghivi con più di 3600 persone coinvolte. La curva di sopravvivenza in valanga ha un tasso di sopravvivenza del 92% nei primi 18 minuti dal seppellimento, che scende drasticamente con il passare dei minuti. Questi dati sottolineano l’urgenza di un’azione immediata e coordinata da parte dei soccorritori. Per questo il corso in memoria del compianto Valter Bucci (medico deceduto nell’incidente HEMS del 2017 a Campo Felice in Abruzzo) è così seguito e coinvolgente. Con le tecnologie mediche messe a disposizione dagli sponsor Leonardo, Spencer, Teleflex, Medical Parma, Carbini, Mindray, Northwall e KONG i partecipanti hanno appreso le migliori pratiche per gestire emergenze in ambienti estremi.













