La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, Siaarti, interviene in merito ad alcune recenti dichiarazioni diffuse sui social media da una specialista in Medicina interna, direttrice di un pronto soccorso privato di Roma, prendendo le distanze da contenuti giudicati “inappropriati, divisivi e non coerenti con i principi di una corretta comunicazione sanitaria”.

In una nota, la società scientifica esprime preoccupazione per affermazioni pubbliche circolate nelle ultime ore che, secondo Siaarti, tenderebbero a denigrare alcune categorie di medici, tra cui i cosiddetti “gettonisti”, attraverso giudizi generici e non supportati da evidenze. La stessa professionista, ricorda la società, in passato avrebbe già contrapposto in modo competitivo la figura del medico dell’emergenza-urgenza a quella dell’anestesista-rianimatore, utilizzando una comunicazione ritenuta aggressiva sui social.

“La comunicazione in ambito sanitario”, sottolinea Siaarti, “richiede competenza, responsabilità e piena consapevolezza della complessità dei contesti clinici e delle professionalità coinvolte”. Per la società scientifica, il confronto pubblico su temi sanitari deve essere affidato a professionisti in grado di garantire rigore, equilibrio e affidabilità, evitando semplificazioni e contrapposizioni tra ruoli che, soprattutto se veicolate attraverso i social media, rischiano di alimentare disinformazione e indebolire la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.

Siaarti ribadisce inoltre che questioni così delicate devono essere affrontate nelle sedi opportune, attraverso un dialogo costruttivo, fondato sulle evidenze scientifiche e orientato alla collaborazione tra professionisti, sempre nell’interesse prioritario dei pazienti. Da qui il richiamo a tutti gli attori coinvolti a un uso responsabile della comunicazione pubblica, rispettoso delle competenze e capace di valorizzare l’integrazione tra le diverse figure sanitarie.

La società scientifica ricorda che la gestione del paziente critico si basa su un approccio multidisciplinare, nel quale competenze diverse concorrono in modo complementare alla cura. Qualsiasi rappresentazione in chiave competitiva tra professionisti viene quindi definita fuorviante e non aderente alla realtà clinica.

Con riferimento specifico all’anestesista-rianimatore, Siaarti sottolinea il ruolo centrale di questa figura in contesti ad altissima complessità: dalla terapia intensiva alla sala operatoria, dalla gestione dei politraumatizzati alle emergenze anestesiologiche, fino alla terapia del dolore. Si tratta, evidenzia la società, di competenze tecniche e cliniche maturate attraverso anni di formazione specialistica, alle quali si aggiunge una presa in carico globale della persona e dei familiari, spesso coinvolti in percorsi assistenziali complessi e delicati.

L’anestesista-rianimatore, prosegue Siaarti, accompagna il paziente non solo nella fase acuta ed emergenziale, ma anche nei percorsi successivi, con un ruolo rilevante nella gestione del dolore acuto e cronico, nella continuità delle cure perioperatorie e post-intensive e nell’assistenza personalizzata a pazienti fragili, con disabilità, comorbidità complesse o bisogni speciali.

La società ricorda inoltre che, in Italia, l’anestesista-rianimatore ha avuto un ruolo fondativo nello sviluppo del sistema di emergenza-urgenza. Prima ancora della sua attuale strutturazione, erano infatti proprio questi specialisti a gestire molte emergenze sul territorio. È in questa tradizione di competenza e responsabilità, afferma Siaarti, che affonda le radici la cultura professionale rappresentata oggi dalla società scientifica.

Siaarti richiama infine l’attenzione anche su altri ambiti di particolare rilievo clinico ed etico nei quali l’anestesista-rianimatore è coinvolto, come il percorso di donazione e trapianto di organi, la gestione delle fasi di fine vita e l’accertamento di morte. Si tratta di contesti che richiedono competenze avanzate, sensibilità e pieno rispetto dei principi etici e normativi. Per questo, conclude la società, ogni lettura riduttiva o gerarchizzante di tali competenze è da considerarsi non solo scientificamente infondata, ma anche eticamente inaccettabile.

Siaarti conferma infine la propria disponibilità a promuovere occasioni di confronto istituzionale e scientifico su questi temi, in sedi adeguate e con modalità coerenti con la loro complessità, anche in collaborazione con le istituzioni competenti, incluso il ministero della Salute, qualora ritenuto opportuno.