In occasione della Giornata mondiale per la lotta al narcotraffico e le dipendenze del 26 giugno, l’Associazione Luca Coscioni lancia una mappa interattiva che documenta quanto nel mondo è in atto sugli psichedelici in termini di ricerca e applicazioni terapeutiche, nell’ambito della campagna “L’Italia apra alle terapie psichedeliche”.

La mappa offre una panoramica comparativa sullo stato delle regolamentazioni relative alle sostanze psichedeliche e ad alcune molecole affini nei diversi contesti nazionali.

Negli ultimi dieci anni ci sono stati progressi significativi tanto negli Stati Uniti, dove in tutti gli Stati sono previste sperimentazioni e, in alcuni casi, depenalizzazioni, quanto in Australia, dove da tre anni esistono forme di depenalizzazione per uso non medico, e nell’Unione europea.

Oltre al progetto PsyPal, finanziato con 6,5 milioni di euro dalla Commissione europea, le normative nazionali consentono studi e trial clinici. In particolare, la molecola maggiormente impiegata è la psilocibina, utilizzata in Germania, Portogallo, Spagna, Finlandia, Svezia e, da gennaio 2026, anche in Italia. A questa si aggiunge la ketamina, unico “psichedelico” già previsto come analgesico e anestetico e utilizzato off label anche nel trattamento della depressione resistente.

Stati Uniti e Regno Unito hanno creato centri interamente dedicati alla scienza psichedelica e, oltre alla psilocibina, le sperimentazioni più avanzate riguardano l’impiego di MDMA per il trattamento dello stress post-traumatico. Recentemente un programma simile è iniziato in Ucraina per andare incontro ai veterani della guerra in corso. In Svizzera sono attivi da anni progetti per la cura dell’ansia da fine vita con LSD, mentre in Canada programmi analoghi utilizzano la psilocibina sintetica.
Dal gennaio 2026, presso la ASL 2 Abruzzo, il professor Giovanni Martinotti dell’Università di Chieti coordina il primo trial clinico italiano con 68 pazienti trattati con psilocibina sintetica per la depressione resistente. I primi risultati sono attesi in autunno.
Negli ultimi anni il dibattito internazionale su psilocibina, MDMA, LSD, ketamina, DMT, ayahuasca, ibogaina, peyote e altre sostanze si è profondamente trasformato. A lungo considerate esclusivamente attraverso la lente del controllo penale e della proibizione, queste molecole sono oggi al centro di un crescente interesse scientifico, medico, culturale e politico, oltre che di un recupero degli usi cultuali e tradizionali.
Il quadro delle regolamentazioni psichedeliche resta quanto mai frammentato, ma le novità sono tanto costanti quanto incoraggianti.

La mappa intende presentare questa complessità, raccogliendo e organizzando informazioni relative ai Paesi nei quali sono emersi percorsi di ricerca clinica, programmi di accesso terapeutico, modelli di regolamentazione, forme di depenalizzazione o riconoscimenti legati agli usi rituali e tradizionali.

Il primo elemento che emerge è la pluralità dei modelli normativi, riferibili a finalità di utilizzo che spaziano dall’uso personale a quello medico, da quello rituale a quello sperimentale in ambito scientifico.

La mappa evidenzia, da un lato, l’avanzamento della ricerca e dei percorsi terapeutici e, dall’altro, la persistenza di normative penali rigide e di forti limitazioni all’accesso, distinguendo tra diverse condizioni giuridiche: uso medico, trial clinici, ricerca sperimentale, programmi di uso compassionevole, percorsi terapeutici privati, utilizzo rituale, uso personale e depenalizzazione.
I mutamenti normativi nazionali, per il momento, non interessano le Convenzioni delle Nazioni Unite in materia di stupefacenti. La convenzione che ha inserito gli psichedelici nelle tabelle internazionali è quella del 1971.

In molti Paesi, infatti, le sostanze restano formalmente vietate al di fuori di contesti medico-scientifici circoscritti. La presenza di un trial clinico non equivale alla disponibilità di un trattamento, così come l’esistenza di un uso tradizionale tollerato non implica necessariamente una piena tutela giuridica per chi vi partecipa.

La mappa è quindi uno strumento informativo e comparativo, piuttosto che una guida legale o sanitaria. I dati presentati vogliono aiutare a visualizzare tendenze, differenze e punti di avanzamento.

Nel 2024 l’Associazione ha lanciato la campagna “L’Italia apra alle terapie psichedeliche”. La mappa rappresenta una tappa importante delle attività di informazione sul mondo psichedelico.
IL DETTAGLIO DELLA MAPPA
La mappa presenta cosa avviene nei diversi Paesi, passando in rassegna la situazione di 43 Stati membri dell’ONU e territori, segnalando modelli normativi differenti e sovrapposti.

In 15 Paesi sono attivi trial clinici o programmi di ricerca sperimentale; in 11 esistono forme di utilizzo medico e in 26 Stati e territori sono presenti altre modalità di accesso o riconoscimento, dall’uso rituale alla depenalizzazione, dai programmi di uso compassionevole ai percorsi terapeutici privati. Negli altri casi lo status risulta non definito.

Dichiarazione di Marco Perduca e Claudia Moretti, coordinatori della campagna sugli psichedelici dell’Associazione Luca Coscioni

«Nella giornata in cui nel mondo si ripetono le solite formule di “contrasto” al narcotraffico e alle dipendenze, pubblichiamo una mappa che mostra come, anche là dove il proibizionismo resta purtroppo il modello nazionale, si investa nell’uso medico-scientifico delle sostanze sotto controllo internazionale, uso non solo previsto ma incoraggiato dalle tre Convenzioni delle Nazioni Unite in materia di sostanze psicoattive.

Ferma restando la necessità di una riforma della legge italiana sulle droghe (309/90), occorre investire, o non ostacolare, il progresso scientifico che sta producendo risultati incoraggianti in termini di uso psicoterapeutico, in particolare degli psichedelici, che in alcuni casi hanno dimostrato la loro efficacia anche nella cura delle dipendenze.

Come abbiamo chiarito più volte e in più sedi, la normativa italiana non proibisce tali applicazioni. Occorre che le istituzioni competenti facciano tesoro di questa opportunità per portare l’Italia al livello di altri partner europei e non.

Il primo trial dell’ASL abruzzese coordinato dal professor Martinotti è un esempio di ciò che può, e noi diciamo deve, essere fatto. Nelle prossime settimane pubblicheremo altri documenti che possono concorrere allo sblocco della situazione italiana.»
La mappa evidenzia una pluralità di approcci: dall’utilizzo medico ai trial clinici, dai percorsi terapeutici alla ricerca sperimentale, fino agli usi rituali e tradizionali.
Le molecole coinvolte sono psilocibina, MDMA, LSD, ketamina, DMT, ayahuasca, ibogaina e peyote, mentre le condizioni per cui vengono impiegate vanno dalla depressione resistente allo stress post-traumatico, dalle dipendenze da sostanze o comportamentali ad altre malattie rare come la SLA.

 

La mappa è stata curata da Peppe Brescia e Alessandro De Luca ed è parte delle attività dell’Associazione Luca Coscioni e della campagna “L’Italia apra alle terapie psichedeliche”.