Una ricerca multidisciplinare condotta da un team di esperti sanitari e dai Carabinieri del RIS di Parma ha evidenziato come la formazione specifica dei First Responder del 118 incrementi in modo radicale il riconoscimento delle scene criminose, la comunicazione con le centrali operative e la preservazione delle prove.

Nel soccorso sanitario extra-ospedaliero, la priorità assoluta di ogni equipaggio di First Responder rimane l’esecuzione immediata delle manovre salvavita. Tuttavia, gli operatori del 118 si trovano frequentemente a essere i primi testimoni in contesti ad alto impatto come aggressioni, violenze domestiche o suicidi, arrivando sul posto spesso prima delle forze dell’ordine. Senza un’adeguata preparazione, gli interventi sanitari rischiano di compromettere inavvertitamente reperti fondamentali per i successivi iter processuali o di esporre il personale a rischi per la propria sicurezza. Fino ad oggi, nel panorama italiano è mancata una linea guida standardizzata in grado di armonizzare l’assistenza clinica tempestiva con la tutela dell’integrità forense. Il paper si intitiola: Quality Improvement in Crime Scene Access Training for EMS First Responders.

Dalla teoria alla simulazione ad alta fedeltà

Per rispondere a questa esigenza formativa, un gruppo di lavoro multidisciplinare (formato da Rescue Press, SIIET, HEMS Association, ANPAS e Raggruppamento RIS dei Carabinieri di Parma) ha promosso uno studio sperimentale basato sulla simulazione e sull’innovazione didattica, testando anche scenari immersivi in Realtà Virtuale a 360 gradi. Il progetto ha messo a confronto il comportamento di equipaggi privi di addestramento specifico con equipaggi addestrati attraverso un percorso teorico-pratico ideato e condotto insieme agli specialisti forensi del RIS di Parma. Attraverso una griglia di valutazione strutturata su venti criteri, i soccorritori sono stati messi alla prova in scenari realistici con attori, affrontando casi delicati di violenza di genere, aggressione e suicidio per misurare la capacità di identificare i rischi e limitare le contaminazioni.

L’impatto dei dati sulla sicurezza e sulla salute

L’analisi dei dati evidenzia un salto di qualità importante nelle prestazioni degli equipaggi sottoposti a formazione specifica. Il corretto riconoscimento della potenziale scena del crimine è salito dal ventotto per cento delle squadre non addestrate a oltre il sessanta per cento dei team formati. Anche la tempestività nell’allertare la Centrale Operativa e richiedere le forze dell’ordine ha registrato un incremento drastico, passando dal trentasei per cento all’ottanta per cento. Di fondamentale rilevanza si è dimostrata la gestione della vittima e dei reperti: la percentuale di equipaggi capaci di movimentare il paziente preservando le prove circostanti è schizzata dal venticinque per cento a quasi il settantasette per cento, dimostrando che l’addestramento multidisciplinare riduce in modo concreto gli errori operativi.

Verso un modello didattico nazionale integrato

I risultati raggiunti confermano la necessità di superare approcci frammentati e di introdurre protocolli nazionali unificati tra sistema sanitario d’emergenza e forze dell’ordine. L’esperienza integrata di lezioni teoriche, simulazioni in presenza e l’uso diffuso di tecnologie come la realtà virtuale rappresentano la strada maestra per garantire un addestramento ripetibile, accessibile e di alta qualità per tutti i First Responder. Priorità come la comunicazione efficace con i dispatcher, la gestione delle persone agitate e la documentazione fotografica iniziale devono diventare parte integrante della formazione di base. Solo attraverso una reale sinergia interforze sarà possibile tutelare la sicurezza dei soccorritori, garantire l’efficacia delle cure e proteggere il percorso della giustizia.

Ringraziamenti

La Redazione di Rescue Press desidera rivolgere un sentito e profondo ringraziamento a tutti gli autori che, con la loro competenza, dedizione e impegno a titolo completamente gratuito, hanno reso possibile la realizzazione e la pubblicazione di questo importante contributo scientifico sulla prestigiosa rivista internazionale International Journal of Paramedicine: Mario Robusti, Nicola Staiti, Elena Giovanna Bignami, Tania Domenichetti, Nicoletta Fulgoni, Jessica Piras, Cristiano Luigi Calo’, Francesco Bez, Giuseppe Carpana, Biagio Amata, Pietro Barbara, Stefano Bozzi, Severio Paolino e Massimiliano Stabile.

Un ringraziamento speciale va alle realtà che hanno reso possibile questa pubblicazione supportando con materiale operativo, tempo e competenza: Accurate srl, Rescue Press srl, Assistenza Pubblica Borgotaro e Albareto, Assistenza Pubblica di Salsomaggiore, Assistenza Pubblica di Pellegrino, Comune di Salsomaggiore, Croce Rossa Italiana, Misericordie d’Italia, e gli incredibili e insostituibili gruppi di truccatori di ANPAS Emilia Romagna e Croce Rossa Emilia Romagna.