Marco Cavanna, tecnico e autista-soccorritore del CoES Italia, ha ripercorso durante il CEU2023 l’importanza di un approccio al paziente pediatrico che sia ragionato e coerente con l’altezza, l’età, il peso e la psicologia di un essere umano che non è e non sarà mai da trattare come un adulto in miniatura.

La gestione di un paziente pediatrico con dei traumi, in emergenza extra-ospedaliera, non è più rara come un tempo. Per questo motivo la sensibilità rispetto a questi avvenimenti, negli anni, è cresciuta molto. Spencer Italia – azienda che produce barelle e dispositivi medicali per i sistemi di emergenza extra-ospedaliera – ha supportato durante il Congresso di Emergenza-Urgenza 2023 un workshop specifico su questo tema. Gli incidenti stradali in Europa oggi causano il 6.5% delle morti in età infantile. In 10 anni, dal 2011 al 2020, in Europa sono morti per incidente stradale oltre sei mila bambini dagli zero ai 14 anni (fonte dei dati: Road Fatality Statistic in EU | European Parliament). 

Trasporto neonatale in termoculla: anche qui ci sono specifiche normative da rispettare

Incidenti stradali con bambini coinvolti: che situazione c’è?

Per fortuna, le tante innovazioni tecnologiche (nei dispositivi di sicurezza e nelle procedure cliniche) e il miglioramento della gestione del paziente affetto da trauma hanno fatto crollare del 46% la mortalità dei bambini. Sono dati registrati nel Road Safety Performance Index dell’ETSC. Un libro importante per capire quali rischi si possono correre commettendo errori nell’uso dei dispositivi di ritenuta, o sottostimando i pericoli che corrono i bambini in automobile durante il trasporto. 

La situazione italiana: troppi pazienti pediatrici vittime di incidente

Grazie alla relazione di Marco Cavanna del CoES Emilia-Romagna è stato possibile capire cosa sta succedendo in Italia. I dati devono fare riflettere: oltre ai 28 bambini deceduti in Italia per incidente stradale rimane fumoso il numero dei feriti che portano in Pronto Soccorso tanti, troppi pazienti pediatrici vittime di trauma in incidenti stradali. Ma quali sono i dubbi che assalgono il soccorritore quando ha un paziente pediatrico all’interno di uno scenario di incidente stradale?

I pilastri operativi per sapere cosa fare

Il primo aspetto su cui bisogna assolutamente migliorare è la formazione. Oggi, secondo le statistiche del CoES solo il 40% dei soccorritori fa training specifico sull’immobilizzazione nel trauma pediatrico. Il 16% non l’ha mai fatta, e il 40% invece la fa parzialmente, come corollario di un altro corso trauma. Da questo dato ne consegue che poco più della metà dei soccorritori, il 51%, non si sente completamente preparato per gestire un paziente pediatrico con dei traumi. Ancora più bassa è la percentuale di chi conosce bene le regole per il trasporto del paziente pediatrico. Solo il 36% dei soccorritori ha effettuato una formazione specifica sul tema del trasporto pediatrico, sulle sue regole, leggi e normative. 

immobilizzazione del paziente pediatrico con traumi. Un tipo di procedura non sempre protocollato, da svolgere sempre nel migliore dei modi

I pilastri “soffici” per lavorare sulle proprie capacità

È chiaro che il primo tema su cui lavorare è quello della consapevolezza: le manovre svolte da un soccorritore su un paziente pediatrico con dei traumi possono amplificare un danno già presente, o crearne uno secondario. È necessario approcciare bene il tema e fare una attenta valutazione del paziente. C’è poi un tema primario da valutare: diversi soccorritori e diverse età del paziente pediatrico generano diversi approcci e diversi problemi. Un bambino sotto i due anni che è stato coinvolto in un incidente stradale creerà un forte disagio nell’operatore, che deve valutare con più attenzione i sintomi (non essendoci una comunicazione con il bimbo) e cercare di evitare in ogni modo movimentazioni o strumenti che non tengano conto della rientranza occipitale del cranio del bimbo. Con pazienti più grandi, fra i 2 e i 7 anni, è più facile fare valutazioni, utilizzare presidi sanitari specifici e gestire la riduzione dei movimenti spinali. 

Paziente pediatrico con trauma: una sfida per le aziende sanitarie

Soprattutto però, il paziente pediatrico con le sue peculiarità rappresenta una sfida quotidiana per le aziende che producono dispositivi medicali. Il presidio utilizzato per il paziente sotto i 14 anni infatti varia in base alla tipologia di trauma, all’età del paziente, al suo peso, e ad altre variabili. E – spesso – esistono situazioni in cui il soccorritore non sa cosa utilizzare perché banalmente il presidio perfetto ancora non esiste. Per esempio, il materassino a depressione – la soluzione migliore sotto tutti i punti di vista per l’immobilizzazione del trauma – nella misura pediatrica non esiste. Viene quindi utilizzata la stecco benda a depressione per il femore, che ha una lunghezza compatibile per determinati pazienti. 

Training sul trasporto pediatrico: un tema da mantenere sempre al primo posto per la sicurezza di equipaggio e pazienti.

Non solo trauma: soprattutto, trasporto del paziente pediatrico

La parte su cui è necessario però lavorare con maggiore accuratezza è quella del trasporto. Oggi, per esempio, è quasi impossibile trovare in ambulanza un dispositivo certificato per il trasporto del neonato (magari ancora collegato al cordone ombelicale) dopo un parto precipitoso. Mentre esistono diverse soluzioni per garantire un aggancio sicuro del bambino alla barella. L’unico diktat che andrebbe ricordato sempre è solo uno: mai niente e nessuno a bordo dell’ambulanza senza un ancoraggio o un sistema di ritenuta sicuro. Le braccia della mamma che tengono il bambino forse non lo fanno piangere durante il trasporto, ma in caso di incidente a piangere sarebbero in tanti…

Anche per questo motivo, attenzione ai seggiolini 

Non bisogna dimenticare che uno dei più importanti alleati in queste situazioni è proprio lo stesso sistema di trasporto omologato per il bambino. Alcuni protocolli infatti – a seconda del seggiolino che viene utilizzato – permettono l’estrazione del dispositivo, la valutazione dello stesso e il suo riutilizzo con un fissaggio su un sedile di ambulanza omologato e rivolto nel corretto senso di marcia. 

Una sintesi importante per tutti i soccorritori

È quindi fondamentale che ogni soccorritore si approcci al tema del trauma e del trasporto pediatrico seguendo il percorso virtuoso della ruota: Sostenere la diffusione dei presiti, conoscere i sistemi in uso e prepararsi per l’utilizzo corretto. Adattarsi e comprendere il contesto in cui si opera. Parlare la stessa lingua fra soccorritori e produttori. Chiedere e supportare formazione continua. E ancora, diffondere il verbo. Perché qualsiasi azione prevenga danni o decessi in paziente sotto i 14 anni non è solo un’azione giusta. Ma è anche una speranza salvata per il futuro. 

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