Quanto è determinante una comunicazione chiara ed efficiente nei soccorsi, sia che si tratti di un singolo intervento sia di una maxi emergenza

Alla base di ogni rapporto, attività, situazione (a maggior ragione in emergenza) ci deve sempre essere, oltre al protocollo da seguire, la consapevolezza di interagire con la massima semplicità e chiarezza. Cercare di migliorare il proprio modo di relazionarsi è anche un fattore di crescita, ma non è mai abbastanza. Ad esempio, si pensi a quanto si riveli utile e determinante la conoscenza della lingua inglese o spagnola in un intervento con un cittadino straniero. È una cosa abbastanza facile ormai, visto che viviamo in una società multirazziale: saper porre le domande giuste, capire per ottimizzare il nostro intervento.

Tre o più soggetti coinvolti: tu, il tuo collega, il paziente e…

La comunicazione fra colleghi è uno degli strumenti chiave per dare più valore a ciò che si è chiamati a fare e a superare le ostilità che inevitabilmente esistono fra persone. E ancora la comunicazione fra centrale e operatori, fra operatori e pazienti, fra operatori e famiglie dei pazienti, fra operatori del pronto soccorso e volontari, fra centrale di rischio e i vari operatori nelle maxi emergenze. La motivazione ad aiutare gli altri parte quindi da un rapporto con se stessi, per poi rapportarsi all’esterno in modo più organizzato. La creazione di progetti, cosa possiamo fare e come, chi sono i nostri referenti.

La professionalità del soccorritore si vede nel modo di comunicare

Se è vero che noi dobbiamo applicare i protocolli, è anche vero che dobbiamo essere certi che la squadra lavori all’unisono, con preparazione, decisione ed empatia. In un mondo migliore possibile  partire dalla comunicazione, saper gestire le emozioni e le situazioni, concentrarsi più sull’altra persona per sapere come meglio comunicare, diventa basilare. Immaginiamo un operatore in una maxi emergenza che agisca solo sulla base della propria conoscenza e che non ascolti quello che in quel momento gli viene detto di fare, o tralasci informazioni importanti. Ciò che ne deriverebbe è che la catena di cui egli stesso è un anello si romperebbe e il risultato rischierebbe fortemente di essere completamente diverso da quello prefisso.

VEDIAMO ALCUNE DELLE COSE IMPORTANTI DA METTERE SEMPRE IN PRATICA:

COMUNICARE VIA RADIO CON LA CENTRALE OPERATIVA. QUALI ERRORI FACCIAMO MAGGIORMENTE?

  1. Spesso il primo problema di una comunicazione inefficace è il mancato controllo quotidiano del perfetto funzionamento dei dispositivi radio;
  2. Parlare con voce forte e chiara, finire di parlare e poi passare la comunicazione. Un errore che spesso si commette è quello di passare la comunicazione prima di aver finito di parlare, o prendere la comunicazione dopo che si è iniziato a parlare. In caso di dubbi, chiedere sempre conferma;
  3. Quando ci si trova su uno scenario, essere il più dettagliati possibile. I volontari sono gli occhi della centrale operativa. A volte si viene presi dalla foga del dover fare e si omettono informazioni importanti per chi deve darci una mano;

COMUNICARE CON IL PAZIENTE. COSA METTERE IN PRATICA PER LAVORARE BENE?

  1. Ascolto attivo ed empatico;
  2. Porre domande precise che richiedono risposte precise, dove sia possibile;
  3. Spiegare al paziente cosa si sta facendo e perché, usando un tono di voce calmo e sicuro. In questo modo si trasmette sicurezza e professionalità.  

COMUNICARE FRA COLLEGHI. COSA METTERE IN PRATICA PER LAVORARE BENE?

  1. Essere coordinati e decidere prima dell’intervento i rispettivi ruoli: sapere già chi fa cosa, significa risparmiare tempo nel sapere quali azioni devono essere intraprese con la massima tempestività e precisione;
  2. Evitare assolutamente di discutere davanti al paziente o ai membri della famiglia;
  3. Mai esprimere giudizi, opinioni personali o, peggio ancora, possibili diagnosi.