La morte di due Vigili del Fuoco a Nova Siri, Matera, va rispettata e deve essere un monito. Ci sono dei lavoratori che vivono costantemente fuori dal perimetro della sicurezza, e bisogna fare il possibile perché siano tutelati.
Lavorare nel mondo del soccorso comporta l’esposizione a grandi rischi. Le persone in pericolo di vita vengono sempre soccorse da sistemi di soccorso organizzati e strutturati con personale che mette il prossimo prima di tutto. Anche della propria vita.
Cantiamo gli eroi, non dimentichiamo gli uomini
Ma quello che è successo a Nicola Lasalata e Giuseppe Martino deve essere un monito molto importante, da analizzare e ricordare costantemente. Derubricare una morte sul lavoro come un atto eroico è sbagliato. Bene ha fatto il Comando del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco a rimandare la cerimonia di giuramento degli allievi Vigili del Fuoco. Ora è il momento del cordoglio, del dolore, e della riflessione.
Possiamo accusare chi ha causato l’incendio di omicidio?
La dinamica dell’incendio – del motivo scatenante – e della serie di azioni che hanno portato a questa tragedia è sotto indagine. I due Vigili del Fuoco – entrambe di 45 anni, le cui famiglie stanno dolorosamente piangendo – purtroppo non sono i primi a morire per colpa degli incendi e di un lavoro – parola da sottolineare – davvero duro e difficile. Per questo indagare è fondamentale per capire i colpevoli dell’incendio.
Tanti Vigili del Fuoco caduti o feriti. A volte feriti due volte
Negli ultimi 12 mesi sono deceduti in servizio piloti di Canadair, Vigili del fuoco a Torino e Ivrea, 7 pompieri sono rimasti intossicati a Roma. Ma l’elenco è drammaticamente lungo: come non ricordare Marco Triches, Antonino Candido e Matteo Gastaldo, morti in servizio per colpa di un pazzo che voleva bruciare la sua casa e incassare i soldi dell’assicurazione? Servitori dello Stato che potremmo definire “morti due volte” dato che in fase processuale il giudice li ha definiti “imprudenti”. Una definizione che ha scatenato e continua a scatenare polemiche e dolore.
Vigili del Fuoco, soccorritori, medici, infermieri, tecnici: tutti devono essere tutelati
Per evitare tutto questo non dobbiamo derubricare come un atto eroico il lavoro di Nicola Lasalata e Giuseppe Martino. Perché loro, come tutti i soccorritori, avrebbero voluto tornare a casa dai propri famigliari, ieri sera. Ma un incendio – la cui natura definiranno gli inquirenti e le forze dell’ordine – se li è portati via. E’ il momento del cordoglio e del dolore, ma non può essere spostato ancora avanti il momento della riflessione e del ragionamento sul come si debbano tutelare gli uomini e le donne più preziosi che abbiamo: quelli che quando da cittadini siamo in pericolo, ci vengono a salvare.







