“Il volontariato è una straordinaria energia civile che aiuta le comunità ad affrontare le sfide del tempo e le sue difficoltà. Rinsalda i legami tra le persone, è vicino a chi si trova nel bisogno, riduce i divari sociali, promuove l’accoglienza e la sostenibilità.”

Sergio Mattarella – Giornata Internazionale del Volontariato 2021

I dati ISTAT ci dicono che nel 2021 4,6 milioni di persone hanno svolto una qualche forma di volontariato. Le nostre realtà si reggono sulle attività di volontari eppure attirarne di nuovi e, soprattutto tenerseli stretti diventa sempre più complesso.

Volontariato e nuove motivazioni

Così come i tempi anche gli stessi volontari sono cambiati. Le nuove generazioni che si avvicinano al non profit, spesso, lo fanno per un sano egoismo: acquisire competenze, miglioramento del proprio io, un certo senso di benessere.

Oltre a questo, le nuove generazioni di volontari sono già attente ai temi della sostenibilità, sia essa sociale che ambientale, sono competenti e hanno quel livello di digitalizzazione che permetterebbe a tante associazioni ed enti un enorme salto di qualità. 

E se da un lato c’è la “vecchia guardia”, lo zoccolo duro di tante associazioni che resiste, forse è arrivato il momento di ripensare a come il volontariato si pone verso i suoi nuovi interlocutori e come possa modellarsi per essere attrattivo e “sceglibile”.

Formulare richieste puntuali

In primo luogo, quando si parla di volontari siamo noi come enti a dover avere le idee chiare:

  1. che cosa deve fare questa persona?
  2. per quanto tempo?
  3. quali caratteristiche deve avere?
  4. come distribuisco il carico di lavoro?
  5. quali benefit posso dare al mio volontario?

Ad esempio, se ho bisogno di un volontario che si occupi di trasporti di malati ho certamente bisogno di una persona con almeno la patente B, che sia disponibile per gli X mesi del servizio per un minimo di tre ore a settimane e, in cambio, possiamo offrire il corso di primo soccorso piuttosto che i buoni pasto per fare colazione al bar mentre attende la fine delle terapie.

Formulare delle richieste puntuali è fondamentale per comprendere quali siano i bisogni che dobbiamo incontrare ma soprattutto per costruire dei percorsi lineari e di valore per ogni persona che entra in contatto con noi (e.g. da autista a responsabile del nostro autoparco).

Quanto ci conosciamo?

A meno che non si tratti di qualcosa di urgente, nel momento in cui avviamo una ricerca di nuovi volontari, prendiamoci il giusto tempo per comprenderli e conoscerli. Se riteniamo che chiedere il curriculum vitae sia troppo formale, chiediamo almeno una lettera motivazionale in cui vengano spiegati i motivi per cui hanno scelto di fare volontariato con noi. 

Nel momento in cui le candidature arrivano impegniamoci nel dare dei riscontri in tempi brevi e troviamo dei metodi – colloqui individuali o di gruppo – per conoscere chi abbiamo davanti.

Quando i nuovi volontari si avvicinano a noi dobbiamo impegnarci nel costruire un percorso di formazione che non riguardi solo la singola attività ma che sia declinato sull’intera realtà. Questo passaggio è fondamentale per capire se queste persone sono mosse dagli stessi valori e dagli stessi obiettivi del nostro ente. D’altro canto, definire quali sono le motivazioni e i perché più profondi che ci muovono è fondamentale per “saldare” il rapporto e rinnovare la promessa che facciamo da ambo i lati ogni giorno qualsiasi essa sia: assicurare cure di qualità ovunque/non lasciare solo nessuno in caso di calamità/assicurare trasporti e interventi d’emergenza.

Ben arrivata/o! Costruiamo insieme il tuo percorso in associazione

Una volta che questa nuova persona entra nella nostra realtà in maniera attiva dobbiamo gestirlo al meglio. Definiamo insieme a lui/lei la tipologia di servizio da svolgere, le tempistiche, i suoi referenti, i limiti e le responsabilità del suo incarico. Inoltre, per quanto possa sembrare banale dirlo, forniamo tutti gli strumenti necessari per portare avanti la propria operatività: telefoni, materiali ad hoc, mezzi di trasporto.

Quando definiamo i compiti è fondamentale tenere a mente che tutti gli incarichi sono ugualmente dignitosi e di valore, dal buttare l’immondizia al pagare le bollette, tutte le azioni contribuiscono nel mantenere funzionante la nostra organizzazione.

Una volta definito il compito del singolo costruiamo un percorso di crescita e di sviluppo attorno a questo fornendo occasioni di formazione e confronto, dando responsabilità in maniera graduale e definendo momenti di scambio per l’implementazione del servizio stesso.

Tra comunicazione e coinvolgimento

Forniamo strumenti fruibili e semplici per la gestione del carico di lavoro: gruppi WhatsApp, tabelle in Google Sheet o app specifiche. Assicuriamoci che qualsiasi sia la piattaforma utilizzata sia facilmente utilizzabile da tutti e permetta:

  1. al/la volontario/a di capire che cosa deve fare e come
  2. a noi di avere un quadro sinottico del singolo al fine di tutelarlo e poter intervenire in caso di necessità.

Arrivati a questo punto, è importante tenere a mente che i volontari sono la nostra cartina tornasole: mostrano quando le organizzazioni funzionano e dimostrano il nostro impegno sul territorio. Se adeguatamente formati e ingaggiati, sono le persone che possono far crescere le nostre comunità e far sentire coinvolte e ingaggiate le persone.

 

Articolo di Isabella Lalli. Sono cresciuta nel non profit. A 8 anni vendevo le uova di Pasqua per i bambini in Kenya, oggi accompagno le piccole organizzazioni nel sostenere le loro cause in maniera efficace e professionale.

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