Abbiamo implementato le capacità di telemedicina con il sistema Philips Tempus ALS in uno scenario traumatico critico: ecco quali vantaggi garantisce la telemedicina quando si incappa nel “prolonged field care”.
Nel mondo dell’emergenza sanitaria preospedaliera avere strumenti affidabili e all’avanguardia è fondamentale. L’ambulanza, i dispositivi medicali, gli zaini, ma soprattutto i device elettromedicali sono cruciali per poter svolgere bene il proprio lavoro. Durante il SAQURE 2024 Rescue Press, in collaborazione con Accurate srl, Focaccia Group e Iredeem, ha organizzato un test per mettere “alla prova” medici e infermieri in scenari complessi “extra-ordinari”.
Extra-ACLS: una formula per capire cosa fare nelle condizioni particolari
Non siamo stati buoni: abbiamo simulato un incidente all’inizio di una festa patronale con dei fuochi d’artificio, in cui un operaio è rimasto ferito al volto da un petardo esploso a distanza ravvicinata. L’uomo (di circa 60 anni, fumatore) non ha perso arti, ma la caduta su una serie di gradini ha portato a una frattura di bacino instabile.
Complicazioni e fattori confondenti: il critical thinking del team
A rendere lo scenario più difficile sono stati due aspetti: la presenza di un turniquet già applicato alla gamba del paziente da uno dei soccorritori BLSD presenti, e la necessità di stazionare per 40 minuti in loco, senza poter partire immediatamente e andare al PS più vicino. Ecco che – per un medico o un infermiere – uno scenario tutto sommato semplice inizia a diventare molto, molto complesso.
Capire e gestire l’instabilità: conoscenze e tecnologie
La possibilità di usare un’ambulanza equipaggiata con la soluzione Philips Tempus ALS ha garantito a medici e infermieri di “giocarsi” carte importanti: video-laringoscopio integrato, monitoraggio dei parametri avanzato con EtcO2 e invio anche di foto in centrale, oltre al consulto di specialisti. L’ecografia inoltre può garantire in pochissimi secondi l’individuazione di falde tramite la FAST, per fugare qualsiasi dubbio.
La tecnologia per ottimizzare la risorsa più importante: il tempo
Se con la tecnologia posso allertare il Pronto Soccorso, avere un parere magari di un medico più preparato di me o con addosso meno stress rispetto alla condizione in cui mi trovo, posso usare meglio le risorse disponibili. Proprio per questo, dopo il training ACLS con un caso “limite” abbiamo intervistato e coinvolto nella discussione sul trauma due anestesisti-rianimatori con grandi competenze sul tema: Giovanni Sbrana e Nicola Bortoli.
Restare connessi con la centrale e il DEA, ma sfruttare la sosta tecnica
Proprio Giovanni Sbrana ha sviluppato in Italia – nella zona rurale della ASL Toscana Sud Est – il meccanismo della sosta tecnica. “Se c’è un ospedale periferico lungo il percorso lo devo poter usare, ma sapendo che la destinazione del mio paziente, nel brevissimo, è un’altra”. Ecco perché la tempo-dipendenza del trauma ha cambiato pelle nel tempo: non è più una scelta del singolo medico in ambulanza, ma un modello, un sistema, che aiuta a portare il paziente più difficile da collocare nell’ospedale più indicato.
Le caratteristiche tecnologiche che servono per migliorare la rete trauma
Fra le caratteristiche che servono per migliorare la rete trauma, è indubbio che le competenze del soccorritore di base, dell’infermiere e del medico sono al primo posto. La clinica viene prima della diagnostica, anche se questa dà un forte contributo al sostegno delle idee di trattamento. Come nel nostro caso clinico: il trauma pelvico gestito con una Pelvic Splint, le vie aeree gestite con la prima opzione del video-laringoscopio, il PNX trattato velocemente, hanno portato il paziente alla stabilizzazione. Tenendo monitorato secondo per secondo le condizioni di un paziente che può degradare rapidamente, si raccolgono già informazioni utili per i trattamenti successivi.
La soluzione Philips Tempus ALS: pregi e peculiarità
Certamente su di un mezzo avanzato che deve compiere lunghe distanze per tornare all’ospedale, avere un monitor che si distingue per autonomia, robustezza e potenzialità è davvero importante. Il Tempus Pro – progettato specificamente per soddisfare le esigenze dei professionisti del settore e dei militari – è affidabile anche negli ambienti più difficili. I “maltrattamenti logistici” subiti nei 6 interventi critici ne sono stati una buona testimonianza.
Componibile e gestibile, proprio come le cure in emergenza
Uno dei fattori più interessanti che hanno notato diversi sanitari è stata l’interfaccia facilitata, e la comunicazione con il box di defibrillazione, staccabile dalla base e funzionante in modalità wireless. Inoltre – nonostante il numero elevato di casi affrontati – la soluzione Tempus ALS ha dimostrato di avere una batteria davvero di lunga durata. La comunicazione real-time bidirezionale e la cartella clinica integrata che può essere condivisa in tutta sicurezza con la Centrale Operativa permettono infine di avere dati chiari: da un lato su cosa è stato fatto al paziente, dall’altro sul motivo per cui il medico o l’infermiere propongono ospedalizzazioni più lontane o appropriate.
In conclusione… never the first time on the patient!
Il workshop del SAQURE sul caso clinico avanzato che ha affrontato il trauma nel prolongued field care è stato un successo, grazie prima di tutto all’impegno dei medici che hanno organizzato l’evento. Ma la componente tecnica ha avuto un suo grande impatto. Le ambulanze di Focaccia Group (pensate per una migliore modularità operativa), i dispositivi di primo intervento e il monitor defibrillatore Tempus ALS hanno garantito ai sanitari tutti gli strumenti necessari per un buon training. Tutto perché nel momento della vera necessità, siano già maturate le competenze e le skills necessarie per salvare la vita al paziente.







