Il Ministro della Salute Schillaci in un’intervista a Repubblica rilancia l’idea di assumere infermieri da paesi in via di sviluppo. In particolare l’India: ma siamo sicuri che dei professionisti formati e pronti a viaggiare scelgano l’Italia come punto di arrivo?
ROMA – La crisi senza fine dei sistemi sanitari pubblici può essere tamponata con l’immigrazione di alta qualità? In un paese con radici storiche – come l’Inghilterra – è già così. Sono migliaia i professionisti della salute che vengono reclutati all’estero per vivere e lavorare in UK, a Londra o nelle metropoli della Gran Bretagna. Lo stesso fanno i paesi nordici come la Norvegia e la Svezia: ottimi stipendi, continuità formativa, orari di vita e lavoro ben compensati attraggono migliaia di medici e infermieri ogni anno. Idem la blasonata Svizzera: si lavora tanto, si guadagna tantissimo, ma si vive in uno dei paesi con la qualità di vita migliore del pianeta.
“Portiamo qua, intanto, circa 10 mila infermieri”
Oggi in questo novero di paesi attrattivi vuole giocare un ruolo primario anche l’Italia. Come? Con accordi di importazione di infermieri dall’estero. In particolare dall’India. Nel paese asiatico i sono diverse tipologie di infermieri, perché in realtà l’India è una federazione, dove il governo gioca un ruolo di “temperamento” delle minoranze. Un particolare da non dimenticare quando si parla di uno stato così lontano e così complesso nel suo insieme. Il Ministro Schillaci ha dichiarato in una intervista a Repubblica che – dopo colloqui con lo staff del ministero guidato da Shri Jagat Prakash Nadda (ministro della salute indiano) – l’Italia assumerà 10.000 infermieri indiani. “Nel suo Paese (della viceministra ndr) ci sono ben 3,3 milioni di infermieri, tantissimi. Vogliamo portarne qua, intanto, circa 10 mila. L’idea è di farli reclutare direttamente dalle Regioni e qualcuno si sta già muovendo per metterli in corsia, ad esempio la Campania” ha dichiarato il ministro.
Come si laureano gli infermieri in India?
Cerchiamo quindi di capire questi 10.000 infermieri come saranno inquadrati. Senza polemiche: la formazione richiesta ad un infermiere in Italia cambia da Provincia a Provincia. E’ difficile immaginare cosa possa cambiare da Continente a Continente. Ma il quadro della formazione sanitaria indiana è abbastanza chiaro. Il sanitario di questo livello diventa un GNM (General Nursing and Midwifery): è un percorso equivalente ai 3 anni di infermieristica e ostetricia (non c’è in India una scuola specifica). In alternativa l’infermiere può intraprendere il Bachelor in Science of Nursing, ovvero un corso quadriennale con formazione più approfondita e specifica. Esiste poi una formazione specifica biennale che garantisce agli infermieri una laurea, il post-basic BSN. Se l’infermiere vuole specializzarsi ad un livello ancora più alto, ci sono 2 anni di post-laurea di Master of Science in Nursing. Per esempio afferisce a questo percorso (che alla fine è di 7-8 anni) l’infermiere di area critica.
Cosa studiano gli infermieri in India?
I programmi infermieristici indiani includono materie classiche come anatomia, fisiologia, farmacologia, assistenza infermieristica, bioetica. Grande importanza data alla formazione pratica in ospedale e c’è un ente esterno indipendente, l’Indian Nursing Council – che definisce standard formativi e curricula di studio. Si è molto sviluppata negli ultimi 10 anni la formazione privata, che viene erogata non tanto a chi paga, ma a chi supera i severi testi di ingresso che – in India – non devono affrontare solo i medici ma anche gli infermieri.
Dove vogliono lavorare gli infermieri indiani?
La richiesta del ministero della Salute quindi è indirizzata verso un paese, l’India, dove l’infermiere ha una autonomia, una capacità e una qualità elevata. Il Paese sta cercando di potenziare e migliorare la formazione infermieristica per soddisfare la crescente domanda di professionisti qualificati nel settore sanitario, che vede una bolla di sviluppo privato incredibile. Ma con infermieri così preparati, siamo sicuri che il primo posto dove vogliano andare sia l’Italia? Sulla base delle informazioni raccolte, il quadro delle principali destinazioni di emigrazione per infermieri e medici indiani è ovviamente diverso da quello che ci potremmo immaginare.
- Stati Uniti: È la destinazione principale. Circa 60.000 fra medici e infermieri indiani lavorano negli USA. Il 6% di tutti gli infermieri immigrati nel paese sono Indiani.
- Canada: Altra meta importante sia per medici che infermieri. Il 5.5% degli infermeri è indiano
- Regno Unito: Terza destinazione più popolare, in particolare per i medici.
- Australia: Attrae molti professionisti sanitari indiani, offrendo buone opportunità.
- Paesi del Golfo: Questa è la destinazione più rilevante soprattutto per gli infermieri, con l’Arabia Saudita in testa.







