In vista dell’evento Rescue Days che si avvicina sempre di più, è bene mettere in ordine alcuni concetti che saranno trattati nella parte relativa al corso EVOS. Il corso si divide in una parte teorica da seguire online e una parte pratica sulla pista del circuito di Cremona.
Finalmente un corso sulla guida sicura in emergenza
Rispetto alle lezioni online, ha grande importanza la parte relativa a quella che dev’essere la preparazione dell’autista soccorritore. Anche con l’aiuto dell’esperto Stefano Balboni (autista e formatore in Emilia Romagna) vengono posti all’evidenza del corsista alcuni aspetti fondamentali.
I relatori inquadrano la materia nei termini generali e vengono spiegate alcune regole contenute nel codice della strada come l’utilizzo delle cinture di sicurezza, l’utilizzo dei dispositivi di emergenza e così via.
Altresì, vengono portati alcuni esempi di condotta alla guida e sono proiettati dei video e delle animazioni per capire come possono avvenire alcuni incidenti evitabili con una maggior attenzione e maggior conoscenza delle regole basilari della guida in emergenza.
Testa, occhio e cuore
Nella lezione n.3 avrete modo di constatare che si vanno poi a spiegare alcune situazioni relative allo stato psico fisico dell’autista. Se si fa attenzione ad evitare alcuni aspetti rischiosi, la guida potrà avvenire in massima sicurezza. Ebbene, questi sono (in maniera non esaustiva): la distrazione, la privazione del sonno, l’essere in stato di alterazione emotiva.
La distrazione può essere dovuta ad aspetti interiori come questioni familiari o lavorative o a fattori esterni come l’uso del cellulare. Peraltro, il primo aspetto può collimare con l’alterazione emotiva che, a sua volta, può essere causa di problemi fisici quali gastrite, mal di testa e quant’altro. E’ bene che l’autista che si mette alla guida del mezzo di soccorso abbia il più possibile la mente sgombra da pensieri e che eviti accuratamente di cadere in distrazioni.
Ad esempio, l’autista non dovrebbe nemmeno utilizzare la radio di bordo o impostare il navigatore durante la guida visto che questo vorrebbe dire che lo sguardo sarebbe spostato su un altro obiettivo rispetto alla strada ed ai suoi molteplici pericoli.
Stare bene per fare bene agli altri
Da non sottovalutare poi ci sono gli aspetti legati alla privazione del sonno e quelli legali all’assunzione di farmaci. Dando per dato assoluto che alla guida non ci si possa mettere in stato di alterazione alcolica o di sostanze psicotrope. Infatti, non è detto che serve chissà quale forte farmaco per alterare l’attenzione o lo status fisico di chi guida e può bastare un semplice medicinale generico perché ci siano conseguenze importanti.
Conseguenze altrettanto rischiose ci possono essere se l’autista alla guida del mezzo non è in condizioni ottimali di forza dovute magari ad una giornata lavorativa particolarmente pesante che l’ha portato ad arrivare a fare il turno già stanco. Se c’è bisogno del caffè (o di bevande energetiche) per rimanere svegli, è cosa assai intelligente non mettersi alla guida e farsi sostituire.
Non c’è bisogno di eroi
Non c’è bisogno di eroi, al sistema serve un conducente che sia al pieno delle forze e dell’attenzione perché, in caso di incidente, non sarà possibile portare a propria discolpa la stanchezza e il fatto di essere volontario. Anzi, il fatto di sapere di essere “stanco” è il primo campanello d’allarme che dovrebbe portarci ad evitare di salire sull’ambulanza.
Articolo di Giulio Cesare Giorgino – Membro del team editoriale di Rescue Press
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La guida sicura in emergenza è una delle tematiche che, grazie all’aiuto dei corsi certificati NAEMT, proveremo ad approfondire insieme (e con tanta pratica) in occasione dei Rescue Days dei prossimi 6 e 7 novembre 2024. Di cosa si tratta?







