Articolo di: Giulio Cesare Giorgino

Nella giornata di sabato 26 ottobre si è svolto il convegno sull’apporto che le associazioni di volontariato danno al soccorso sanitario pre-ospedaliero. L’evento è stato organizzato dal comitato CRI di Padova guidato dal presidente dott. G. Rupolo il quale ha aperto la giornata coadiuvato dal dott. Giovanni Cipollotti.

 

La giornata si è divisa in 3 sessioni che hanno sostanzialmente descritto la situazione prima dell’istituzione del 118, la situazione attuale sia a livello normativo che per quel riguarda i rapporti tra volontariato e centrali operative del 118 e infine quello che può essere lo scenario futuro per le realtà del terzo settore nell’ambito del soccorso sanitario. La prolusione del dott. Cipollotti ha introdotto alcuni spunti poi utili ai relatori che l’hanno seguito ed ha sottolineato un concetto importante dell’evoluzione del soccorso sanitario: è cambiato il modo di intervenire da portare velocemente in ospedale al soccorrere nel modo migliore e più in sicurezza il paziente per il successivo trasporto presso la struttura ospedaliera. 

 

Sono seguiti poi gli interventi della ii.vv. Anna Maria Colombani e di Rossano Carrisi che hanno fatto un quadro evolutivo delle realtà rispettivamente di Croce Rossa Italiana e delle Opere Misericordie. Ha chiuso la prima sessione il direttore Paolo Rosi (coordinatore del 118 regionale del SUEM 118 e direttore del 118 della provincia di Venezia) volendo provocare alcuni ragionamenti attraverso delle domande nella parte finale del proprio intervento: l’associazione di volontariato deve diventare imprenditore? C’è una crisi delle vocazioni? Esiste una frammentazione tra le troppe realtà del terzo settore? C’è un problema di governance di queste associazioni? Queste domande hanno poi trovato alcune possibili risposte nelle successive due sessioni.

 

La seconda parte si è aperta con il puntuale intervento del direttore Andrea Paoli (a capo della centrale operativa del 118 di Padova) che ha focalizzato l’attenzione dei presenti sul concetto fondamentale legato alla formazione e all’applicazione sul campo. La prima è fondamentale, ma non può essere fine a sé stessa senza una continua pratica per essere sempre al top delle performance (peraltro richieste dalla normativa regionale DGR 870/2022). Collegandosi poi ad alcune delle domande del direttore Rosi, Daniela Malesani del cda di Croce Verde Verona ha inquadrato la situazione in cui vivono le associazioni che fanno soccorso tra concorrenza forse sleale di alcune micro-realtà e difficoltà far quadrare i conti nell’articolato sistema attuale. Interessante il dato riportato dalla relatrice: circa il 60% delle ore lavorate nel soccorso in Veneto viene svolto da volontari. Pensiamo vale questo apporto per la comunità. Ha chiuso la seconda parte un intervento di due rappresentanti del direttivo di Dolomiti Emergency che hanno descritto l’attività dell’associazione.

 

L’ultima sessione si è incentrata su alcuni dati specifici che da oggi possono far ragionare su quello che potrà essere il futuro per la realtà delle associazioni di volontariato nell’ambito del soccorso. In primis è intervenuto Mirco Canella (delegato regionale Veneto CRI per le emergenze) elencando tutta una serie di dati relativi all’importante attività che comportano i grandi eventi seguiti nella realtà padovana con conteggio di ore, mezzi e personale utilizzati. E’ stato seguito da Maurizio Dellantonio (presidente nazionale del CNSAS) che a sua volta ha testimoniato l’enorme lavoro che viene effettuato su tutto il territorio così come l’enorme difficoltà che esiste nel trovare interlocutori istituzionali disponibili e preparati.

 

Ha chiuso la giornata l’intervento del dott. Tiziano Martello, Direttore Medico Azienda Ospedale Università di Padova, che ha fatto ordine sulla mole dei numeri che si trovano a gestire gli ospedali della città di Padova sia in tema di ricoveri che di trasporti. Il relatore si è anche spinto ad immaginare i possibili scenari una volta che il nuovo ospedale di Padova previsto vicino al casello di Padova est sarà in funzione. 

La giornata è stata intensa e la qualità degli interventi assai elevata.  Purtroppo, non abbiamo la sfera di cristallo per prevedere il futuro del mondo del volontariato relativo al soccorso sanitario, ma si può provare a ben indirizzare l’evoluzione di questa realtà: le associazioni devono procedere con un continuo miglioramento qualitativo in termini di formazione, di governance, di mezzi e di organizzazione.