Intensa cerimonia di apertura per il 43° Congresso Nazionale degli infermieri di area critica. Bologna ospita un momento di riflessione non semplice, fra formazione sempre più avanzata e necessità di riconoscere (e valorizzare) le competenze espresse da professionisti sempre più bravi.

 Si sono aperti i lavori del 43° Congresso Nazionale, che oggi e domani radunerà a Bologna infermieri di area critica e terapia intensiva provenienti da tutta Italia. Il programma di quest’anno si focalizza su quella che sarà la Terapia Intensiva del futuro, dove l’infermiere 4.0 si interfaccerà sempre più con l’intelligenza artificiale e la robotica, aspetti che stanno entrando sempre più prepotentemente in questo setting.

Intelligenza e assistenza: serve unità per cambiare in meglio

Ad aprire i lavori la Presidente di ANIARTI Silvia Scelsi, che dopo aver dato il benvenuto a una platea di circa 600 partecipanti congressuali entra subito nel vivo dei lavori. “Il futuro è ormai presente – afferma Scelsi – e in questi giorni percorreremo assieme tutti gli aspetti dell’assistenza e come i sistemi di intelligenza artificiale li influenzano”. Sono numerosi i professionisti che si alterneranno in questa due giorni, con una faculty vasta composta da più di 70 relatori tra poster e presentazioni orali. “Possiamo contare solamente se siamo uniti, condividendo internamente strategie portandole poi verso l’esterno. Solamente facendo rete – conclude Scelsi – possiamo scambiare esperienze, trasportando il meglio nelle singole realtà. Per questo motivo il cambiamento parte dal singolo e ANIARTI è sempre stato un luogo di pensiero in cambiamento, vivo e vivace. Il motto di ANIARTI è insieme contiamo”.

Infermieri: la forza che cambia la professione, deve cambiare anche le organizzazioni

Successivamente l’intervento di Pietro Giurdanella (Presidente OPI Bologna e membro del Comitato Centrale FNOPI), il quale sottolinea come ci sia sempre più bisogno di società scientifiche che parlino in termini di progresso scientifico: “La vocazione deve andare verso lo sviluppo della buona pratica – sostiene Giurdanella – in quanto siamo in un momento in cui si stanno incontrando le due più importanti transizioni degli ultimi anni: l’invecchiamento della popolazione e la transizione digitale”. Come rispondere a queste due transizioni, prosegue, rappresenta “un compito delle società scientifiche e di tutti noi. Queste sfide si vincono se come professione saremo in grado di cambiare noi stessi: se cambia il tessuto nella quale la professione è inserita è necessario che la professione stessa evolva”.

In questo senso, la risposta è arrivata recentemente con l’annuncio in un Consiglio Nazionale FNOPI da parte del Ministro della Salute Schillaci dell’apertura delle lauree magistrali ad indirizzo clinico, tra le quali è presente quella in area critica e dell’emergenza. “Le organizzazioni del lavoro dovranno andare incontro a questo cambiamento – conclude Giurdanella – assieme alle società scientifiche e ai singoli professionisti”.

 

Articolo di: Alice Tovo