Quest’estate abbiamo provato diversi dispositivi per il soccorso e l’estricazione dei pazienti dai veicoli incidentati. Tutti i nuovi dispositivi hanno enormi potenzialità per aiutare i soccorritori a muovere i pazienti preservando il rachide cervicale e la colonna: avete già provato il BOA della PAX?

Il BOA permette di effettuare una manovra classica che fino a ieri consideravamo “l’ultima soluzione disponibile”: la presa di Rautek. Quando ogni secondo conta, la manovra di Rautek rimane una tecnica insostituibile per spostare in sicurezza una persona incosciente dall’abitacolo. Negli ultimi anni, dispositivi come BOA PAX hanno reso più facile e sicura questa tecnica, rendendola ergonomica e gestibile da due soccorritori. I testi più difficili sono stati effettuati con il BOA sui caccia dell’Aeronautica Tedesca, e su mezzi incidentati in spazi ristrettissimi.

Dallo studio ai dati sul campo

Un recente studio tedesco pubblicato su WMM 2021 ha confrontato direttamente:

Rautek classico (presa manuale),

BOA PAX (nastro imbottito con ancoraggi rapidi),

KED-System (estricazione con immobilizzazione completa).

I risultati sono molto interessanti. La Rautek rimane la tecnica più veloce in assoluto, ma per effettuarla con sicurezza serve un fisico adeguato e lo spazio giusto per operare in sicurezza. Il BOA PAX è quasi altrettanto rapido,a con tempi di evacuazione mediana intorno a 2 minuti e mezzo. I vantaggi del BOA sono la semplicità di gestione per il soccorritore, la protezione della colonna del paziente, parzialmente immobilizzato grazie al passaggio delle fasce sotto le ascelle, e la versatilità in ambienti difficili (cockpit, auto, spazi angusti). Inoltre, il dispositivo BOA riduce il carico sulla schiena dei soccorritori, permette prese più stabili e controllate, si applica rapidamente anche con guanti o in condizioni di visibilità ridotta.

La prova di Rescue Press in Sita Antincendio

Come anticipato grazie alla presenza di formatori professionisti come Mattia Greif della SITA Anticincendi, Rescue Press ha potuto testare il dispositivo BOA PAX per un training approfondito. Il dispositivo ha mostrato tutte le sue potenzialità per l’estricazione rapida da spazi angusti e scomodi, permettendo di effettuare in poco tempo movimentazioni stabili del paziente, riducendo il numero di movimentazioni e rendendo più delicato lo spostamento della vittima. Il BOA è stato inoltre usato per movimentare pazienti in spazi ristretti, come il bagno di un camper o la bocca di lupo di un impianto industriale, garantendo ottimi risultati.

Come funziona la combinazione Rautek con BOA PAX?

1.Il dispositivo BOA viene posizionato attorno al collo e incrociato dietro la nuca.

2. I nastri scorrono sotto le ascelle e vengono bloccati anteriormente.

3. Il soccorritore può così applicare la presa Rautek utilizzando i nastri come estensione delle proprie braccia.

4. Il paziente viene trascinato in posizione semiseduta, con un migliore allineamento della colonna.

Dove è particolarmente utile il BOA PAX?

Veicoli incidentati con abitacoli ristretti;

Cockpit di elicotteri e aerei (come dimostrato nello studio tedesco su 7 modelli militari) ;

Ambienti industriali o navali con accessi complessi;

Il punto chiave: seguire i principi della Spinal Motion Restriction

Il BOA PAX non sostituisce la manovra di Rautek, la potenzia. Integra la tecnica classica con il collare cervicale, aumenta la sicurezza per il paziente, riduce lo stress fisico per il soccorritore, rende più versatile e sicuro il posizionamento del paziente su un sistema di immobilizzazione definitivo più comodo e sicuro della tavola spinale. L’unico faro che però dobbiamo seguire, nel soccorso pre-ospedaliero, è il fattore qualitativo. Quando possiamo, se le condizioni ce lo permettono, dobbiamo sempre scegliere il dispositivo di movimentazione più adatto al contesto. Che sia un KED, un BOA, una tavola da estricazione o le nostre braccia, dobbiamo sempre sapere perfettamente quali sono le performance che otterremo con quel dispositivo, quali tempi servono per fare una manovra fatta bene e con cura, e qual è alla fine lo strumento su cui trasporteremo il nostro paziente. Se dobbiamo percorrere 40KM da una montagna alla città, se abbiamo il Pronto Soccorso a pochi minuti di distanza, se il nostro paziente è cosciente e può muoversi da solo o se il paziente è incosciente ed ha un respiro rantolante: ogni sfumatura va compresa per decidere con cognizione di causa quello che serve.

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