La vittima da annegamento necessita di protocolli ben definiti: non solo BLSD e ALS ma aspirazione, mobilitazione ed evitamento delle ipotermie

Ogni anno, in Italia, l’annegamento causa centinaia di decessi, colpendo soprattutto bambini e soggetti vulnerabili. È una tragedia spesso trascurata e sottostimata, che richiede invece risposte coordinate, formazione mirata e azioni di prevenzione diffuse sul territorio.

Venerdì 13 giugno 2025, presso Zoworking Academy (Via Renato Bruschi 128, Sesto Fiorentino), si terrà la Giornata Studio Gratuita “Water Life Support (WLS)” – Sicurezza e Prevenzione dell’Annegamento, evento promosso dalla Direzione Scientifica del Progetto WLS® con la supervisione del Dr. Riccardo Ristori, la direzione organizzativa del Dr. Elio Jr. Filidei e la collaborazione del Comitato Regionale Toscana della Croce Rossa Italiana.

Le mille sfumature dell’annegamento

Annegato. In mare o in fiume. In acque calde o fredde. In arresto o incosciente. Tutti questi sono fattori fondamentali per il corretto salvataggio di una vittima da annegamento.

«L’annegato, infatti, non è semplicemente una vittima di arresto respiratorio e cardiaco. – spiega il Direttore Elio Filidei -, se vogliamo indicare alcune sostanziali differenze (che poi si diversificano anche in base all’ambiente specifico – tipo di corpo idrico) la rianimazione prevede molto spesso delle vie respiratorie sporche che devono essere correttamente aspirate (nei corsi si insegna la corretta aspirazione che nei corsi BLSD non è praticamente mai considerata se non in ALS) -. Poi continua una spiegazione molto dettagliata – Ancor prima la posizione della vittima è fondamentale da come la si “issa” a bordo o sulla spiaggia. L’ipotermia per il “naufrago” diventa altro argomento di picco. La classificazione corretta, inoltre, del grado di annegamento da informazioni fondamentali al sistema di emergenza che dovrebbe regolare e indirizzare in base al caso specifico al centro specifico (non è il primo PS il luogo opportuno per il singolo caso). Queste alcune ma molte altre come ancora la rianimazione intermittente e l’uso corretto di alcuni farmaci e non altri (comunemente utilizzati) per il personale sanitario professionista» conclude il dottor Filidei.

La vittima

La Vittima da Annegamento non è “solo” una persona che può essere priva di coscienza e respiro sulla quale attuare le “classiche” manovre di soccorso (BLSD e ALS). La Vittima da Annegamento ha problematiche che devono essere approcciate in maniera specifica se si vuole apportare quanto necessario perché la sua condizione possa essere trattata con successo. In Italia sono ben definite le figure che possono operare per un salvataggio in acqua e che vengono formate ad un primo soccorso che però può non risultare specifico e aggiornato a tutte le evidenze scientifiche e alle Linee Guida per la Vittima da Annegamento. Queste figure sono comunque un numero infinitamente ridotto rispetto a tutti coloro che operano o semplicemente si trovano in prossimità dell’“acqua” (personale imbarcato, operatori di superficie in prossimità di corpi idrici, operatori tecnici in ambiente idrico) e che possono trovarsi a prestare il loro aiuto/soccorso ad una Vittima da Annegamento. Risulta evidente l’innalzamento della probabilità di sopravvivenza per queste vittime nel momento in cui chi presta la sua opera di assistenza agisce in maniera corretta.

Le vie legislative

Il Decreto Legislativo 81/08 inoltre stabilisce, quale obbligo del Datore di Lavoro, di fornire adeguata formazione al fine di mitigare il Rischio derivante dalla specifica attività svolta dal Lavoratore. Non è inusuale che la Valutazione del Rischio redatta nella Sede di Lavoro non sia adeguata alle Sedi Operative di impiego del personale ove il consolidato Sistema di Emergenza Territoriale (112) non ha possibilità di poter intervenire con la stessa tempistica ed efficacia. Anche in questa ottica, il WLS® va incontro alla Normativa fornendo adeguata formazione in materia di salute e sicurezza a tutti i lavoratori che operano su o in prossimità di corpi idrici.

Le sessioni 

La giornata si articolerà in tre sessioni:

  • Sessione Specialistica (10:30 – 13:00): interventi di esperti in ambito scientifico, epidemiologico e operativo, tra cui rappresentanti delle forze di soccorso, studiosi e medici specialisti.
  • Sessione Tecnica (14:00 – 15:00): confronto tra formatori, operatori e dirigenti della sicurezza su esperienze sul campo, nuovi protocolli e progetti pilota.
  • Sessione Aperta alla Popolazione (15:00 – 17:00): attività educative e dimostrative rivolte a famiglie, insegnanti, educatori e bambini, con focus sulla prevenzione e il primo soccorso in ambiente acquatico.

La partecipazione del personale sanitario potrà «contribuire significativamente alla diffusione della cultura della prevenzione e al miglioramento delle strategie di intervento in caso di emergenze acquatiche» dichiarano gli organizzatori.

La partecipazione alla giornata è gratuita ma per ragioni organizzative è necessario registrarsi a questo link. Restiamo a disposizione per fornire ulteriori informazioni alla mail: academy@zoworking.com