In un’epoca dove i sanitari sono dominati dalla stanchezza e dalla demotivazione, usare bene le parole è estremamente importante. Ne parla nel suo editoriale si Rescue Press Roberto Romano, presidente di AIES, Accademia Italiana dell’Emergenza Sanitaria. Lanciando la proposta: superiamo i corporativismi, evolviamo in questo settore insieme.

 

Le recenti dichiarazioni del Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, in merito al presunto “eccesso di competenze” infermieristiche, hanno generato un dibattito che, ancora una volta, riporta il focus sul modello di sanità che vogliamo costruire. Una domanda che in tanti si fanno, e ci facciamo, ma alla quale sembra sia sempre più difficile rispondere. Come Presidente di AIES – Accademia Italiana Emergenza Sanitaria, realtà nuova, specie per la scelta compiuta di integrare in se tutte le componenti professionali che operano nel complesso mondo dell’emergenza urgenza, sento il dovere di intervenire non per alimentare contrapposizioni o polemiche, delle quali davvero non si sente il bisogno, ma per riportare il confronto su un piano tecnico, istituzionale e culturale.

La competenza non è mai un pericolo ma, anzi, una variabile fondamentale per tendere al migliore livello di sicurezza clinica. È un fattore indiscutibile di qualità.

Il sistema dell’emergenza-urgenza lo dimostra quotidianamente: l’evoluzione delle competenze infermieristiche, che sta per sfociare nell’implementazione delle agognate lauree magistrali cliniche, non è frutto di improvvisazione, ma di percorsi universitari, normative consolidate e modelli organizzativi validati e sicuri. Mettere in relazione, anche solo indirettamente, un tragico evento che ha colpito tutto il Paese, peraltro ancora oggetto di indagini, con l’ampliamento delle competenze professionali di una determinata categoria professionale rischia di generare un messaggio culturalmente regressivo e istituzionalmente inopportuno.

Il successivo rammarico espresso rappresenta certamente un segnale di attenzione, ma non esaurisce il tema.

Il Servizio Sanitario Nazionale non ha bisogno di difese corporative, ma di alleanze competenti.
Non ha bisogno di sospetti reciproci, ma di governance clinica integrata.
Non ha bisogno di narrazioni divisive e infondate, ma di leadership condivise.

In un’epoca in cui il personale sanitario è stanco, sotto pressione e spesso delegittimato, ogni parola pronunciata da chi rappresenta un Ordine professionale, addirittura a livello nazionale, ha un peso specifico rilevante. Le parole costruiscono fiducia oppure la erodono. Gli infermieri hanno tollerato a lungo narrazioni scientificamente infondate, spesso fatte passare come verità assolute solo a causa della credibilità regalata dal ruolo, più che dagli argomenti. Forse, ora, sarebbe bene ripartire, magari facendolo con delle scuse, un passo oltre il rammarico, a tutta la categoria infermieristica.

Sarebbe, questo, un piccolo passo per l’Uomo ma un grande passo proprio verso quella stima e rispetto, di cui il Presidente FNOMCeO parla, che ora più che mai necessiterebbero di fatti più che di parole.

AIES crede in un modello multiprofessionale fondato su responsabilità chiare, competenze certificate, collaborazione strutturata e rispetto reciproco. Medici e infermieri non sono categorie in competizione: sono pilastri complementari di un sistema che, senza integrazione, semplicemente rischia di crollare. E’ bene ricordare che l’indebolire un pilastro può avere un solo effetto: indebolire l’intero edificio. Se questo episodio può diventare un’occasione, che lo sia davvero: Si trovi il coraggio, vero, di superare le diffidenze e i corporativismi per provare a coevolvere. Una categoria infermieristica competente è un valore, inestimabile, in primis per la componente medica, oltre che ovviamente per la cittadinanza.

Il rammarico è un gesto, il rispetto un atto concreto da dimostrare nei fatti, la coevoluzione è un percorso.

Da infermiere, prima che da presidente di società scientifica, credo di poter fare a meno del primo, il rammarico, di poter pretendere il secondo, il rispetto della categoria, e di dover dedicare ogni sforzo all’ultimo punto, la ricerca di coevoluzione, rispetto al quale non vedo alternative.

Roberto Romano
Presidente AIES – Accademia Italiana Emergenza Sanitaria