Si è aperta venerdì 8 maggio, alla Mostra d’Oltremare di Napoli, la prima giornata del XIV Congresso Nazionale SIMEU – Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza. Il congresso, in programma fino a domenica 10 maggio, ha celebrato i 25 anni dalla fondazione della Società con il tema “25 Anni. Minuto dopo Minuto”.
La plenaria inaugurale ha portato in sala voci che raramente si ritrovano insieme in un congresso medico, costruendo un confronto capace di andare oltre la dimensione strettamente clinica e di restituire al Pronto Soccorso il suo significato più profondo: luogo di cura, di ascolto, di diritti e di responsabilità collettiva.
Maurizio De Giovanni, scrittore tra i più amati del panorama italiano, ha condiviso la propria esperienza di paziente in una conversazione con Mario Guarino, direttore del Pronto Soccorso CTO di Napoli e Past President SIMEU. Ne è nato un dialogo inaspettato e necessario, che ha riportato al centro del discorso la persona che arriva in Pronto Soccorso, prima ancora del caso clinico, del codice di priorità o della diagnosi.
A chiudere la plenaria è stato Domenico Iannaccone, giornalista e autore televisivo, con un intervento intenso dal titolo “Il Tempo Umano”. Iannaccone ha raccontato il Pronto Soccorso come luogo simbolico del nostro tempo, non solo sanitario: uno spazio morale, umano e politico, nel quale si concentrano fragilità, disuguaglianze, solitudini e diritti delle persone. Ha descritto quella soglia in cui il tempo si spezza, dove esistono un prima e un dopo, e ha rivolto ai professionisti dell’emergenza una riflessione precisa sulla natura del loro lavoro: stare nel momento della rottura, tra disperazione e speranza, tra la vita e la morte. Non soltanto cura, dunque, ma presenza sulla soglia.
I dati del Pronto Soccorso italiano: l’indagine istantanea SIMEU
In occasione del congresso, SIMEU ha diffuso i risultati di un’indagine istantanea condotta il 5 maggio 2026 su un campione di Pronto Soccorso italiani corrispondente a circa 3 milioni di accessi nel 2025. I dati hanno restituito una fotografia realistica, e per molti versi preoccupante, delle condizioni in cui l’emergenza-urgenza ha operato nel nostro Paese.
Gli accessi al Pronto Soccorso sono aumentati di circa il 3% tra il 2024 e il 2025. Rispetto al 2023, l’incremento ha superato il 6%.
Il quadro degli organici si è confermato critico. Solo l’11% delle strutture ha dichiarato un organico medico adeguato, mentre l’89% ha integrato la copertura attraverso prestazioni aggiuntive dei dirigenti o contratti libero-professionali. Il 29% ha continuato a ricorrere ad agenzie di servizi, nonostante le indicazioni ministeriali contrarie.
Particolarmente rilevante è risultato il dato sul boarding, ormai diventato un problema strutturale: il 70% dei Pronto Soccorso ha affrontato quotidianamente la presenza di pazienti in barella in attesa di un posto letto. Il tempo medio di attesa per il ricovero in area medica è stato di circa 23 ore.
“Il boarding non era più accettabile, perché ledeva il diritto del cittadino all’accesso alle cure”, ha dichiarato il Presidente SIMEU Alessandro Riccardi. “Qualsiasi soluzione doveva essere intrapresa per evitare lo stazionamento in barella di malati destinati al ricovero.”
Anche la continuità con il territorio è apparsa fragile. Solo il 36% dei Pronto Soccorso ha dichiarato una collaborazione reale e costante con la sanità territoriale; per il 64% il dialogo è risultato saltuario o assente. Sul fronte dei servizi sociali, metà delle strutture ha indicato una cooperazione efficace, mentre l’altra metà ha descritto una condizione di isolamento operativo.
“L’integrazione tra Pronto Soccorso e strutture socio-assistenziali doveva essere il pilastro su cui reggere il futuro del Servizio Sanitario Nazionale”, ha aggiunto Riccardi. “Senza una reale continuità assistenziale, la pressione sulle aree di emergenza era destinata a diventare insostenibile.”
Le dichiarazioni di intenti di SIMEU
Nel corso del congresso, SIMEU ha ribadito la volontà di continuare a rappresentare con forza la medicina di emergenza-urgenza italiana, portando all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica le criticità quotidiane dei Pronto Soccorso, ma anche il valore professionale, scientifico e umano di chi vi lavora.
La Società ha indicato come priorità il superamento del boarding, il rafforzamento degli organici, la valorizzazione delle competenze specialistiche, il miglioramento dell’integrazione con il territorio e con i servizi socio-assistenziali, e la costruzione di modelli organizzativi capaci di garantire risposte tempestive, sicure e appropriate ai cittadini.
SIMEU ha inoltre confermato l’impegno a investire nella formazione, nella ricerca e nella crescita delle nuove generazioni di medici e professionisti dell’emergenza-urgenza, affinché il Pronto Soccorso non venga percepito come un luogo di passaggio o di ripiego, ma come una scelta professionale qualificata, riconosciuta e sostenuta.
In questa prospettiva, il congresso di Napoli ha assunto anche il significato di una dichiarazione pubblica di responsabilità: continuare a difendere il diritto alla cura nelle situazioni più difficili, restituire dignità al lavoro in emergenza, chiedere condizioni organizzative adeguate e riaffermare il ruolo del Pronto Soccorso come presidio fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale.
Avanti tutta, nonostante tutto
Il congresso è proseguito con il programma scientifico, che ha incluso sessioni su trauma, sepsi, stroke, intelligenza artificiale applicata al triage e climate change come vera emergenza medica. In sala erano presenti molti giovani medici, al fianco del Presidente Riccardi e dell’intero board SIMEU: una comunità professionale che, nonostante le difficoltà quotidiane dell’emergenza-urgenza, ha scelto di guardare avanti. Perché il Pronto Soccorso, per chi era a Napoli, non era un ripiego: era ancora, e nonostante tutto, una scelta. Una scelta di competenza, responsabilità e presenza. Una scelta che SIMEU ha voluto raccontare, difendere e rilanciare, minuto dopo minuto.







