Come operatori del soccorso cosa vogliamo da un’ambulanza? Cosa serve realmente? Sono domande che dovrebbero essere poste ogni volta si presenti all’orizzonte l’acquisizione di un nuovo mezzo.L’ambulanza è uno “strumento” di lavoro e come tale deve garantire affidabilità e sicurezza.

Affidabilità non solo del veicolo base ma anche di quanto è installato sul mezzo, dai componenti elettrici/elettronici, all’impiantistica, agli accessori. Non è pensabile avere sempre a disposizione un accessorio (o impianto) di back-up e pertanto ci si deve orientare su soluzioni in grado di soddisfare adeguatamente tale requisito. Una strategia (sempre meno gradita ma sempre efficace) è di tener presente che “ciò che non c’è non si rompe”. L’impiego spinto di componenti sempre più sofisticati (anche laddove non sempre necessari) spesso incide negativamente sull’affidabilità dei sistemi. L’affidabilità si raggiunge anche attraverso il corretto rispetto delle scadenze manutentive del veicolo e degli accessori poiché, in mancanza di sistemi di manutenzione predittiva, non vi sono altre soluzioni. È altresì importante tenere accurata registrazione delle operazioni di manutenzione al fine di semplificare la gestione e la calendarizzazione delle stesse.

Sicurezza

Nel corso degli anni si è fatto molto parlare di sicurezza delle ambulanze; spesso, purtroppo, in maniera fantasiosa. La sicurezza dell’ambulanze viene, in primo luogo, dal rispetto rigoroso delle norme applicabili: norme di tipo automobilistico e norme tecniche in genere. Le prime portano all’omologazione del veicolo (secondo numerosi parametri diversi, troppo articolati per essere esposti in queste brevi note) e dei suoi componenti, le seconde permettono di ottenere la marcatura CE dei dispositivi o accessori installati grazie alla corretta applicazione di norme armonizzate. Pur nel rispetto delle norme applicabili come prima delineato è opportuno riflettere, in alcuni casi, sulle priorità di queste e di come possano impattare sulla sicurezza. Mi riferisco, in modo particolare, all’applicazione non ragionata del DM 553 che presenta non poche criticità in termini di sicurezza, non fosse altro per la data di emissione del decreto stesso.

La norma EN1789

Nata come “prolungamento” della direttiva 93/42/CE (dispositivi medici) nel 1999 venne pubblicata la prima edizione di tale norma inerente alle autoambulanze e le loro attrezzature; tale norma è stata sistematicamente aggiornata ogni pochi anni e, dal 2014, il suo rispetto (ad esclusione delle attrezzature imbarcate) è uno dei requisiti necessari per raggiungere l’omologazione europea dell’ambulanza, al pari di altri 70 punti squisitamente “automobilistici”. La norma prevede alcuni requisiti costruttivi e i relativi metodi di prova utili per allineare la sicurezza dell’allestimento a quella del veicolo base (si tenga tuttavia presente che per le ambulanze, essendo autoveicoli per uso speciale, non è previsto il consueto crash test). Parlando di sicurezza in caso d’impatto vengono fissate le caratteristiche di resistenza degli ancoraggi barella, arredi e accessori; non si entra nel merito dei sedili in quanto è caratteristica già “coperta” dai regolamenti di omologazione.

Il riferimento per “lo stato dell’arte”

La norma EN1789 si occupa anche di sistemi di climatizzazione, di illuminazione, di ergonomia: sono tutti aspetti che si integrano nel permettere la realizzazione di un allestimento in grado di garantire non solo la sicurezza ma anche l’affidabilità dell’ambulanza. La norma è il riferimento (lo “stato dell’arte”) europeo per quanto riguarda le ambulanze ed è stata riconosciuta come unico riferimento normativo in quasi tutte le nazioni dell’Unione Europea. Si può fare di meglio? Sicuramente sì, ma non ci si può abbandonare a improvvisazioni che potenzialmente possono presentare punti di debolezza.

EN 1789 vs DM 553

È possibile far coesistere i due riferimenti normativi? La risposta è assolutamente affermativa ma non è possibile averne il formale doppio riconoscimento sulla carta di circolazione (non è più consentito avere la doppia dicitura come spesso veniva fatto sino a qualche tempo fa con notevole confusione). È un percorso di ottimizzazione che deve essere pensato sin dalle fasi iniziali del progetto e che porta a scelte obbligate per le quali non è possibile avere successivi ripensamenti.

Visibilità e riconoscibilità

Rendere visibile e riconoscibile un’ambulanza ha un importante risvolto in termini di sicurezza passiva; tuttavia sono dettagli che devono essere studiati con cura e sempre nel rispetto delle norme in vigore.

Mai come in questo caso di si può dire che non sempre “di più è meglio” perché una livrea policroma, con molti motivi e/o scritte, andando a spezzare le linee del veicolo ne provocano di fatto una mimetizzazione con l’ambiente (soprattutto urbano). Per lo stesso motivo, lampeggianti blu (e spesso anche di altri colori) piazzati in ogni dove non permettono di avere la corretta percezione del veicolo e del suo movimento.

Una livrea sobria, ma accuratamente studiata, e dispositivi supplementari luminosi di buone prestazioni e correttamente installati permettono di raggiungere lo scopo di rendersi visibili e riconoscibili senza cadere in eccessi controproducenti.